I palazzi hanno oscillato violentemente anche nella capitale, Città del Messico. Il presidente Felipe Calderon su Twitter scrive che non risultano vittime né danni gravi. Rientrato l’allarme tsunami.
L’ipocentro a 20 chilometri di profondità, a Guerrero in Mexico. Lo comunica l’istituto geosismico americano (Usgs). Il tremore è stato avvertito anche negli edifici di Città del Messico. Migliaia di persone sono scese in strada e sono stati segnalati danni nel quartiere antico della capitale.
Un ponte pedonale è crollato, schiantandosi su un minibus a seguito del terremoto, ma non si hanno notizie di vittime. Un palazzo nel quartiere di Condesa sembra sul punto di crollare. A seguito del sisma anche l’aeroporto della capitale messicana è rimasto chiuso per un breve lasso di tempo, ma le piste non hanno subito danni e le operazioni sono ricominciate poco dopo.
Centinaia di turisti per strada. Dal suo account Twitter il presidente messicano Felipe Calderon ha fatto sapere che fino ad ora non è stato informato circa danni gravi. La scossa ha avuto una durata di circa 5 minuti. L’epicentro è stato localizzato vicino ad Acapulco, nella regione di Oaxaca, 25 chilometri a nordest della città di Ometepec. Non è stato lanciato l’allarme tsunami, anche se, avverte il Pacific tsunami warning center, potrebbero esserci onde anomale con effetti locali. Ad Acapulco che centinaia di turisti sono usciti in preda al panico da negozi ed alberghi della costa in cerca di luoghi dove proteggersi, ma non si registrano né danni, né vittime.
Una zona a rischio. “Questa zona è considerata una delle più pericolose al mondo e in linea teorica, sulla base di calcoli di probabilità, non si può escludere che nell’arco di 500-1.000 anni possa essere colpita da un terremoto di magnitudo superiore a 9”, osserva il sismologo Salvatore Barba, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).
La seconda scossa. Un secondo terremoto di 4,8 gradi della scala Richter ha scosso il Messico, mezz’ora più tardi rispetto al primo. L’epicentro è stato individuato a 47 chilometri a sud ovest di Tlaxiaco, nello stato di Oaxaca, sempre sulla costa pacifica, ma a grande distanza da dove è stato registrato il primo.
La figlia di Obama in Messico. Momenti di ansia alla Casa Bianca quando si è diffusa la notizia della forte scossa di terremoto in Messico, dove si trova in vacanza la figlia maggiore del presidente Barack Obama, Malia. La ragazza “è sana e salva e non è mai stata in pericolo”, ha poi assicurato la portavoce della First Lady Michelle Obama, spiegando che la tredicenne si trova ad alcune centinaia di chilometri dalla zona epicentro del sisma.
Dal 1900 ad oggi sono avvenuti in questa zona sette terremoti di magnitudo superiore a 7 e due di magnitudo superiore a 8. Ad originarli, così come ad originare il sisma di oggi, è il momento della placca di Cocos, relativamente piccola dal punto di vista geologico, ma che si estende sotto l’intera America Centrale, che scivola sotto la placca di Panama alla velocità di 9 centimetri l’anno. A spingerla è la grande placca del Pacifico.
(da repubblica.it)
























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