
12 ottobre 2016 – È stata aggiornata con i dati delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Puglia e Sardegna la sezione dedicata ai piani di emergenza comunali.
Il piano di emergenza rappresenta un indispensabile strumento per la prevenzione dei rischi. Per questo il Dipartimento monitora con attenzione, attraverso le Regioni e le Province Autonome, l’attività di realizzazione e di aggiornamento dei piani da parte dei Comuni.
La ricognizione del Dipartimento – avviata nel 2011 in un’ottica di servizio al cittadino e di impulso per le amministrazioni del territorio – viene periodicamente aggiornata in base ai dati trasmessi da Regioni e Province Autonome.
Nel mese di settembre, il Dipartimento ha inviato una nota a tutte le Regioni e Province autonome per sollecitare un dato aggiornato, considerato che le ultime informazioni comunicate risalivano allo scorso anno. A questo input hanno risposto Abruzzo, Basilicata, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Puglia e Sardegna.
Per queste Regioni il quadro è così modificato: la Regione Abruzzo ha 302 comuni dotati di piano su 305 (il 99% del totale), la Basilicata 123 su 131 (94%), l’Emilia-Romagna 322 su 334 (96%), il Lazio 249 su un totale di 378 (66%) , la Liguria 196 su 235 (83%), la Puglia 256 su 258 (99%), la Sardegna 283 su 377 (75%).
Il passo successivo a questo lavoro di ricognizione quantitativa dei Piani comunali sarà una raccolta di informazioni – sempre attraverso Regioni e Province Autonome – di tipo qualitativo: dall’anno di elaborazione e aggiornamento, agli scenari di rischio presi in considerazione, al rispetto delle linee guida regionali, alle modalità di informazione alla popolazione.
L’obiettivo è fornire ai cittadini un utile strumento di sintesi di facile consultazione e, al contempo, sensibilizzarli rispetto all’importanza del piano di emergenza e al ruolo di che loro stessi possono avere nel sollecitare le amministrazioni competenti a garantire piani efficaci, aggiornati e condivisi con le comunità che vivono sul territorio.
I DATI DI DETTAGLIO – Aggiornamento del 12 ottobre 2016
Tutte le Regioni italiane, esclusa la Provincia Autonoma di Bolzano, hanno comunicato il numero e l’elenco dei Comuni che si sono dotati di un piano di emergenza. La Regione Campania ha fornito i soli dati relativi al numero dei Comuni e dovrà integrare le informazioni trasmettendo anche l’elenco.
In totale, dunque, dei 7.954 Comuni delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Provincia Autonoma di Trento, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto, Valle d’Aosta, l’80% – pari a 6.377 Comuni – dispone di un piano di emergenza.
| Regioni/Province Autonome | Totale comuni | Comuni con piano | % Comuni con piano/totale |
|---|---|---|---|
| Abruzzo | 305 | 302 | 99% |
| Basilicata | 131 | 123 | 94% |
| Calabria | 409 | 219 | 54% |
| Campania | 551 | 214 | 39% |
| Emilia-Romagna | 334 | 322 | 96% |
| Friuli Venezia Giulia | 218 | 218 | 100% |
| Lazio | 378 | 249 | 66% |
| Liguria | 235 | 196 | 83% |
| Lombardia | 1.544 | 1.209 | 78 % |
| Marche | 239 | 239 | 100% |
| Molise | 136 | 136 | 100% |
| Piemonte | 1.206 | 1.119 | 93% |
| Provincia Autonoma di Trento | 210 | 210 | 100% |
| Puglia | 258 | 256 | 99% |
| Sardegna | 377 | 283 | 75% |
| Sicilia | 390 | 190 | 49% |
| Toscana | 280 | 230 | 82% |
| Umbria | 92 | 91 | 99% |
| Valle d’Aosta | 74 | 74 | 100% |
| Veneto | 581 | 497 | 86% |
| Totale | 7.954 | 6.377 | 80% |
COS’E’ UN PIANO DI EMERGENZA
Un piano di emergenza è l’insieme delle procedure operative di intervento per fronteggiare una qualsiasi calamità attesa in un determinato territorio.
Il piano d’emergenza recepisce il programma di previsione e prevenzione, ed è lo strumento che consente alle autorità di predisporre e coordinare gli interventi di soccorso a tutela della popolazione e dei beni in un’area a rischio. Ha l’obiettivo di garantire con ogni mezzo il mantenimento del livello di vita” civile” messo in crisi da una situazione che comporta gravi disagi fisici e psicologici.
Struttura del piano. Il piano si articola in tre parti fondamentali:
1. Parte generale: raccoglie tutte le informazioni sulle caratteristiche e sulla struttura del territorio;
2. Lineamenti della pianificazione: stabiliscono gli obiettivi da conseguire per dare un’adeguata risposta di protezione civile ad una qualsiasi situazione d’emergenza, e le competenze dei vari operatori;
3. Modello d’intervento: assegna le responsabilità decisionali ai vari livelli di comando e controllo, utilizza le risorse in maniera razionale, definisce un sistema di comunicazione che consente uno scambio costante di informazioni.
Obiettivi del piano. Un piano per le operazioni di emergenza è un documento che:
– assegna la responsabilità alle organizzazioni e agli individui per fare azioni specifiche, progettate nei tempi e nei luoghi, in un’emergenza che supera la capacità di risposta o la competenza di una singola organizzazione;
– descrive come vengono coordinate le azioni e le relazioni fra organizzazioni;
– descrive in che modo proteggere le persone e la proprietà in situazioni di emergenza e di disastri;
– identifica il personale, l’equipaggiamento, le competenze, i fondi e altre risorse disponibili da utilizzare durante le operazioni di risposta;
– identifica le iniziative da mettere in atto per migliorare le condizioni di vita degli eventuali evacuati dalle loro abitazioni.
È un documento in continuo aggiornamento, che deve tener conto dell’evoluzione dell’assetto territoriale e delle variazioni negli scenari attesi. Anche le esercitazioni contribuiscono all’aggiornamento del piano perché ne convalidano i contenuti e valutano le capacità operative e gestionali del personale. La formazione aiuta, infatti, il personale che sarà impiegato in emergenza a familiarizzare con le responsabilità e le mansioni che deve svolgere in emergenza.
Un piano deve essere sufficientemente flessibile per essere utilizzato in tutte le emergenze, incluse quelle impreviste, e semplice in modo da divenire rapidamente operativo.
Fonte: Dipartimento Protezione Civile
























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