7 marzo 2012 – Sono circa 15 milioni i ramoscelli di mimose donati in Italia in occasione della Festa della Donna nelle case, nei negozi, nei posti di lavoro e di svago. E’ quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che quest’anno la produzione italiana di mimosa e’ crollata di circa il 30 per cento a causa del freddo e del gelo ma la qualita’ del fiore simbolo della donna e’ eccellente.
Il freddo – sottolinea la Coldiretti – ha fatto una selezione tra le piante, per cui quelle che hanno resistito hanno garantito una produzione di elevata qualita’. I prezzi di vendita variano normalmente dai 5 ai 10 euro per ramoscello ma ai coltivatori le mimose sono state pagate attorno ai 7-8 euro al chilo, in leggero aumento rispetto allo scorso anno proprio per effetto del calo produttivo dovuto al maltempo.
A causa dell’ondata di maltempo che ha colpito anche la Liguria si e’ verificato un calo della produzione di mimose piu’ evidente nell’entroterra, mentre sulla costa la riduzione e’ stata contenuta. Nell’imperiese – spiega la Coldiretti – si raccoglie il 90 per cento della mimosa venduta in Italia con circa 350 ettari coltivati e oltre 1.600 aziende produttrici. Tra le specie piu’ importanti ci sono – precisa la Coldiretti – la Tournaire che normalmente fiorisce a gennaio e la Gaulois che fiorisce a febbraio ed e’ quella donata alle donne per l’otto marzo.
I ramoscelli di mimosa regalati l’8 marzo non rappresentano – sottolinea la Coldiretti – solo un bel pensiero ma anche un gesto di grande valore ambientale perche’ la coltivazione di questo prezioso fiore e’ realizzata con tecniche eco-compatibili soprattutto nei tipici terrazzamenti della Liguria che si affacciano sul mare, altrimenti destinati al degrado e all’abbandono.
E’ nel 1946 che la mimosa diviene il simbolo della festa della donna perche’ sboccia in questo periodo ed assume il significato di autonomia e liberta’. Un fiore che dietro una fragilita’ apparente mostra – sottolinea la Coldiretti – una grande forza con la capacita’ di crescere anche in terreni difficili. Per conservare l’omaggio – conclude la Coldiretti – si consiglia di tagliare quanto prima gli steli che devono rimanere per due ore in acqua pulita e inacidita con due gocce di limone.
Vanno quindi collocati in piena luce e mantenuti in ambiente fresco e umido perche’ la mimosa rilascia molta acqua attraverso la traspirazione e bisogna evitare che la grande perdita di liquidi faccia seccare rapidamente il fiore. (AGI)





















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