Sufficiente la fattura, non verificata dal comune, per anticipi di pagamento fino al 75%
Il Commissario alla Ricostruzione, Gianni Chiodi, non mancherebbe di ricordare che ci sono 2 Miliardi da spendere se interrogato sulla disponibilita’ dei fondi per la ricostruzione. E se guardiamo le cifre, al 14 gennaio 2011 sono poco meno di 539 milioni gli importi impegnati della Cassa Depositi e Prestiti (536 ml quelli concessi), con una rimanenza attuale che si attesta su circa 1461 milioni di euro. Fondi relativi ad una sola tipologia di domande, quelle con finanziamento bancario agevolato, su cui sono state incanalate nel tempo la maggior parte delle richieste di contributi, non appena evidenti i ritardi con il contributo diretto gestito dal comune. Al 7 gennaio 2011, dati Fintecna, su 11.190 richieste sono 2608 (23%) quelle con contributo diretto, e ben 8240 (73%) quelle con finanziamento agevolato.
Ma i problemi sono vari. Da quelli tecnici, con la diatriba continua che vede coinvolti anche gli Ordini degli ingegneri ed architetti (peraltro accusati di essersi accaparrati troppi progetti rispetto alle capacita’ di gestione), ai piani di ricostruzione, agli equilibri politico-ecclesiastici-istituzionali, ad interessi di parte più o meno velati che hanno e continuano a rallentare la ricostruzione.
Non bastasse, molte imprese rischiano il tracollo finanziario a causa dei ritardi nei pagamenti. Sono rimasti infatti sulla carta (quella delle ordinanze, delle circolari della protezione civile, e dei comunicati del comune) i “buoni” propositi dei contributi diretti, che entro 1 mese dalla fine dei lavori avrebbero dovuto assicurare il versamento, sul conto corrente del proprietario, del totale spettante per la riparazione, seguendo uno schema di SAL (Stato Avanzamento Lavori) periodici.
Ma anche riguardo i contributi concessi con la formula del “finanziamento bancario agevolato” (i 2 Mld di Chiodi), si fanno sentire i ritardi nei pagamenti.
Ottenuto infatti il contributo provvisorio (dopo le verifiche Fintecna), entro un mese e’ di solito disponibile in banca un anticipo del 25% per i lavori di ricostruzione, fino ad un massimo di 20.000€. Ed e’ necessario attendere il contributo definitivo, 2 mesi ma anche più, per avere a disposizione la quota restante del finanziamento ammesso, completata la fase di istruttoria che vede coinvolte Reluis e Cineas, oltre a Fintecna.
Per il pagamento di impresa e tecnici e’ necessario fornire al comune dei SAL con le fatture e documentazione richiesta. Il comune ha tra l’altro il compito di verificare il DURC (Documento Unico di Regolarita’ Contributiva), relativo a pagamenti e adempimenti previdenziali, assistenziali e assicurativi, prima di restituire le fatture timbrate da consegnare in banca, e completare così l’iter di pagamento. Le verifiche del comune ed il rilascio del Durc dalla Cassa Edile richiedono un tempo di attesa di almeno un mese. Ed ogni SAL presentato al comune richiederebbe di norma una nuova richiesta del Durc, avendo quest’ultimo una validita’ trimestrale.
Dal 1° maggio 2009, su 17.500 Durc emessi sono 2.250 gli irregolari, come evidenziato da Pasqualino De Michelis, direttore degli Enti Bilaterali della provincia dell’Aquila, che denuncia come il Durc sia spesso visto come un “impiccio per molte amministrazioni pubbliche della nostra provincia (almeno per il 50% di esse) che, contrariamente a quanto la legge richiede, omettono di richiederlo o ritengono inutile condizionare i propri comportamenti amministrativi in riferimento alla regolarita’ o meno delle imprese da liquidare.” Ed e’ sufficiente dare un’occhiata ai S.A.L. sospesi e D.U.R.C. sospesi per avere un’idea sui possibili motivi che sono alla base di alcuni ritardi nei procedimenti avviati.
A causa dei tempi di attesa in comune, imprese e tecnici hanno ridotto il numero di SAL presentati, molto spesso limitando le richieste all’anticipo iniziale ed al SAL finale.
Per ridurre ulteriormente i tempi, alcune banche stanno provvedendo al pagamento delle imprese, dietro presentazione della fattura dei lavori, anche senza le verifiche richieste da parte del comune, sulle fatture e lavori eseguiti.
Un anticipo non immune a rischi, in quanto i controlli dei tecnici comunali potrebbero comportare una diminuzione del contributo richiesto, laddove si riscontrassero lavori non compiuti o non giustificabili.
Motivo per il quale l’anticipo bancario, su una fattura non vidimata dal comune, si attesta in genere al 75% dell’importo totale, anticipo iniziale incluso. In tal modo i rischi di incorrere in discrepanze economiche con le verifiche comunali sono ridotte al minimo, e l’impresa potra’ comunque ricevere in tempi minori una parte consistente dell’importo finale.
Il 25% restante, a saldo, e’ versato dalla banca dietro presentazione delle ultime fatture, con timbro del comune, che terra’ conto dei vari anticipi, rettifiche, controlli sul Durc, e fatture precedenti quietanzate.
I rischi per i proprietari o amministratori di condominio sono per lo più relativi a possibili discrepanze fra i lavori ed il pagamento ricevuto dall’azienda, nel caso in cui fosse presentata in banca una fattura non corrispondente allo stato reale di quando eseguito.
Altri rischi di questa prassi, che sembra stia prendendo piede, sono proprio nei minori controlli da parte del comune e del sistema bancario. Come ricorda ancora De Michelis, e’ opportuno “evitare che le inosservanze, le dimenticanze e le superficialita’ nella formazione degli atti contabili alimentino comportamenti illegittimi con conseguente erogazione di somme di denaro senza controllare la regolarita’ dei percettori, a danno della collettivita’, vanificando l’operato della magistratura ordinaria impegnata a contrastare le infiltrazioni malavitose, comportamenti che danneggiano le imprese rispettose della Legge rispetto alle irregolari”.
Quando forse, per evitare queste anticipazioni da parte di alcune banche, e allo stesso tempo consentire alle imprese di avere in tempi brevi i pagamenti dovuti, sarebbe sufficiente velocizzare l’iter amministrativo di verifica del comune e fornitura del Durc da parte della Casse Edile, per ridurre le tentazioni a seguire strade alternative. Un terreno sul quale, in attesa della ricostruzione pesante, tutti gli enti interessati dovrebbero confrontarsi ed individuare una soluzione ottimale, e che riduca al minimo le possibili irregolarita’.
Patrizio Trapasso






















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