In un paese vicino a L’Aquila sono stati stanziati oltre 3.5 milioni per una cappella cimiteriale e un complesso edilizio. Mentre un centinaio di residenti da 5 anni aspettano di rientrare nella loro prima casa.
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di Luca Chianca, Corriere.it (2 luglio 2014) – A distanza di 5 anni dal sisma dell’Aquila la ricostruzione è ancora lontana. Ad esempio nel comune di San Demetrio ne’ Vestini, a pochi chilometri dal capoluogo abruzzese, manca ancora il piano per la ricostruzione del centro storico. In compenso il Comune ha stanziato 500mila euro per la messa in sicurezza di una cappella cimiteriale e oltre 3 milioni di euro per un aggregato edilizio nella frazione di Stiffe nel quale, alla data del sisma, risultavano solo due residenti. La richiesta per il finanziamento è stata presentata dal presidente del Consorzio Palazzo Pellegrini, Andreina Pellegrini, che fino al marzo 2012 ha lavorato presso la struttura commissariale per i beni culturali. |
Dopo il nulla osta rilasciato dalla Soprintendenza dei Beni Architettonici e Paesaggistici per l’Abruzzo, il sindaco di San Demetrio, Silvano Cappelli, ad aprile dello scorso anno ha stanziato la cifra. Dal provvedimento per la concessione del contributo si individuano le voci dei lavori: 1,7 milioni per Palazzo Pellegrini sottoposto a vincolo, circa 300mila per la parte non vincolata e 426mila per la porzione demolita da ricostruire. La parte restante, oltre 600mila euro, va per le spese tecniche, gli accertamenti geologici, le spese per le prove di laboratorio e il compenso dell’amministratore.
Come spiega Di Gasbarro, consigliere comunale di San Demetrio, questi fondi sono stati presi da somme destinate alla ricostruzione di abitazioni principali. Gli interventi nel centro storico non sono però ancora partiti e nel frattempo molte delle famiglie che hanno perso la prima casa vivono ancora nei moduli abitativi provvisori.
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