2 dicembre 2012 – E’ stato tracciato il primo dicembre, a Modena, il bilancio del terremoto del 20 e 29 maggio scorsi che ha ferito l’Emilia e che in questa provincia ha provocato l’80% dei danni. In tutto sono 19 le persone rimaste uccide nel crollo di capannoni, abitazioni ed edifici. Per dare riparo alla popolazione imapurita e rimasta senza casa sono state allestite 52 strutture di accoglienza per 40 mila sfollati. Tutti i campi sono stati smantellati il 20 ottobre scorso, dopo 5 mesi.
Finale Emilia, San Felice, Cavezzo, Concordia, Mirandola, Novi, Medolla, Camposanto, San Prospero, San Possidonio, Carpi, Soliera, Bomporto, Ravarino, Nonantola, Bastiglia, Campogalliano, Castelfranco. Sono questi i 18 comuni della provincia colpiti che ancora oggi raccolgono le macerie.
Nello specifico, i campi e le strutture coperte hanno accolto fino a 13 mila persone, altre 3 mila sono state ospitate in alberghi e strutture sanitarie. Di questi, sono 1.600 gli anziani e i disabili. Ad oggi sono ancora 1.475 i modenesi ospitati in hotel. Per gestire i 28 i campi di accoglienza attivati e le 20 le strutture coperte, si sono spesi 20 mila volontari impegnati nell’emergenza, per un numero complessivo di 200 mila giornate di lavoro. A loro e’ andato oggi il grazie delle istituzioni locali, a partire dal presidente della Provincia Emilio Sabatini, fino al presidente della Regione Emilia Romagna e commissario per la ricostruzione Vasco Errani, passando dal capo della Protezione civile nazionale Franco Gabrielli.
Il danno complessivo stimato a livello regionale e’ di 12 miliardi e 202 milioni di euro, ma almeno l’80% riguarda il modenese. Per la ricostruzione, invece, sono a disposizione 9 miliardi e 69 milioni di euro, mentre circa 12 mila euro di contributi economici per l’autonoma sistemazione sono gia’ stati concessi a famiglie modenesi, per un totale di oltre 30 mila persone.
La gara di solidarieta’ nazionale tramite gli sms ha raccolto 14 milioni di euro, versati sul conto corrente della Regione e destinati a 38 progetti in altrettanti Comuni. I fondi raccolti con il concerto a Campovolo, invece, sono destinati alla ricostruzione degli istituti scolastici, mentre i 3 milioni di euro del Concerto per l’Emilia sono stati destinati agli ospedali di Mirandola e Carpi. Ma moltissime donazioni sono arrivate direttamente a specifici progetti nei singoli Comuni.
Finora sono 650 gli interventi urgenti di messa in sicurezza eseguiti nel modenese e 221 mila tonnellate la quantita’ delle macerie rimosse. E ancora. Sono 1.041 gli edifici scolastici controllati, il 40% in provincia di Modena; 81 le scuole classificate con un livello di danno E nei Comuni modenesi. Oltre 79 milioni sono gia’ stati stanziati in regione per la costruzione di 28 edifici scolastici temporanei e l’affitto di prefabbricati modulari per 30 edifici scolastici. Nonostante tutto, sono 18 mila gli studenti che hanno iniziato, regolarmente, l’anno scolastico in strutture alternative.
Profonda anche la ferita al sistema produttivo. Ammonta, infatti, a 2 miliardi e 700 milioni di euro il danno stimato alle aziende con diverse migliaia di imprese coinvolte, soprattutto a Carpi, Mirandola e Finale Emilia. Colpiti settori d’eccellenza come il manifatturiero, il tessile e il biomedicale, ma anche il commercio. Dopo il sisma per 25.874 i lavoratori modenesi e’ stata autorizzata la cassa integrazione, appartenenti a 2.414 aziende. Solo nell’agricoltura e nell’agroalimentare 5.5020 aziende hanno subito danni per 2 miliardi e 400 milioni. Si aggiungono 96 milioni di euro i danni diretti al servizio sanitario dell’Emilia Romagna.
Tuttavia, alla fine del mese di ottobre negli ospedali piu’ danneggiati, Carpi e Mirandola, risultano riattivate rispettivamente il 90 e il 50 per cento delle attivita’ sanitarie, mentre quello di Finale e’ tuttora chiuso. L’ospedale Policlinico di Modena ha avviato in questi giorni la prima fase di rientro; aveva tre piani evacuati. Il terremoto ha sbriciolato anche un immenso patrimonio artistico e culturale. Oltre 2 miliardi di euro e’ la stima del danno diretto in tutta l’Emilia Romagna, con 2.100 strutture interessate. In provincia di Modena si tratta di 146 chiese danneggiate per 162 milioni di euro. Gravemente compromessi anche i teatri di Carpi, Concordia, Finale Emilia, Medolla, Mirandola e San Felice. Infine, 72 milioni e 300 mila euro e’ la stima dei danni al sistema idraulico e di bonifica, ma sono gia’ stati avviati 91 cantieri per la diminuzione del rischio idraulico.
In prima linea, dall’emergenza ad oggi, c’e’ stato il presidente della Provincia Sabattini che oggi ha salutato, al fianco di Gabrielli, gli oltre mille rappresentanti di enti, strutture operative, volontariato e tutte le componenti del sistema di Protezione Civile che hanno collaborato all’emergenza.
“C’e’ qui una parte importante del territorio nazionale, certamente la parte migliore, quella dotata di un’efficienza che tutto il mondo ci invidia e, insieme, di grande generosita’” ha detto il presidente, ricordando che questo esercito e’ stato formato da persone che, “a fronte di un evento improvviso e imprevedibile, non si sono fatte domande ma hanno sentito in modo naturale l’impulso di mettersi subito in cammino per offrire il proprio sostegno a chi aveva perso tutto”. A ringraziare i volontari, a nome dei Comuni del cratere, anche il sindaco di San Felice Alberto Silvestri. “Nessuno di noi era preparato – ha detto il primo cittadino – stiamo imparando sul campo, lavorando insieme per dare risposte ai nostri cittadini”.
Ha sottolineato “la generosita’ dell’Emilia Romagna, che non ha mai fatto mancare la sua presenza in soccorso di altre popolazioni, non solo sul territorio nazionale” anche Gabrielli, il quale ha aggiunto che “il patrimonio rappresentato dal volontariato di Protezione Civile e’ radicato nel Paese come presenza ormai insostituibile”. “In queste occasioni – ha aggiunto – sento evocare gli ‘angeli del fango’, lo spirito solidaristico.
Certo e’ cosi’, ma il valore aggiunto del nostro sistema – ha concluso – e’ un volontariato organizzato e molto preparato”. “Il motore e’ la solidarieta’” ha chiosato Errani, ricordando il volontario morto nel crollo di un edificio a Ferrara. Rimarcando poi “il ruolo fondamentale degli enti locali e delle Province in questa emergenza”, Errani e’ tornato a chidere al Governo “quello che e’ giusto: equita’ e giustizia”. Presente a Modena anche il sottosegretario al Lavoro e Politiche sociali Maria Cecilia Guerra, in rappresentanza dell’esecutivo Monti.
(Adnkronos)
























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