Edifici vecchi, a volte fatiscenti, ma soprattutto percepiti come poco sicuri. Almeno uno studente su quattro ritiene che la sua scuola potrebbe non garantire la sicurezza in caso di terremoto. I giovani sono spaventati dall’eventualità di un sisma durante le ore di lezione, ma anche dal possibile crollo della propria casa, considerato il pericolo più frequente in caso di scossa dal 57% degli studenti delle scuole superiori, dal 46% di quelli delle elementari e addirittura dal 64% dei genitori. I motivi? Perché si tratta di un edificio vecchio (65% studenti della primaria; 59% della secondaria) o perché presenta crepe (11% e 17%).
I dati emergono dalla terza indagine su “Conoscenza e percezione del rischio sismico”, presentata da Cittadinanzattiva e Dipartimento della Protezione Civile, in occasione della IX Giornata nazionale della sicurezza scolastica che si svolge oggi nelle scuole. Lo studio è stato realizzato attraverso poco meno di 4.000 questionari distribuiti in 18 Regioni.
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La paura nasce non solo dalla memoria degli ultimi terremoti, come quello in Abruzzo nel 2009, ma anche dai disastri naturali recenti. C’è scarsa fiducia da parte degli adulti anche per la sicurezza della propria abitazione. Solo il 45% dei padri e delle madri intervistati si sente tranquillo.
La paura è il sentimento più diffuso tra genitori (54%) e tra studenti (lo rivela il 40% delle scuole primarie e il 31% delle secondarie). I ragazzi più spaventati si trovano in Calabria, Umbria e Campania, rispettivamente con le percentuali del 63%, 59% e 50%.
Poco più di uno studente su tre sa che non è possibile prevedere dove e quando si verificherà un terremoto. Inoltre i giovani conoscono i comportamenti più corretti da seguire in caso di sisma: circa il 90% si mette al riparo sotto il banco o nel vano di una porta, poco meno la percentuale di genitori (84%) che adotta lo stesso comportamento.
Le famiglie sono invece poco consapevoli dello stato degli edifici scolastici. Secondo l’indagine di Cittadinanzattiva e Dipartimento della Protezione Civile, solo un terzo dei genitori (32%) dice di sapere che la scuola è stata costruita secondo le norme antisismiche o comunque ristrutturata secondo questi criteri.
La preparazione. La ricerca fotografa anche lo stato di preparazione delle scuole in caso di sisma. Il 90% degli studenti dice di aver partecipato alle prove di evacuazione nella sua scuola, percentuale che sale al 97% in Toscana e al 95% in Calabria. Al di sotto della media la Campania, dove dichiara di avervi partecipato circa l’80% degli studenti.
Le iniziative di formazione ed informazione sulla sicurezza a scuola interessano solo un terzo dei genitori coinvolti nella indagine. In Toscana solo il 21% dei genitori è stato coinvolto in iniziative di questo tipo, al di sopra della media la Calabria (40%).
Comuni a rischio. Sono preoccupanti infine i dati relativi al Comune di residenza: il 77% dei genitori, il 73% degli studenti della primaria ed il 75% della secondaria dicono di non sapere in quale zona sismica sia stato classificato il proprio Comune.
I meno preparati sono gli abitanti della Lombardia: dichiarano di non conoscere il grado di pericolosità della città in cui vivono l’85% di studenti e genitori. Ignora l’esistenza del Piano comunale di emergenza il 76% dei genitori, il 71% degli alunni della primaria ed il 78% della secondaria: in Calabria arriviamo all’91% degli studenti più grandi e all’84% dei genitori.
(di VALERIA PINI da repubblica.it)
























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