26 settembre 2012 – Condanna definitiva a 14 mesi di reclusione per il direttore del Giornale Alessandro Sallusti. Lo ha deciso la quinta sezione penale della Cassazione.
Per il giornalista, dunque, si aprono ora le porte del carcere: la Suprema Corte ha rigettato il suo ricorso, condannandolo anche a pagare le spese processuali e a rifondere quelle sostenute dalla parte civile in questa fase di giudizio, per complessivi 4.500 euro.
I supremi giudici hanno invece disposto un nuovo processo davanti alla Corte d’Appello di Milano per il cronista Andrea Monticone. Al centro del processo gli articoli, ritenuti diffamatori nei confronti del giudice tutelare di Torino Giuseppe Cocilovo, pubblicati sul quotidiano Libero nel 2007 e riguardanti il caso di un aborto di una ragazza tredicenne.
L’accusa per Sallusti era quella di diffamazione aggravata in relazione ad un corsivo, firmato con lo pseudonimo ‘Dreyfus’.
I giudici della quinta sezione penale di piazza Cavour, presieduti da Aldo Grassi, hanno dunque confermato la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Milano nei confronti di Sallusti il 17 giugno 2011: 14 mesi di reclusione, senza condizionale. In primo grado il direttore del Giornale era stato invece condannato a 5mila euro di multa. Il collegio della Suprema Corte non ha evidentemente condiviso le conclusioni esposte oggi, nella sua requisitoria, dal pg Gioacchino Izzo: quest’ultimo, infatti, pur ritenendo Sallusti responsabile del reato contestatogli, aveva sollecitato un nuovo processo d’appello per valutare la concessione delle attenuanti generiche. Questo avrebbe portato a uno sconto di pena per il giornalista e anche, probabilmente, ad evitargli il carcere.
ORDINE GIORNALISTI, INTIMIDAZIONE A MEZZO SENTENZA
“Un’intimidazione a mezzo sentenza, un’intimidazione a tutti i giornalisti”. Enzo Iacopino, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, commenta cosi’ la decisione della Corte di Cassazione di confermare la condanna a 14 mesi di carcere ad Alessandro Sallusti. “Le norme sosterranno pure la decisione – osserva Iacopino – ma la conseguenza e’ devastante per la liberta’ di stampa. Ogni organo di informazione vivra’ questa decisione come una intimidazione. E il costo maggiore lo pagheranno i cittadini che avranno una informazione ancora meno libera”.
“Mai avremmo immaginato di vedere che in Italia, Paese che continua a vantarsi di essere la culla del diritto, si va in galera per una opinione che l’interessato nega perfino di aver espresso – attacca Iacopino -. E resta quella domanda: come e’ possibile che per lo stesso reato si passi da 5.000 euro di multa a 14 mesi carcere in due gradi di giudizio? La Corte Costituzionale ha scritto che la liberta’ di informazione e’ ‘la pietra angolare’ del nostro sistema democratico. Da oggi si sentono preoccupanti scricchiolii”.
SALLUSTI: ANDRO’ IN CARCERE, NO MISURE ALTERNATIVE
Ai suoi collaboratori il direttore del ‘Giornale’ Alessandro Sallusti ha comunicato che e’ intenzionato ad andare in carcere. Ritiene una “sentenza politica” il verdetto pronunciato dalla Cassazione che lo condanna a 14 mesi di carcere e non vuole chiedere misure alternative alla galera. La sentenza sara’ esecutiva tra trenta giorni.
























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