La notizia proviene da un giornalista de L’Espresso, Primo di Nicola, che tramite la propria pagina Fabebook ha diramato una comunicazione in cui afferma che non siano state raggiunte le 50mila firme necessarie.
Da quanto a conoscenza, le firme raggiunte sono oltre 40mila, e dato comunque il numero rilevante il PD si è impegnato a presentare la legge con l’appoggio delle firme raccolte dagli aquilani.
Non una vera legge di iniziativa popolare, quindi, ma una proposta che si basa su quanto definito dalla popolazione aquilana. Ma il giornalista de l’Espresso va oltre, indicando che il PD non ha depositato le firme e la legge non è mai arrivata in parlamento.
Da quanto sappiamo, la proposta è in discussione alla Commissione Ambiente della Camera, e lo stesso Gianfranco Fini a fine settembre si è impegnato, in occasione della sua visita a L’Aquila, a calendarizzare la proposta alla Camera tra i mesi di ottobre e novembre.
La domanda viene spontanea: ci sfugge qualcosa, o anche l’Espresso sta giocando sulla pelle degli aquilani fornendo notizie basate su informazioni insufficienti o, forse, semplicemente non chieste ai diretti interessati?
La notizia sul profilo Facebook di Primo Di Nicola
LA LEGGE PER L’AQUILA – IL TERREMOTO PUÒ ATTENDERE…
“Non ci fosse di mezzo la tragedia del sisma ci si potrebbe ridere sopra. Ma con decine di migliaia di persone ancora fuori dalle proprie case la faccenda assume i contorni della beffa. I terremotati abruzzesi aspettano da mesi di vedere incardinata alla Camera dei deputati la discussione sulla proposta di legge popolare per la ricostruzione dell’Aquila e la prevenzione dei disastri ambientali in tutta Italia.
Per metterla a punto e raccogliere le firme necessarie (50 mila) per portarla all’attenzione del Parlamento c’è stata una grande mobilitazione in tutta la regione.
A giugno, accompagnato da un drappello di parlamentari, il comitato promotore venne addirittura ricevuto dal presidente Gianfranco Fini che si impegnò a portare presto in aula la proposta. Ma in aula, dopo quattro mesi, la legge non è ancora arrivata.
Perché? A quanto risulta a “l’Espresso” la proposta popolare e le firme non sono mai state depositate in Parlamento. Si sarebbero fermate al gruppo parlamentare del Pd al quale gli aquilani le avevano affidate per depositarle negli uffici di Montecitorio. Ma c’è di più: le firme raccolte non sarebbero 50 mila, come dichiarato ai giornali in occasione dell’incontro con Fini, ma qualche migliaio in meno. Dunque, insufficienti a far decollare la proposta.” PRIMO DI NICOLA
























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