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Completiamo il discorso iniziato con l’articolo “Faglie Attive ed insediamenti Umani – i casi noti“, considerando le ultime due faglie attive cui si fa riferimento. Le informazioni dell’articolo sono datate marzo 2004.
FAGLIA DEI MONTI DELLA LAGA
Conosciuta anche come faglia del Monte Gorzano o di Campotosto-Amatrice, e’ una struttura complessa, di lunghezza pari a circa 30 km e bordiera rispetto ai bacini di Amatrice a nord e Campotosto a sud. E’ orientata circa NNW-SSE con immersione verso SW di 60°-70°.
In Figura1 (in alto), la appresentazione dei bacini di Campotosto ed Amatrice con il tracciato della faglia. Lo scavatore indica il sito paleosismologico.
In questa figura, la veduta del gruppo del M.te Gorzano da Campotosto. Le frecce indicano la scarpata di faglia tardo pleistocenica-olocenica. Il lago e la diga sono ubicati a destra della fotografia.
Similmente alla faglia del Gran Sasso ed a quella di Sulmona essa e’ posta esternamente (ad est) del fascio di faglie sismogenetiche principali dell’appennino e similmente ad esse appare “silente”.
Tuttavia i suo ratei di movimento stimati in un periodo corrispondente all’Olocene denunciano chiaramente che la sua prossima riattivazione non dovrebbe essere molto lontana (nel senso che l’elapsed time, invero il tempo trascorso dalla sua ultima attivazione, e’ circa paragonabile ad un suo possibile tempo medio di ritorno).
Nella zona di Camposto essa e’ costituita da due segmenti principali a quote diverse, il più occidentale dei quali e’ stato indagato per mezzo di trincee paleosismologiche.
Dette analisi hanno permesso di accertare che la faglia, pur non avendo associata sismicita’ storica rilevante, si e’ attivata ripetutamente nel corso dell’Olocene, sicuramente negli ultimi 8000 anni.
Purtroppo, l’assenza di depositi recenti databili con sicurezza non ha permesso la scansione degli eventi in maniera univoca, ma i ratei di movimento calcolati durante l’Olocene (0.7-0.9) evidenziano il ripetersi di eventi di fagliazione di superficie non diversi a quelli delle altre strutture sismogenetiche riconosciute in appennino centrale.
La faglia corre esclusivamente in zona montana, priva di insediamenti abitativi di importanza (Campotosto e’ ubicato ad oltre un chilometro nell’hanging-wall della faglia). Tuttavia essa lambisce una delle tre dighe a gravita’ ordinaria (Diga Rio Fucino, alta 44 m) del Lago (224 milioni di metri cubi d’invaso), la cui rottura in caso di fagliazione comporterebbe un’ondata di piena lungo il corso d’acqua drenante l’invaso, le cui conseguenze devono essere attentamente valutate e mitigate.
FAGLIA DI CAMPO IMPERATORE
La faglia di Campo Imperatore, insieme a quella di Assergi-M.te S. Franco e M.te Cappucciata-M.te San Vito, appartiene al lungo sistema di faglie del Gran Sasso (in totale,
poco meno di 40 km). I suoi ratei di movimento tardo pleistocenici ed olocenici e l’entita’ dei suoi rigetti lasciano ipotizzare che essa si possa attivare come struttura unica insiemea quelle limitrofe summenzionate, originando terremoti di elevata magnitudo (~7).
Nella figura qui a lato, la zona di Campo Imperatore e dell’area interessata dalle analisi plaeosismologiche (B). Lo scavatore indica il sito paleosismologico.
Così come per le faglie della Laga e di Sulmona, al sistema del Gran Sasso non e’ stato, finora, associato alcun evento storico da catalogo (faglie c.d. silenti), anche se non e’ improbabile che qualche evento mal definito prima dell’anno mille possa essere ricondotto alla sua attivita’. Di fatto, le analisi paleosismologiche effettuate di recente hanno mostrato la sua ripetuta attivazione nel corso degli ultimi 30000 anni, con uno o più eventi avvenuti in epoca sicuramente storica.
In quest’altra figura, una veduta verso nord della faglia bordiera di Campo Imperatore.
L’emersione in superficie della faglia, data la collocazione in alta montagna, non interagisce con alcun abitato di rilievo. In profondita’, tuttavia, essa taglia sicuramente il traforo autostradale L’Aquila-Teramo e potrebbe interessare anche i laboratori nazionali INFN.
Bibliografia specifica
– Galli P. & Galadini F. (1999) Seismotectonic framework of the 1997-98 Umbria-Marche
(Central Italy) earthquakes. Seismological Research Letters, 70, 404-414.
– Galadini F. & Galli P. (2000) Active tectonics in the central Apennines (Italy) – Input data
for seismic hazard assessment, Natural Hazards, 22, 202-223.
– Galadini F., Galli P., 2003. Paleoseismology of silent faults in the central Apennines (Italy):
the Mt. Vettore and Laga Mts. Faults, Annals of Geophysics, 46(5).
Bibliografia specifica
– Giraudi, C., and M. Frezzotti (1995): Paleoseismicity in the Gran Sasso massif (Abruzzo,
central Italy), Quat. Int., 25, 81-93.
– Galli, P., Galadini, F., Moro, M., and C. Giraudi (2002): New paleoseismological data from
the Gran Sasso d’Italia area (central Apennines), Geophys. Res. Lett., 29 (7),
10.1029/2001GL013292, 38.1-38.4.
– Galadini F., Galli P., Moro M., 2003. Paleoseismology of silent faults in the central
Apennines (Italy): the Campo Imperatore fault (Gran Sasso Range fault system), Annals of
Geophysics, 46(5).





















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