Analizzare l’attività eruttiva dello Stromboli attraverso video ad alta velocità e immagini con telecamere infrarosse, registrare il suo “lieve respiro” con una rete di microfoni e sismografi, ricostruire la morfologia dell’area sommitale grazie all’aiuto di un drone.
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Tutto questo per ottenere una visione il più possibile completa e aggiornata delle diverse manifestazioni del vulcano delle Isole Eolie. L’esperimento di ricerca internazionale, coordinato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), ha coinvolto ricercatori provenienti dalle sezioni Ingv di Roma e Catania, University of Hawaii, U.S. Geological Survey (USGS), Technische Universitat Berlin, Ludwig Maximilian Universitat di Monaco di Baviera, Università Clermont Ferrand e Lancaster University. “L’obiettivo dello studio”, spiega Piergiorgio Scarlato, primo ricercatore dell’Ingv di Roma, “è quello di migliorare la comprensione dei processi associati all’attività esplosiva dello Stromboli, attraverso il confronto dei dati delle singole esplosioni stromboliane, acquisiti dagli strumenti installati durante la campagna di monitoraggio che si è svolta nella seconda metà del mese di maggio”. |
Nel periodo di osservazione, lo Stromboli ha mostrato attività esplosiva con intensità mediamente energetica, attraverso le diverse bocche distribuite nei 3 crateri (nord-est, centrale e sud-ovest).
“Bocche attive contemporaneamente, ognuna delle quali caratterizzata da uno stile esplosivo prevalente, è un fatto comune per questo vulcano”, aggiunge Daniele Andronico, ricercatore Ingv di Catania. “L’analisi dei diversi dati acquisiti sull’attività esplosiva servirà a valutare la relazione esistente tra le differenti aree crateriche”.
Stromboli costituisce da sempre uno straordinario laboratorio naturale. “Un luogo unico per studiosi che trovano qui l’occasione per confrontarsi e sperimentare nuove tecniche di osservazione dei fenomeni vulcanici a carattere esplosivo, con possibilità di applicazione anche su altri vulcani. I risultati di queste indagini contribuiranno alla valutazione della pericolosità vulcanica”, conclude Piergiorgio Scarlato.
Ecco il video realizzato con telecamera termica:
http://www.ct.ingv.it/filmati/Stromboli%20Maggio%202014%20Termica_logo_h264.avi
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