
Vedi anche: CLASSIFICAZIONE SISMICA DI TUTTI I COMUNI ITALIANI
Nel corso degli studi paleosismologici effettuati lungo le faglie riconosciute attive nel corso del tardo Pleistocene-Olocene, sono stati evidenziati alcuni casi nei quali le rotture di superficie analizzate di dette faglie e/o la prosecuzione delle stesse faglie interessino insediamenti umani sia storici che di recente costruzione.
In appennino centrale l’abitato di Norcia (PG), la cui parte di espansione moderna e’ interessata da due faglie facenti parte della così detta faglia di Norcia, responsabile di terremoti storici distruttivi, il più forte dei quali avvenuto nel 1703.
Più a Sud, la faglia della Laga, pur non interessando direttamente centri abitati, lambisce una delle tre dighe che sbarrano il lago di Campotosto (AQ). A questa faglia non sono associati terremoti storici, ma gli studi paleosismologici effettuati hanno dimostrato la sua attivita’ nel tardo Olocene.
Le faglie del sistema del Gran Sasso d’Italia (faglie di Assergi e di Campo Imperatore, AQ) sono state attraversate dal traforo dell’autostrada L’Aquila-Teramo e dalla galleria di servizio dei laboratori sotterranei dell’INFN-LN. Le faglie di Campo Imperatore sono state indagate per mezzo di diverse trincee paleosismologiche che hanno accertato l’attivita’ tardo olocenica e, probabilmente, storica delle strutture
Nei pressi dell’Aquila e’ stata indagata la faglia del M.te Marine-M.te Pettino, sulla quale sono distribuite diverse frazioni e la zona di espansione moderna dell’Aquila stessa. Gli studi paleosismologici effettuati hanno evidenziato che questa faglia e’ responsabile del terremoto distruttivo del 1703, ed altri sconosciuti.
Il sistema di faglie del Fucino (AQ), responsabile del terremoto catastrofico del 1915, lambisce diversi paesi del lato orientale della conca (S. Benedetto dei Marsi, Casali d’Aschi, Gioia dei Marsi, Venere). Gli studi paleosismologici hanno permesso di caratterizzare in dettaglio la localizzazione ed il comportamento sismogenetico della struttura fucense.
Nell’appennino meridionale la faglia del Matese (IS) interessa la zona urbana di Boiano e di Guardiaregia. Studi paleo ed archeosismologici hanno permesso di riconoscere l’occorrenza di terremoti storici distruttivi, anche sconosciuti, lungo questa faglia.
In Calabria, la faglia dei Laghi in Sila grande (KR) attraversa la diga del lago dell’Ampollino. Gli studi paleosismologici hanno permesso di attribuire a questa struttura – prima sconosciuta – terremoti storici e preistorici non riportati in catalogo o erroneamente localizzati.
Nella Calabria meridionale, il sistema di faglie responsabili dei catastrofici terremoti del 5 e 7 febbraio 1738, identificate, rispettivamente nella faglia di Cittanova ed in quella delle Serre. Esse attraversano e/o lambiscono diversi centri, quali Santa Cristina di Aspromonte, Molochio, Cittanova, Cinquefrondi, San Giorgio Morgeto e Soriano, Gerocarne, Dasa’, Acquaro ed altri. Gli studi paleosismologici hanno consentito di localizzare in dettaglio e di caratterizzare il comportamento di queste faglie, tra le più importanti in tutto l’arco Appenninico.
Ritornando al Nord della penisola, il caso noto e’ quello della faglia della Val d’Adige, dove questa attraversa l’abitato di Egna-Neumark (BZ). Questa faglia ricade in zona considerata asismica, ma studi paleo ed archeosismologici hanno dimostrato che essa si attivò nel III secolo d.C., distruggendo l’insediamento romano di Endidae.
Per approfondire gli argomenti trattati, da cui sono tratte queste conclusioni:
-Galadini F. & Galli P. (1999) Paleoseismology related to the displaced Roman archaeological remains at Egna (Adige Valley, northern Italy), Tectonophysics , 308, 171-191.
-Galli P., F. Galadini, 2003. Paleoseismological evidence of surface faulting in Norcia (central Italy), 22°
Convegno Nazionale GNGTS, Roma, 108-110.
– Galadini F., Galli P., 2003. Paleoseismology of silent faults in the central Apennines (Italy): the Mt. Vettore and Laga Mts. Faults, Annals of Geophysics, 46(5).
– Galli, P., Galadini, F., Moro, M., and C. Giraudi (2002): New paleoseismological data from the Gran Sasso d’Italia area (central Apennines), Geophys. Res. Lett., 29 (7), 10.1029/2001GL013292, 38.1-38.4.
-Moro M., Bosi V., Galadini F., Galli P., Giaccio B., Messina P., Sposato A., 2002. Analisi paleosismologiche lungo la faglia del M. Marine (alta valle dell’Aterno): risultati preliminari. Il Quaternario, Italian Journal of Quaternary Sciences, 15(2), 259-270
– Galadini F.& Galli P. (1999) The Holocene paleoearthquakes on the 1915 Avezzano earthquake faults (central Italy): implications for active tectonics in Central Apennines, Tectonophysics , 308, 143-170.
– Galli, P., and F. Galadini, 2003. Disruptive earthquakes revealed by faulted archaeological relics in Samnium (Molise, southern Italy), Geophys. Res. Lett., 30(5), 1266, doi:10.1029/2002GL016456.
– Galli P., Bosi V. (2003) The catastrophic 1638 earthquakes in Calabria (southern Italy). New insight from paleoseismological investigation, J. of Geophys. Res., 108, B1 10.1029/2002JB01713.
– Galli P., Bosi V. (2002) Paleoseismology along the Cittanova fault. Implications for seismotectonics and earthquake recurrence in Calabria (southern Italy), J. of Geophys. Res., 107, B3, 10.1029/2001JB000234.
(N.d.R. Per eventuali approfondimenti o chiarimenti sui temi trattati, e’ disponibile la rubrica “Il geologo risponde”, a cura di Alessandro Venieri.
In articoli successivi analizzeremo più in dettaglio le faglie attive in Abruzzo. Le informazioni sono datate marzo 2004, e relative ad un documento a disposizione della Regione Abruzzo)























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