Senza certezze L’Aquila rischia lo spopolamento

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estratto da un articolo su inAbruzzo.com

Tutti i terremoti hanno “solitamente” determinato uno spopolamento fisiologico. Ma la vastita’ del sisma dell’Aquilano e’ di tali proporzioni che può portare ad un processo di rapida disgregazione del tessuto socio-relazionale e di progressiva riduzione demografica, gia’ registrata in questi anni nei paesi montani, privati degli uffici postali e delle scuole, diventando luoghi di vita alienanti e desolanti, sempre meno comunita’ coese. Rispetto a tali problematiche non e’ sufficiente il solo invito per far tornare gli aquilani a vivere nel proprio territorio. Occorre ridare le motivazioni, le certezze per farli restare.


La popolazione Aquilana attende con ansia la certezza del varo di un nuovo modello di sviluppo economico e l’attuazione di un adeguato piano d’intervento in tale direzione.
E’ indispensabile e strategico individuare gli strumenti e le provvidenze da utilizzare per ridare attrattivita’ economica ed occupazionale al territorio.
La UIL continua ad insistere nel proporre l’istituzione di una vera ZONA FRANCA con incentivi, sgravi fiscali e previdenziali, per otto anni,come ad esempio:
– una riduzione del 60% delle imposte sui redditi d’impresa ( IRES );
– una riduzione degli oneri previdenziali del 50% con copertura figurativa dei contributi;
– un abbattimento del 50% di tutte le aliquote IVA;
– l’abbattimento fino a 20000 € della base imponibile ( IRAP ) per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato.
A tal proposito si ricorda l’impegno che ha assunto il Presidente della Regione G.CHIODI, con le parti sociali nell’incontro del primo agosto, di voler aprire un confronto con il Governo e l’UE sulla ZONA FRANCA. Per raggiungere tale obbiettivo e convincere l’UE, e’ indispensabile l’unione solidale di tutte le forze politiche ed istituzionali ai vari livelli.

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