Decreto Milleproroghe, le reazioni (articolo in aggiornamento)

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CNA: beffa atroce e crudele
“Sostegno alla missione romana del presidente della Regione Gianni Chiodi e del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ed al loro tentativo di ottenere quanto dovuto”. Arriva dalla Cna regionale, che contesta la decisione del governo Berlusconi di non inserire, nel cosiddetto “decreto Milleproroghe” varato ieri dal Consiglio dei ministri, la proroga del pagamento delle tasse per imprese e cittadini aquilani, che dal primo gennaio prossimo, a meno di interventi in extremis, si vedranno costretti a pagare tutti gli arretrati delle varie imposte, sospese all’indomani del sisma del 6 aprile 2009.
“Promessa solennemente in tutti gli appuntamenti ufficiali degli ultimi mesi, annunciata a reti unificate nel corso di pubbliche parate, slittata di settimana in settimana, alla fine la decisione sembra essere stata archiviata dal governo Berlusconi” afferma la nota della Cna abruzzese, che parla “di una beffa atroce e crudele, ma soprattutto di una pagina buia nel rapporto tra lo Stato e i propri cittadini, tanto piu’ perche’ si tratta di una comunita’ duramente colpita da un disastro naturale con pochi precedenti”. “Con tutte le altre associazione d’impresa e con le istituzioni locali – prosegue la nota dell’associazione presieduta da Italo Lupo – avevamo chiesto di parificare il trattamento riservato ai cittadini e alle imprese inseriti nel cosiddetto ‘cratere’ del terremoto a quanto concesso, in analoghe circostanze, agli abitanti di altre regioni italiane. Nulla di piu’, nulla di meno: ma cosi’ non e’ stato. Evidentemente, le ragioni degli abruzzesi non hanno trovato accoglimento in un provvedimento che tradizionalmente accoglie le cose piu’ impensabili, forse perche’ considerati cittadini di serie ‘b’”. “Adesso – conclude la nota – la parola passa ai fatti. Chi puo’, agisca in fretta: pena la perdita di qualunque credibilita’ verso la citta’, verso gli aquilani e verso tutti gli abruzzesi che sostengono le ragioni della sua rinascita”.

Lolli: Bruno Vespa in campo
Se il Milleproroghe dovesse prevedere la restituzione delle tasse da parte dei terremotati aquilani, a guidare la protesta delle “masse” ci sara’ Bruno Vespa, anch’egli aquilano “doc”. Lo ha annunciato Giovanni Lolli, deputato del Pd, che ha parlato con il giornalista dopo le indiscrezioni sul testo del decreto. Vespa, durante la presentazione del suo libro, lo scorso 15 dicembre, aveva strappato al premier Berlusconi la promessa che ci sarebbe stata una proroga della sospensione del pagamento delle tasse da parte dei terremotati. Dopo che in mattinata si e’ diffusa a Montecitorio l’indiscrezione che nel Milleproroghe non ci fosse la proroga, Lolli ha raccontato ai cronisti: “Ho chiamato Bruno Vespa e gli ho detto: ‘Hai visto che ha fatto il tuo amico?’. Lui non ci voleva credere e mi ha detto che se non ci sara’ l’articolo nel Milleproroghe lui guidera’ di persona la rivolta delle masse”. “Secondo me – ha concluso Lolli – le masse si rivolteranno da sole, senza aspettare Vespa”.

Vespa: non ho mai parlato con Lolli
“Non ho parlato con Giovanni Lolli né oggi né negli ultimi mesi. Questo non vuol dire che io venga meno ai miei impegni in favore dell’Aquila, come si vedra’ fin da stasera, a Porta a Porta”. Lo dice Bruno Vespa, replicando al deputato Giovanni Lolli (Pd).
“Oggi – ha detto in serata nella trasmissione Porta a Porta – si e’ sparsa la voce, qualche cosa più di una voce, che dal primo gennaio gli aquilani dovrebbero cominciare a restituire tutto, senza la sospensione che era stata promessa. Questo e’ molto grave, sia perché e’ vero che i conti dello Stato sono nelle condizioni che conosciamo ma non sono quattro soldi degli aquilani che possono raddrizzare un bilancio, sia perché questa misura, chiunque l’abbia presa o chiunque l’abbia suggerita, e’ uno sfregio enorme e gratuito alla credibilita’ del Presidente del Consiglio e siccome io credo che si voglia evitare che il Presidente del Consiglio non possa mettere più piede all’Aquila, chiunque abbia la responsabilita’ di queste cose ci faccia un pensiero, perché il danno che si fa e’ molto molto più grosso dei pochi spiccioli che si risparmiano

Pezzopane: si preannuncia una dura stangata
“Dal Consiglio dei Ministri non giungono notizie rassicuranti per gli aquilani e per i cittadini del cratere. Al momento sono solo indiscrezioni, che ci piacerebbe venissero smentite dalla pubblicazione del testo integrale del decreto Mille-proroghe. Ma se cosi’ non fosse, si annuncia una dura batosta per tutti gli aquilani e i cittadini del cratere, che saranno costretti a restituire dal primo gennaio il 100% delle tasse”. Lo afferma Stefania Pezzopane, rsponsabile nazionale Pd per la ricostruzione. “Un bel regalo di Natale! Ricordiamo tutti – dice – le promesse fatte dal Presidente del Consiglio Berlusconi, da Gianni Letta e dal presidente della Regione Gianni Chiodi, che nelle settimane precedenti avevano sbandierato a gran voce che gli aquilani sarebbero stati trattati come i cittadini di Umbria e Marche. Niente di tutto cio’. “Sotto l’albero – dice Pezzopane – rischiamo di trovare l’ennesimo tradimento da parte di questo governo, che prosegue con la politica degli annunci. Stiamo vivendo un momento drammatico e doloroso. All’aumento di disoccupazione, cassa integrazione e al generale impoverimento, il governo risponde con una massiccia stangata”. Secondo Pezzopane “sara’ necessaria una mobilitazione generale, che parte gia’ in queste ore. Tutte le forze politiche sono chiamate responsabilmente a impegnarsi perche’ gli aquilani e i cittadini del cratere non vengano ulteriormente ingannati”.

Cialente: pronta mobilitazione
”Dalle prime notizie che emergono dai lavori dell’odierna seduta del Consiglio dei Ministri, sembrerebbe che nonostante le ripetute rassicurazioni e dichiarazioni del presidente Berlusconi, i residenti dei Comuni del cratere sismico non avranno la proroga nella restituzione delle tasse. Se queste indiscrezioni trovassero conferma nei provvedimenti che saranno adottati ci troveremmo di fronte ad una decisione incredibile, assurda, ingiusta, inaccettabile”.
Sono le prime parole amareggiate del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che motiva: ”E’ impensabile che un territorio che vive ancora una fase di emergenza abitativa, sociale ed economica possa divenire il territorio che paghera’ ogni mese piu’ tasse di qualsiasi altra citta’ italiana”. ”Come piu’ volte detto – aggiunge il Primo cittadino – gli aquilani, che gia’ stanno normalmente contribuendo agli adempimenti fiscali dal primo luglio scorso, in questo momento non potrebbero assolutamente sobbarcarsi ulteriori oneri economici. Se cio’ fosse, sarebbe la condanna di centinaia di piccole economie artigianali e commerciali, che andrebbero incontro al fallimento certo, oltre che un attentato ai magri bilanci familiari, impoveriti dalla perdita di posti di lavoro”. Cialente riferisce di aver parlato col presidente della Regione Abruzzo, e Commissario delegato per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, e con altri Sindaci del cratere e ”si sono anch’essi manifestati increduli e preoccupati da un siffatto vociare e dal susseguirsi di queste infauste notizie”.
”Pertanto anche a loro nome – annuncia il Sindaco – chiedo che, entro le prossime ore, il Governo dia la rassicurazione che quanto dichiarato piu’ volte sia confermato ufficialmente, anche perche’ queste indiscrezioni, che mi auguro prive di fondamento, stanno generando un crescente clima di tensione tra i cittadini”. Poi una botta di ottimismo: ”Voglio invece credere alle ripetute garanzie di qualche tempo addietro, del presidente Berlusconi che sulle tasse saremmo stati trattati come i terremotati di Marche ed Umbria. Se contrariamente cio’ non dovesse verificarsi – avverte infine Cialente – con il Presidente Chiodi e i Sindaci del cratere abbiamo deciso di convocare per domani pomeriggio un’assemblea dei cittadini e delle forze economiche e sociali, per decidere le migliori azioni a difesa della sopravvivenza dell’Aquila e del suo martoriato territorio”.

UIL: e’ sconcertante
“E’ semplicemente sconcertante quanto accaduto nel corso del Consiglio dei Ministri. La componente ostile alla citta’ dell’Aquila ha deciso di mortificare i terremotati che, se cosi’ resteranno le cose, da Gennaio saranno gli italiani a pagare piu’ tasse”. Lo dice il segretario generale della Uil Abruzzo, Piero Peretti. “Un eventuale gesto in extremis – aggiunge – non potra’, in ogni caso, cancellare lo schiaffo che ci e’ stato inflitto da chi ritiene che i danni del terremoto siano ormai ampiamente superati. In questo scenario siamo fortemente preoccupati anche per l’ottenimento futuro di quelle agevolazioni, con in primis la zona franca , contenute nel documento unitario presentato al Governo dal Comitato per le Attivita’ Produttive”.

Deluso comitato attivita’ produttive
“Sono deluso e amareggiato per il mancato inserimento nel testo del decreto “mille proroghe” del rinvio del pagamento delle tasse sospese dopo il terremoto del 6 aprile 2009″. E’ quanto ha affermato il presidente del Comitato attivita’ produttive, Giorgio Rainaldi. “Non ci fermeremo qui”, dice Rainaldi, “le imprese e i cittadini aquilani non sono in grado di pagare le tasse e non pagheranno. Se anche ci fossero le possibilita’ economiche, tecnicamente non sussistono i tempi necessari. Per il territorio si tratta di un colpo durissimo, che mettera’ in ginocchio l’economia. Come Comitato produttivo abbiamo preparato una piattaforma condivisa di cui il Governo non ha tenuto assolutamente conto, in barba a quanto sbandierato dai rappresentanti istituzionali di destra e sinistra”. Rainaldi ha evidenziato come “nel mille proroghe non sia stato riconosciuto cio’ che tutti i rappresentanti politici avevano dato per scontato. Una delusione che va ben oltre la disfatta del territorio”, evidenzia il presidente del Comitato attivita’ produttive, “non riusciamo piu’ ad avere fiducia nei soggetti che istituzionalmente davano assicurazioni sul rinvio del pagamento delle tasse. Tutti hanno fatto a gara per partecipare alle riunioni del Comitato, che abbraccia tutte le associazioni produttive, dal commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, al sindaco, Massimo Cialente e i parlamentari della provincia dell’Aquila. Da destra a sinistra avevano dato per certo l’inserimento della proroga nel decreto mille proroghe: cosi’ non e’ stato e qualcuno dovra’ assumersi la responsabilita’ di quanto accaduto”.

IdV: questo Governo non merita nulla
“La rinuncia da parte di IdV agli emendamenti presentati e’ stato fatto per ottenere un risultato forte unitariamente e piu’ concreto rispetto ai bisogni degli aquilani”. Questo e’ quanto affermava l’on. Augusto Di Stanislao circa un mese fa ritirando i suoi emendamenti che chiedevano un aumento degli stanziamenti nel triennio per la ricostruzione in Abruzzo e la restituzione dei versamenti fiscali e contributivi corrisposti al 40% dell’ammontare dovuto e confermando le 120 rate mensili a partire da giugno 2011, proprio per evitare contrapposizioni politiche pur di ottenere giusti vantaggi per le popolazioni colpite dal sisma. “Ritirai gli emendamenti – afferma oggi Di Stanislao secondo il quale questo Govrno non merita nulla – per andare incontro a questo Governo e per fare cerchio insieme agli altri deputati abruzzesi intorno ad un Ordine del Giorno accolto da tutti. Se fosse vero il mancato inserimento della proroga delle tasse ai terremotati all’interno del Milleproroghe sarebbe l’ennesima presa in giro e la conferma di una inadeguatezza di questo Governo a gestire l’emergenza oramai consolidata. Ancora una volta il Governo si e’ fatto riconoscere per quelli che sono davvero i suoi interessi, tutti meno quelli che riguardano il Paese e ben che meno gli aquilani. Dopo le proteste dei giorni scorsi e la realta’ in cui vivono ancora i terremotati dell’Aquila, sarebbe inaccettabile anche solo una dimenticanza e non ci saranno giustificazioni che tengano se non verranno immediatamente portati a termine gli impegni presi. A questo punto, se cosi’ fosse, non vorremmo stare nei panni del presidente Chiodi”.

Del Corvo: domani a Roma
“Sono fiducioso e credo nelle azioni del Governo – si legge in una nota del Presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, in merito alla notizia del possibile ritiro della proroga nella restituzione delle tasse – un rischio che terrorizza il popolo aquilano, che si troverebbe ad affrontare una situazione drastica che metterebbe in ginocchio il tessuto socio-economico del cratere, gia’ pesantemente provato dalle conseguenze del sisma. Domani saro’ a Palazzo Chigi – continua Del Corvo – insieme al Governatore Gianni Chiodi e al Sindaco Massimo Cialente, dove ribadiro’ la mia posizione di favorire l’abbattimento delle tasse e proporre il rinvio della data di restituzione. Le forze politiche coinvolte non deluderanno i cittadini dell’Aquila e collaboreranno, ancora una volta, al fine di trovare la soluzione adeguata in un momento particolarmente complesso della storia aquilana”.

Piccone: assolutamente importante proroga tasse
Secondo il senatore abruzzese del Pdl, Filippo Piccone “la proroga nella restituzione delle tasse, per le popolazioni abruzzesi colpite dal sisma del 6 aprile 2009, e’ un atto di fondamentale importanza. Ci attiveremo nelle sedi istituzionali competenti, come tra l’altro abbiamo sempre fatto per tutte le questioni legate al sisma, al fine di ottenere tale provvedimento che rappresenta una fase significativa dell’operato del Governo. Per questo, domani, insieme ad altri rappresentanti istituzionali del nostro territorio, ci incontreremo a Roma per affrontare tale argomento”.

Chiodi: sorpreso, domani a Roma
La mancata previsione delle misure riguardanti le tasse per il cratere nella versione attuale del cosiddetto ”decreto mille proroghe” ha lasciato il Presidente delle Regione Abruzzo, nonche’ Commissario delegato per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, profondamente sorpreso. ”Comprendo le ragioni di bilancio e la necessita’ di salvaguardare i saldi – ha detto Chiodi – ma all’Aquila c’e’ stato un terremoto devastante che ha messo in ginocchio i cittadini e le imprese. Ho gia’ parlato con il Presidente Berlusconi e con il Sottosegretario Letta e sono in contatto con il ministro Tremonti”. ”Domani – ha aggiunto il Commissario – insieme al Presidente della Provincia e al Sindaco dell’Aquila, saremo a Palazzo Chigi”.