L’Aquila, 15 dicembre 2011 – Il ministero dell’Istruzione e’ stato finalmente costretto dalla sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto la class action promossa dal Codacons contro le “classi pollaio”, a redigere e pubblicare il Piano nazionale per la messa in sicurezza delle scuole italiane.
Si tratta – spiega la stessa associazione – di un elenco che individua oltre 380 istituti scolastici dislocati in regione, le cui aule sono “classi pollaio”, ossia non possono ospitare numero eccessivo di studenti rispetto alle dimensioni delle stesse aule. Per essere aula pollaio e’ necessario che vi siano queste condizioni: classi formate con piu’ di 25 alunni; classi formate in aule con dimensioni inferiori a 45 mq netti (48 per le superiori) + 2 mq netti per ogni persona presente in aula diversa dall’alunno (insegnante di sostegno, esperto esterno, compresenza, ecc) e con numero di alunni superiori ai 25; classi formate con qualsiasi numero di alunni ai quali non viene garantito l’indice minimo di 1,80 mq netti procapite (materne, elementari e medie) e di 1,96 mq netti procapite per le superiori; classi formate da piu’ di 25 alunni in aule con superficie inferiore ai 45/50 mq netti.
Ora questi istituti scolastici, il cui elenco e’ stato pubblicato oggi dal Codacons sul blog www.carlorienzi.it, non possono assolutamente superare il numero di alunni indicato dalla legge pre-riforma Gelmini, e dovranno essere messe in sicurezza al piu’ presto. Non solo: sulla base di questo elenco i precari della scuola dell’Abruzzo possono sperare di non essere licenziati a causa dell’aumento di alunni per classe e conseguente contrazione dell’organico, e possono mobilitarsi per ottenere il contratto di lavoro a tempo indeterminato. In tal senso si e’ espresso anche il Tribunale di Trieste, che ha accolto il ricorso di alcuni insegnanti precari, condannando il ministero dell’Istruzione a ricostruire la carriera dei ricorrenti e corrispondere a tali docenti le differenze retributive maturate per effetto della ritardata assunzione.
I precari della scuola dell’Abruzzo possono presentare analogo ricorso, partecipando all’azione collettiva lanciata dal Codacons (per info e istruzioni www.codacons.it); gia’ in 150 finora si sono mobilitati attraverso l’associazione per veder riconosciuti i propri diritti.
“Siamo soddisfatti per essere riusciti a costringere il ministero a emanare il Piano di messa in sicurezza delle scuole – afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi – ma non ci piace il fatto che questo piano abbia un tempo di realizzazione di 10 anni, e continueremo a lottare perche’ le scuole dei nostri figli siano sicure e perche’ sia garantita l’occupazione ai docenti”.























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