La terra tremava da settimane e nessuno immaginava cosa sarebbe successo quella notte. Lasciamo perdere le previsioni più o meno scientifiche…
Prima di andare a dormire stavo vedendo “Orizzonti di gloria” e c’era stata una prima forte scossa alle 22:48 magnitudo 3.9 ed un’altra alle 00:39 da 3.5.
Siamo andati a dormire quasi contenti, convinti che quelle due scosse avessero un po’ “scaricato” le tensioni della faglia che ci passa sotto al sedere…
Ore 3:32 magnitudo 5.8, profondita’ 8.8 km dietro la collina di Roio. Ho un ricordo vago di quella scossa. Ci ha presi nel sonno, i primi secondi non li ricordo. So di aver acceso la luce e di essermi messo a sedere sul letto. Ho tentato di chiamare mia madre per tranquillizzarla ma quello che doveva essere un richiamo rassicurante si e’ trasformato in un grido di terrore. Non avrei mai pensato di urlare di terrore. Mi rimane la sensazione di essere rimasto seduto inclinato all’indietro incapace di alzarmi per le vibrazioni e di fissare la parte alta della libreria lì dove tocca il soffitto… il mio sguardo puntava in alto…
Il rumore. Del rumore non parla mai nessuno. Siamo abituati a vedere alla TV immagini di terremoti ripresi da telecamere a circuito chiuso che non hanno microfoni quindi non conosciamo il rumore. E’ un borbottio profondo come il tuono al quale si aggiungono i rumori delle porte che vibrano, dei muri che vibrano, delle finestre che vibrano, degli oggetti che cadono, delle grida di terrore delle persone.
Delle case che crollano.
E’ come avere 1000 martelli pneumatici al lavoro tutto intorno a te… come un gigante malevolo che ti afferra la casa e te la scuote urlando con tutta la rabbia che ha in corpo. E’ il grido della terra. E’ un grido che fa drizzare i capelli in testa anche alle persone più forti e sicure. Il terremoto mina le tue certezze e le tue sicurezze, chiunque tu sia. Ti senti piccolo, inutile, indifeso. Sai che la tua vita e’ affidata alla qualita’ costruttiva della casa che ti ha protetto fino a qualche minuto prima. E non sai se lo fara’ ancora ed in quei momenti pensi di tutto e te la fai sotto. Sei impotente ed aspetti solo che finisca con quella sensazione di terrore cieco di chi sa che potrebbe farsi male, male davvero.
Terminata la scossa recupero subito il mio “sangue freddo” e sparo qualche parolaccia tipo “caxxo che botta” o qualcosa del genere. Rassicuro mia madre con “dai dai e’ finita, e’ andata bene ma adesso usciamo”.
Suonano alla porta, e’ la zia di mamma. 80 anni suonati e tanta paura. “Zia usciamo dai”.
Infilo calze, pantaloni della tuta ed una felpa. Metto le scarpe, recupero cellulari e portafogli e mentre mamma recupera la sua roba trovo pure il tempo per dare una lavata ai denti. Che volete farci? Chi se lo immaginava che era stata così distruttiva quella scossa??? Caxxo per il corridoio c’e’ una crepa sul muro. Ma chi se ne frega, con quella briscola di scossa vuoi che un comignolo non sia caduto?
“Dai dai, tutti in cortile”. Scendendo le scale incontriamo la faccia pallida del tizio che abita in mansarda. C’e’ pure il tempo di scambiare una battuta del tipo “Abbiamo ballato parecchio, e’?”
Il vetro del portoncino d’ingresso del condominio e’ in frantumi ma la porta si apre ed usciamo all’aperto. Arrivano gli altri condomini spaventati ma salvi. Da fuori e’ tutto ok. “Ammazza che scossa! Che si fa? Fa freddo, prendiamo le auto che sono più calde”. Giro intorno al palazzo e nel sottopassaggio che porta ai garage vedo un getto d’acqua che esce dall’autoclave, un tubo deve essersi spezzato. Apro la porta del garage e vedo il Piaggio Beverly 250 da 170 kg comperato la settimana prima caduto sulla Focus. caxxo! La scossa l’ha preso dal cavalletto e l’ha buttato dalla parte opposta. Ma allora e’ stata davvero forte! Mi infilo in qualche modo tra scooter ed auto e riesco a rimetterlo sul cavalletto. Tiro fuori la Focus dal garage e faccio salire mia sorella, mia madre e la vecchia zia.
Nel frattempo nessun messaggio da Silvia, la mia ragazza. Decido di andare verso la scuola sottufficiali della finanza di Coppito dove lei e’ chiusa per il corso, magari li fanno uscire e la riporto a casa. C’e’ tanta gente in giro ma e’ tanto buio e non si capisce ancora l’entita’ dei danni… e chi poteva immaginare? Finalmente arriva un SMS da Silvia, stanno tutti bene e sono adunati nel piazzale.
Decidiamo di andare dove c’e’ altra gente per capire cosa e’ successo. Ci fermiamo nel piazzale della Finmek (la ex Siemens, ex Italtel per chi la conosce) ed incontriamo altri ragazzi. C’e’ una casa cantoniera dall’altra parte della strada e per la meta’ e’ crollata. caxxo… ma forse era fatiscente e sarebbe bastato sbattere forte la porta per farla crollare. Cerchi delle giustificazioni e delle speranze.
La terra non smette un attimo di tremare, incredibile. Seguono decine e decine di scosse tutte avvertibili. Iniziamo a discutere e scopriamo che molti hanno casa danneggiata. Alcuni sono usciti direttamente dai muri, le pareti interne son crollate. Iniziamo a renderci conto che forse la scossa e’ stata più distruttiva di quanto immaginato inizialmente. Le trasmissioni radio sono parzialmente interrotte a causa dei corto circuiti. Radio RAI trasmette con difficolta’ ed arrivano le prime notizie di crolli nel centro storico… porca troia… crolli? Ma dai, saranno le case fatiscenti? Sicuramente, dai.
La terra trema ancora… ma quante scosse sta facendo???
La radio parla di altri crolli… allora la situazione e’ veramente così grave? Decidiamo di spostarci per andare a vedere la situazione in giro. C’e’ confusione. I mezzi di soccorso sfrecciano avanti e dietro in continuazione. Polizia, Vigili del Fuoco, Carabinieri, Ambulanze, Forestale, Vigili Urbani, Finanza… tutti. E tante tante ambulanze… oddio… si sara’ sicuramente fatto male qualcuno???
Ci spostiamo ancora e passiamo per via Amiternum dove incontro un’amica che piangendo mi dice “Stiamo tutti bene ma lì giù e’ crollata una casa, oddio!!!”. Come crollata una casa? Ma che caxxo… arrivo in fondo alla strada e sulla sinistra un palazzetto di un paio di piani non c’e’ più… stanno gia’ scavando con le ruspe… scusate ma… CHI E’ QUELLA TESTA DI caxxo CHE HA DETTO CHE I SOCCORSI NON SONO STATI RAPIDI???
Ci leviamo dalle scatole e decidiamo di fermarci davanti alla Reiss Romoli in periferia, siamo solo di intralcio. caxxo e’ crollata quella casa… allora qualcuno s’e’ fatto male davvero.
Intanto arrivano SMS e telefonate dagli amici. Stiamo tutti bene. Ottimo. Stessa cosa non si può dire delle case tutte più o meno lesionate. Male.
Aspettiamo l’alba parlottando nel freddo cercando di capire di più. La radio trasmette notizie di altri crolli e delle prime vittime accertate. Vittime??? Oh cazzzoooooo!!!
Nel cielo diversi elicotteri fanno avanti ed indietro. Per le strade sirene e luci blu ovunque.
Ho notizie di mio padre uscito indenne da una casa del centro (zona Salesiani, traversa di Via Roma) con mia nonna. Dice che i muri interni sono tutti storti, saltate tutte le mattonelle in cucina. Casa di zia, vicino alla stazione ferroviaria, letteralmente esplosa. Non ci sono più tramezzi integri. Sono usciti camminando sui muri crollati.
Ormai albeggia e decidiamo di tornare dalle parti di casa nostra. Attraversiamo il quartiere di Pettino, tutte le case sono danneggiate se non sventrate, oddio ma quanti danni ha fatto? Tutti i primi piano sono sventrati, crollati. Si vede all’interno! Arriviamo al nostro quartiere e sembra miracolato. Pare che sia stato costruito su una collina rocciosa ed i danni sono meno evidenti che altrove. Prendo lo scooter dal garage e decido di andare a dare un’occhiata, magari serve una mano. Alla luce del mattino non vedo un palazzo sano. Son crollati muretti di cinta, tetti, cornicioni, balconi, i muri dei primi piani. Passo per via XX Settembre e stanno scavando tra le macerie di un palazzo crollato.
Più avanti c’e’ la famigerata “casa dello studente” (mio cugino ci lavora ed era uscito alle 22.30) ma non c’e’ modo di avvicinarsi, stanno scavando anche lì.
Chiedo se posso essere utile in qualche modo ma nessuno sa rispondermi. Stanno gia’ operando decine di persone in divisa e non e’ il caso di mettersi a fare domande.
La “Casa dello studente” e’ composto da diversi edifici affiancati. Uno e’ crollato per meta’, l’altro e’ strano… lo osservo ed inizialmente non capisco… poi comprendo che e’ sprofondato nel piano interrato, nella mensa dove lavora mio cugino, e si e’ letteralmente inclinato appoggiandosi all’altro.
Torno indietro e salgo per via Fontesecco e via Sallustio per raggiungere il centro. Cristo santo cammino letteralmente in mezzo ai calcinacci ed alle pietre. Sono l’unico che va verso il centro, gli altri stanno tutti scendendo a piedi, avvolti nelle coperte, le teste coperte di polvere. Ma che caxxo e’ successo quassù???
Riesco ad arrivare fino a Piazza Palazzo, la bella Torre Civica e’ ancora integra. Grandi ingegneri del passato ma tutto intorno e’ devastato. Sicenramente non mi aspettavo tanta devastazione. Non ci sono vicoli sgombri da macerie, mi guardo intorno e vedo solo distruzione. Alzo lo sguardo ed attraverso le finestre di alcuni palazzi vedo il cielo perché il tetto e’ crollato. La distruzione in tutta la sua cruda violenza e’ finalmente concepita dalla mia mente. Mi rigiro ed abbandono il centro storico pericolante e cadente e torno verso casa.
Arriva un SMS maledetto: “Fratello e mamma di Giancarlo ancora sotto le macerie”. Ma come caxxo??? Dove??? Prendo lo scooter e corro alla ricerca della casa… mi dicono che e’ dietro alle Magistrali, vicino Via XX Settembre. Arrivo davanti ad un tetto, si un tetto. E’ quello che vedi appena arrivi davanti ad un palazzo crollato. I piani inferiori cedono e si sbriciolano ed il tetto, praticamente intatto, ricopre tutto. Quattro piani diventano un cumulo di calcinacci con un tetto sopra. Stanno scavando come pazzi anche lì.
Cerco il mio amico ma non lo vedo in giro… faccio il giro delle macerie senza dar fastidio ai soccorritori ma non lo trovo. Provo a chiamarlo sul cellulare ma le linee sono perennemente intasate. Prendo lo scooter per tornare verso casa ma dopo pochi metri vedo un fantasma. E’ lui. Ha una faccia che non avete idea… inchiodo, scendo e lo chiamo. Si gira, con il casco non mi riconosce. Levo quel caxxo di coperchio e capisce che sono io. Scoppia a piangere e mi abbraccia. Cristo santo… la mamma verra’ trovata il giorno dopo viva, una miracolata di 77 anni. Ha riportato solo la frattura del bacino. Durante il crollo e’ sprofondata nei garage ed e’ rimasta intrappolata in una nicchia tra una parete ed il soffitto che l’hanno protetta. Il fratello lo hanno trovato il martedì, non ce l’ha fatta, ma lo hanno saputo solo il venerdì. Una signora (che possa essere maledetta) l’ha identificato con il nome di un altro e se n’e’ andata via quindi la Polizia Scientifica l’ha chiuso in cella frigorifera con il nome di un altro. Il mio amico, la sorella ed altri familiari hanno atteso tutta la settimana, 5 giorni infiniti, che terminassero gli scavi… hanno letteralmente spostato 3 volte le macerie alla ricerca del corpo ma niente. Poi la signora che aveva identificato il corpo si e’ ricordata di andare a dire alla Polizia che forse quel corpo non rispondeva a quel nome e così all’obitorio si sono ritrovati un corpo senza nome. Hanno contattato il mio amico che ancora cercava il fratello e lo strazio e’ terminato… nel peggiore dei modi, certo, ma almeno e’ terminato…
Le immagini che vedete in TV non rendono la devastazione che c’e’ in citta’ e nei dintorni, credetemi, una citta’ grande come L’Aquila e’ devastata, tutto il circondario e’ devastato. Onna, Paganica (9000 abitanti), San Gregorio, Bazzano…
Le immagini della TV arrivano sempre dagli stessi punti, li ho visti con i miei occhi, e non hanno ancora fatto il giro della citta’ di fatto totalmente inagibile.
Una considerazione: i soccorsi sono stati rapidi, efficienti, commuoventi. Andassero a fare in culo quei deficienti miserabili che dicono il contrario. Qui non si parla di un paesino di 1000 anime ma di una intera citta’ con 80.000 abitanti. Hanno fatto un miracolo e le piccole disattenzioni o i piccoli errori non sono nulla in confronto alla straordinaria efficienza di coloro che ci hanno aiutati.
I campi sono stati allestiti a tempo di record. Alla sera la gente ha dormito quasi tutti in tenda ed hanno avuto almeno un pasto. Che sia stata una scatoletta di Simmenthal con i fagioli ha poca importanza.
C’e’ una cosa che nessuna TV, nessuna radio può riportare fedelmente: il silenzio.
Nei primi giorni dopo il sisma il silenzio era ovunque, non solo tra le macerie.
La gente andava in giro come fantasmi. In mezzo alla gente c’era il silenzio. E’ stata una sensazione strana… tutti composti, silenziosi, educati ma NON rassegnati, semplicemente in PAUSA.





Grazie per aver portato a tutti queste sensazioni… credo che le abbiamo provate tutti, magari in modo diverso.
Sinceramente non credo che sarei in grado di trascrivere così fedelmente ciò che è successo quella notte.
Quel che è certo è che in TV si vede una piccolissima parte della tragedia.
In TV ti fanno vedere sempre gli stessi 3 palazzi crollati come se fosse tutta lì la tragedia… bah…
Io mi domando come mai i soccorsi sono arrivati così in fretta. Meditate gente meditate. In nessun paese del mondo i soccorsi potevano arrivare così veloci se non perfettamente allertati. In Giappone quando c’è pericolo di una scossa vengono avvisate le persone via SMS. Poi il terremoto può verificarsi o meno ma le persone ricevono l’allarme via SMS. Noi abbiamo il laboratorio del Gran Sasso uno dei più efficenti del mondo. Non voglio dir nulla ma ognuno tragga le conclusioni che vuole altrimenti rischio pure una denuncia…
Il tema della previsione dei terremoti è uno di quelli che più ci interesserebbe trattare. Ieri sera a Super Quark hanno chiaramente detto che le 2 forti scosse di replica dopo il 6 Aprile erano state previste con buona approssimazione, ma non ricordo che qualcuno abbia avvisato la popolazione. E’ nostra intenzione approfondire, tecnicamente, questi temi perché, mentre molti sono costretti a rientrare nelle case agibili, dobbiamo essere certi (o almeno coscienti) di cosa aspettarci nei prossimi mesi, o nei prossimi anni.
Comprendiamo che non si possano creare inutili allarmismi, ma non possiamo neppure vivere completamente nell’ignoranza.
Pardon, volevo scrivere efficienti non “efficenti”