E’ durato circa due ore l’interrogatorio di garanzia di Carlo Ciotti, l’imprenditore di 52 anni dell’Aquila finito agli arresti domiciliari la scorsa settimana nell’inchiesta ribattezzata “Ricostruziopoli”. “Non l’ho difeso io, si e’ difeso da solo”, ha dichiarato l’avvocato Ferdinando Paone, legale del costruttore, al termine dell’interrogatorio.
“Siamo d’accordo con la Procura – ha aggiunto – per chiedere un incidente probatorio per tutti i cantieri affinche’ emerga la verita’. Il mio assistito ha dichiarato come stavano le cose, cioe’ che i lavori sono stati fatti tutti; anzi, forse ne sono stati fatti anche di piu’ rispetto a quelli preventivati. La Procura si e’ resa conto che non hanno giustificazione le relazioni del Comune, in cui non si parla comunque di ‘lavori non eseguiti’ bensi’ ‘non documentati’, perche’ la pratica di finanziamento che prevedeva che si dovessero allegare alcune fotografie non ha giustificazione.
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Li’ dove al Comune non hanno trovato fotografie hanno detto lavori contestati – ha detto ancora il legale – da questo a dire lavori non fatti, e quindi reato di truffa, ce ne passa. Quanto a Ciotti abbiamo presentato istanza per la remissione in liberta’, stiamo aspettando che il pm vada nei suoi uffici per esprimere il parere. Credo che anche questa dovrebbe essere accolta. Oggi? No, stamattina stessa”. Ciotti e’ accusato di truffa e falso ed e’ indagato assieme ad altri 13 tecnici e 29 tra proprietari e amministratori di condominio (43 in totale) con l’ipotesi che abbia gonfiato le fatture dei lavori di ricostruzione svolti per conseguire un indebito arricchimento a spese dello Stato per quasi 500 mila euro. Oltre alla misura cautelare, il gip ha disposto il sequestro preventivo di alcuni conti correnti bancari, di un immobile a Pescara e di mezzi e terreni per un valore complessivo che sfiora il mezzo milione di euro. (AGI) |
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