TUTTI I NUMERI DELLA RICOSTRUZIONE DELL’AQUILA

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A 7 anni dal terremoto che ha colpito L’Aquila, sono stati spesi oltre 4 miliardi di euro per la ricostruzione della città. Ecco tutti i numeri dei lavori.

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(foto di photomatteobini.weebly.com)

di Sandro Iannaccone – Wired.it – 21 miliardi di euro stanziati complessivamente dallo Stato per far fronte alla ricostruzione pubblica e privata dell‘Aquila e del circondario, a seguito dei tremendi danni provocati dal terremoto del 6 aprile 2009, ormai sette anni fa. Una somma che comprende anche i 5,1 miliardi di euro inseriti nella legge di stabilità del 2015 e che saranno spalmati tino al 2020, quando dovrebbe essere completata la ricostruzione dei centri storici dell’Aquila e delle sue frazioni più colpite dal sisma.

Sono alcuni i dati che provengono da un report elaborato a marzo 2016 dall’Assessorato alla ricostruzione e dall’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila (Usra). Numeri che parlano di una città ancora in divenire, con 263 cantieri aperti all’interno delle mura cittadine e 424 nel territorio comunale.

Sempre spulciando il report, tra l’altro, emerge che i contributi emessi per la ricostruzione privata della città ammontano a 4.410.304.585,99 (circa quattro miliardi e mezzo di euro), a fronte di una stima di ancora tre miliardi occorrenti per completare la ricostruzione privata.

E ancora: i dati dell’Usra di fine 2015 parlano di 4.700 cantieri attivati in totale (dal 2009 a oggi), con 2.070 imprese che hanno operato o stanno operando nel territorio e 19mila persone impiegate ogni anno. Un lavoro che ha permesso di rendere nuovamente fruibile, per esempio, la basilica di San Bernardino da Siena, dopo sei anni di lavoro. Nel centro del capoluogo abruzzese, infine, sempre stando a quanto riporta l’Agi, è in corso la costruzione del cosiddetto tunnel intelligente, una galleria percorribile e ispezionabile lunga 12,5 chilometri, che passa nel sottosuolo della città e che è costata 80 milioni di euro, per garantire alla popolazione allacci efficienti ad acqua, telecomunicazioni ed elettricità.


fonte: wired.it

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