L’Aquila: sulle tasse non abbassare la guardia. Stessi diritti, pari dignità.

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Un invito ai nostri rappresentanti, Chiodi e Cialente in prima fila, ad avviare da subito i necessari passi con il governo, per evitare di rivedere a giugno le scenette e balletti, indecorosi, visti a dicembre.

Lo scandalo delle intercettazioni relative al G8 alla Maddalena, le indagini in corso su Bertolaso e sul mondo affaristico legato alla gestione dell’emergenza, le parole di alcuni imprenditori senza scrupoli, hanno messo per alcuni giorni in secondo piano alcuni importanti temi che riguardano la citta’.  Riprendiamo una notizia degli ultimi giorni, il pagamento delle tasse da parte di chi ha il domicilio fiscale nel cratere.

Perché non ci stancheremo mai di ripeterlo. Il terremoto a L’Aquila e’ stata la più grande vetrina pubblicitaria del governo nel 2009, un “Miracolo”, un “Modello” da esportare nel mondo. Mettiamo anche sia così. Ma di cosa stiamo parlando? Della Ricostruzione della citta’, intesa come ricostruzione degli edifici, del tessuto economico e sociale, di una “normalita’” di vita quotidiana? Assolutamente NO, sono parole riferite alla sola fase dell’emergenza, in realta’ non  conclusa visti i dati sugli sfollati, indiscutibili, senza un alloggio o ancora fuori citta’.

Sulla Ricostruzione tutto e’ ancora in forse, tutto e’ in ritardo, ad iniziare dalla riparazione degli edifici B e C. Ugualmente riguardo il tessuto economico della citta’, con una zona franca non confermata e con una sospensione, rateizzazione e sconto sulle tasse che, non si capisce il motivo, si vuol negare agli abruzzesi al contrario dei loro vicini terremotati (nel tempo e nello spazio, Umbria/Marche e Molise). Chiediamo la restituzione del 40% delle tasse sospese, rateizzandole in un congruo periodo di anni.

Per alcuni sono richieste forse inutili, prive di importanza, perché molti hanno mantenuto il loro posto di lavoro e, quindi, le tasse le possono pagare. Vero, così come e’ vero che ogni euro trattenuto nel territorio sara’ in grado di dare un maggior contributo alla rinascita economica, ed ogni euro risparmiato dalle imprese ed attivita’ commerciali sara’ in grado di attirare o confermare queste realta’ sul territorio. Anche da queste richieste dipende il destino finale della citta’ e comuni del cratere.
Chiedetelo a Tremonti, disposto a far rientrare miliardi di euro di capitali dall’estero facendogli pagare un’inezia (5%) di tasse, mentre a noi abruzzesi e’ richiesto di pagare TUTTE le tasse sospese, con minime rateizzazioni (forse), senza alcun beneficio alcuno. Perché le persone oneste non sono in grado di evadere il fisco portando i loro soldi all’estero. Perché, alla fine, tutto si riduce a questo, ai nostri soldi ed ai nostri voti.
I nostri soldi fanno comunque comodo allo stato italiano, di cui L’Aquila ed altri comuni terremotati sono una piccola ed insignificante parte. I nostri voti, per una buona parte, sono gia’ stati assicurati con la grancassa mediatica della gestione del post-terremoto, e probabilmente non saranno gli scandali in corso a far cambiare idea a molti, se non ci saranno sviluppi significativi relativi alla gestione degli appalti in abruzzo.

In conclusione, riportiamo la notizia di qualche giorno fa ed alcuni commenti relativi.

Milleproroghe, ok Bilancio su Abruzzo se tasse pagate nel 2010
La commissione Bilancio del Senato ha dato il via libera alle norme contenute nel dl milleproroghe sui pagamenti dei contributi da parte delle popolazioni abruzzesi, considerata coperta, però, solo perché “entro il 2010 riprendono i pagamenti” e questo “senza rateizzazioni”. Lo ha detto il presidente della commissione Antonio Azzollini, nella relazione della sua commissione su quel punto. “Poi – ha aggiunto Azzollini – si potranno prevedere rateizzazioni ma qualora il governo intenda farle dovra’ in primo luogo dirlo e ove lo faccia lo dovra’ fare con provvedimento che dovra’ essere coperto”. “Insomma – ha sottolineato – la norma e’ coperta se vale entro il 2010″.

Pronta la replica dei senatori del PD Luigi Lusi e Giovanni Legnini:“Allo stato il Governo non ha previsto la copertura per la sospensione delle tasse in Abruzzo per il periodo gennaio-giugno 2010. La copertura c’e’ solamente fino a dicembre 2009. Ne consegue che dal primo luglio gli abruzzesi saranno chiamati a pagare le tasse correnti e quelle sospese”.

Legnini mostra un documento del Ministero dell’Economia che afferma: “L’articolo 1, comma 10, del decreto legge 194/2009 ha previsto, per i soli soggetti residenti nei comuni del cratere del sisma, la proroga del periodo di sospensione mediante il rinvio a successivi provvedimenti da adottare. La norma non prevede nulla in merito alle modalita’ di restituzione dei ‘nuovi’ importi sospesi, che conseguentemente dovranno essere restituiti senza rateizzazione nell’anno 2010″.

Hanno mentito agli abruzzesi e agli italiani. I terremotati dell’Umbria e delle Marche hanno avuto una sospensione del pagamento delle tasse per 12 anni ed hanno pagato nei successivi 10 anni solo il 60% del dovuto. Per l’Abruzzo allo stato non c’e’ la copertura per la sospensione delle tasse”  –  dichiara Legnini . Alla domanda se il Governo non potra’ emanare un nuovo provvedimento da qui a giugno, risponde: “Vedremo. Secondo la legislazione vigente, gli abruzzesi riprenderanno a pagare le tasse dal primo luglio prossimo”.

Lo stesso documento del Ministero dell’Economia recita: “Qualora si vogliano prevedere ulteriori sospensioni, ovvero rateizzazioni delle somme gia’ dovute e non ancora riscosse, occorrera’ reperire preventivamente idonea copertura finanziaria, in assenza della quale e’ di tutta evidenza che non possono essere emanati i provvedimenti che comportano minor gettito”.

Il Pd chiede che ”come per gli altri terremoti venga prevista la restituzione in 10 anni con la riduzione del 40%, condizione che sarebbe comunque piu’ penalizzante rispetto ai terremotati dell’Umbria e delle Marche che hanno pagato dopo 12 anni. ”Il nostro giudizio – attacca Legnini – e’ di fortissima contestazione: il governo come al solito ha messo la polvere sotto il tappeto”.

Per Luigi Lusi “Doppio bluff del Governo nei confronti dei cittadini abruzzesi sulla sospensione dei tributi e dei contributi per i cittadini delle zone colpite dal terremoto e per le zone franche urbane“. Lusi ha ricordato che la commissione Affari costituzionali del Senato, contro il parere del Governo, ha ripristinato la norma istitutiva delle zone franche urbane prevista dalla Finanziaria 2007 del Governo Prodi, ma nel maxiemendamento al decreto milleproroghe il Governo ha inserito un tetto di spesa di 50 milioni annui in due anni per tutte le zone franche urbane d’Italia. Il problema, ha rilevato Lusi, e’ che con il decreto sul terremoto in Abruzzo, che istituisce le zone franche urbane per i comuni colpiti dal sisma, veniva istituito un Fondo con uno stanziamento di 45 milioni di euro che, con il riferimento legislativo del tetto di spesa, non vengono piu’ utilizzati: “Spariscono cosi’ – ha detto Lusi – 45 milioni di euro per il terremoto”.

CGIL: “Restituzione tasse entro il 2010″ – E’ la minaccia del centrodestra in Senato

L’Aquila – Gianni Di Cesare e Umberto Trasatti della CGIL scrivono: “Siamo di nuovo alle solite. Al gioco degli annunci, delle rettifiche e delle precisazioni in corso d’opera che i terremotati sono costretti a subire da subito dopo il sisma.
Stamattina, e non e’ la prima volta che accade, la maggioranza di centrodestra al Senato, per il tramite del presidente della commissione bilancio, Antonio Azzolini, ha fatto sapere che i terremotati dovranno restituire le tasse entro il 2010 e senza alcuna rateizzazione delle somme. Meglio ancora: dovranno farlo se il governo, dice ancora il senatore del Popolo delle liberta’, non predisporra’ e fara’ approvare una nuova legge nella quale ci dovra’ essere l’indispensabile copertura finanziaria, i soldi necessari a rinviare e rateizzare le tasse a carico dei terremotati. Se davvero il governo vuol dar corso all’ordinanza della Protezione civile che stabilisce altre rateizzazioni, e’ necessario che prima del relativo provvedimento amministrativo provveda con una legge a stanziare i soldi che servono.
Un avvertimento al quale subito dopo e’ seguito il solito annuncio del governo, con il sottosegretario all’economia, Luigi Casero, che ha assicurato che ulteriori rinvii del pagamento delle tasse saranno finanziati con una specifica norma. Il solito vecchio giochetto delle promesse e delle rassicurazioni.
Per quanto la riguarda, la Cgil ribadisce che quello delle tasse e’ anche un tema etico, morale. Torniamo a chiedere di trattare i terremotati abruzzesi come tutti quelli delle altre regioni che prima di noi sono state colpite dal sisma. In particolare le tasse vanno restituite in un arco di tempo lungo, di alcuni anni, e non per l’importo totale: comunque non superiore al 50% del dovuto. Siamo convinti inoltre che la situazione economica e sociale del territorio colpito sia ancora molto grave, e che sia necessario aprire un confronto con le istituzioni e le parti sociali (compreso il commissario Chiodi) sul tema della disoccupazione, della cassa integrazione, delle problematiche delle persone più fragili: si pensi ai pensionati incapienti. Le tasse vanno ridotte e rinviate quindi, ma c’e’ anche da aprire una trattativa sugli interventi a favore delle categorie deboli, per non consegnarle a una condizione di poverta’”.

IdV su milleproroghe, Abruzzo umiliato da parlamentari servi PdL

Per il coordinatore regionale abruzzese dell’Italia dei Valori e senatore Alfonso Mascitelli, “se i parlamentari abruzzesi del centrodestra continuano a fare i servi felici di un Governo, condizionato solo dai poteri forti e dai diktat della Lega, l’Abruzzo continuera’ a essere mortificata e umiliata in quelle che sono delle legittime aspettative”. Il riferimento e’ alle norme contenute nel dl milleproroghe a cui la Commissione Bilancio del Senato ha dato il via libera. “Il decreto Milleproroghe, con un silenzio inspiegabile – ha proseguito il senatore Mascitelli -, ha avuto tre effetti devastanti sull’Abruzzo. Il primo: se non verra’ introdotta una nuova modifica legislativa, le popolazioni colpite dal terremoto dal primo luglio dovranno riprendere a pagare le rate dei tributi e contributi per l’anno 2009 e la quota intera degli stessi relativi all’anno 2010, a spregio delle promesse e degli impegni presi. Il secondo: le zone franche, gia’ approvate con la finanziaria di Prodi del 2007, non saranno ulteriormente finanziate per il 2010, perché il tetto massimo di spesa e’ solo quello stabilito per gli anni 2008 e 2009, con buona pace di un adeguato sostegno finanziario alla zona franca di Pescara e a quella da istituire de L’Aquila”. “Il terzo: l’emendamento dell’Idv, per la ricollocazione lavorativa dei 1.600 dipendenti del gruppo Villa Pini e’ stato dichiarato, al pari di altri, decaduto perché il Governo ha posto la fiducia solo sul suo maxi emendamento, rifiutandosi di affrontare il problema. Ma ciò che e’ vergognoso e’ che quello che noi chiedevamo per l’Abruzzo, il Governo lo ha concesso per la Puglia e la Basilicata, dove enti del settore della Sanita’ privata in situazione di crisi, usufruiranno per il 2010 delle disposizioni in materia di concessione del trattamento di mobilita’ per la durata di 66 mesi (art. 1, comma 5-bis). Al danno poi si aggiunge la beffa mediatica: quando Chiodi annuncia che, in base all’accordo con la Banca Europea, le imprese abruzzesi beneficeranno di finanziamenti agevolati, si guarda bene dal dire che la FIRA, finanziaria regionale, ha preteso invece il rispetto del pagamento dei mutui alle imprese coinvolte nella tragedia del terremoto o una ricontrattazione degli stessi mutui a un tasso più che raddoppiato”.