L’Aquila, 17 dicembre 2011 – ”Stanno gettando nel panico decine e decine di famiglie le ordinanze di demolizione delle casette presunte abusive, recapitate in questi giorni dal Comune”. Lo rileva il consigliere Dca al Comune dell’Aquila, Roberto Tinari, che riassume cosi’ la situazione: ”Queste famiglie – vale la pena di ricordarlo – si sono costruite a proprie spese un rifugio per far fronte alla perdita della casa, distrutta dal terremoto.
Non hanno chiesto niente a nessuno, non pesano sulle spalle della societa’ e delle casse pubbliche. E oggi rischiano di perdere l’alloggio di fortuna che hanno realizzato da sole. Questi cittadini, ora, non hanno altra strada che il ricorso per poter valere le loro ragioni, se non altro morali e umane”. ”Si parla di zona franca, si fa addirittura un viaggio a Bruxelles per chiedere a gran voce che le conseguenti agevolazioni per il territorio vengano attuate al piu’ presto – sottolinea Tinari-.
Per carita’, tanto di guadagnato se poi, effettivamente, questi sostegni dovessero realmente arrivare. Ma le indegne risse da bottega tra politici, che litigano per la paternita’ di queste operazioni e alle quali abbiamo assistito negli ultimi giorni, fanno nascere piu’ di un dubbio sull’effettiva possibilita’ che la zona franca venga attuata in modo efficace”.
Per Tinari ”si passa il tempo a parlare dei costi di manutenzione e del futuro delle abitazioni costruite dallo Stato per i senza tetto; si concedono ampliamenti a centri commerciali, centri direzionali, sedi di organizzazioni, spesso su terreni che potrebbero essere a rischio di esondazione; quando, invece, si tratta di riflettere sulla necessita’ che molti aquilani hanno avuto, quella di costruirsi una casa in proprio, l’unica azione istituzionale tangibile e’ l’ordine di demolizione”.
”L’amministrazione comunale attiva – esorta quindi l’esponente Dca – non perda tempo e predisponga subito gli atti per una sanatoria, che non copra situazioni fortemente illegali o visibilmente pericolose, ma che consenta a moltissimi aquilani di poter continuare a disporre di un’abitazione, senza dover vivere un secondo terremoto”.
























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