UGL: adesione alla manifestazione del 16 giugno. Ance, rispettare impegni assunti

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L’Ugl aderisce alla mobilitazione generale del 16 giugno all’Aquila per la proroga delle agevolazioni fiscali. “Nonostante avessimo preferito uno sciopero generale cittadino – si legge in una nota del sindacato.- che avrebbe garantito una partecipazione senz’altro più numerosa ed avrebbe rappresentato un segnale più forte, comunichiamo la più convinta adesione alla manifestazione del 16 Giugno”. Domani, nella sede della segreteria generale della Ugl, il segretario regionale, Piero Peretti, presentera’ alla Segreteria Confederale del sindacato gli emendamenti per gli articoli 39 e 43 della manovra correttiva.

L’emendamento proposto da Peretti, per l’articolo 39 prevede, in sintonia con quanto stabilito dal Consiglio Comunale dell’Aquila, l’adozione di analoghe misure a quelle prese in Umbria e Marche per quanto concerne la sospensione e la restituzione dei tributi. Per l’articolo 43, Peretti propone il rispetto degli accordi presi per la zona franca dell’Aquila.

ANCE – Rispettare impegni assunti
In previsione del pronunciamento del Governo, previsto prima del 16 prossimo, in merito all’ipotesi di restituzione, a partire dal primo luglio, di tutti gli oneri fiscali e tributari sospesi a seguito del sisma del 6 aprile 2009, Ance-L’Aquila mentre esprime a tal proposito “la piu’ sentita contrarieta’”, insiste per il rispetto degli impegni assunti dal Governo, dalla Regione e dagli Enti interessati.

Impegni che sembrano venire meno. L’Ance evidenzia in particolare “che cosi’ operando si concretizzerebbe una evidente disparita’ tra il trattamento riservato all’Abruzzo e quello giustamente applicato alle popolazioni di Umbria e Marche, anch’esse colpite dal sisma negli anni passati. Le quali popolazioni, non solo hanno avuto un periodo piu’ lungo di esenzione ma, soprattutto, una riduzione degli oneri non pagati al 40% , con una dilazione di pagamenti a 10 anni”. Ad oggi – rileva l’Ance – non risulta abbia avuto inizio, per le stesse popolazioni, il recupero delle somme non pagate. La circostanza che si profila per L’Aquila e centri viciniori, oltre a costituire una evidente ingiustizia, diventerebbe lesiva del principio di uguaglianza sostanziale sancito dalla Costituzione italiana”. L’Associazione dei Costruttori evidenzia inoltre che “la paventata restituzione, nei drastici tempi annunciati, delle tasse, oneri fiscali relativi all’anno 2009 e primo semestre del 2010, unitamente alla decorrenza dei mutui, metterebbe in ginocchio non solo le imprese ma tutti i cittadini colpiti dal terremoto, i quali vedrebbero drasticamente decurtati le retribuzioni, gli stipendi e le pensioni con aggravio del sistema economico collettivo e familiare nel momento piu’ sbagliato”.

Per l’Associazione “spetta quindi soprattutto al commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, perorare con convinzione la causa aquilana presso il Governo, senza tralasciare tutti gli altri aspetti di una situazione che rischia di diventare drammatica: dai mancati pagamenti alle impese per i lavori contabilizzati e definiti alla mancanza di chiarezza sulla disponibilita’ dei fondi occorrenti per la ricostruzione degli immobili classificati A, B, C e soprattutto E (per i quali ultimi mancano del tutto riferimenti tecnici e prospettive economiche), dall’assenza di qualsiasi indicazione sulla ripresa socio-economica del territorio alla mancanza di programmi e prospettive sul risanamento e sullo sviluppo urbanistico della citta’ che tutti insieme dobbiamo portare fuori dal devastante terremoto. Ed e’ quanto occorre per ridare da subito, ed in primis, efficienza e sostegno all’imprenditoria ed a tutte le attivita’ ecomico-produttive”.

Ance-L’Aquila torna percio’ “ad insistere con forza sulla ormai irrinunciabile istituzione di una ‘tassa di scopo’ che garantisca il reperimento dei fondi, sulla opportunita’ di rivedere contenuti e finalita’ della ‘zona franca’ (perche’ sia pensata per promuovere la rinascita del territorio aquilano, mentre sembra purtroppo molto ridimensionata dalle previsioni dell’articolo 43 del decreto anticrisi varato dal ministro Tremonti, che istituisce le ‘zone a burocrazia zero’), sulla necessita’ di semplificare le procedure per l’approvazione delle perizie, dei progetti e dei pagamenti.

Troppe norme, ha detto l’altro giorno lo stesso Ministro delle finanze Tremonti, finiscono con l’inceppare il sistema. Ed e’ quanto sta purtroppo accadendo a L’Aquila e nei piccoli centri ricadenti nel cratere sismico nonostante i nostri ripetuti richiami: un eccesso di burocrazia assolutamente fuori luogo”.