21 febbraio 2013 . A partire dalle 23.40 di ieri, 19 febbraio, le reti di monitoraggio dei Centri di Competenza del Dipartimento della Protezione Civile hanno registrato una ripresa dell’attività stromboliana al Nuovo cratere di Sud Est del vulcano Etna.
Dalle 02.22 sono state osservate fontane di lava accompagnate dall’emissione di colate di lava che si espandono lungo la Valle del Bove. L’evento è stato accompagnato anche dall’emissione di una significativa quantità di cenere vulcanica nell’atmosfera.
Una ripresa dell’attività vulcanica dal Nuovo cratere di Sud Est era stata registrata anche nella notte del 19 febbraio, caratterizzata da esplosioni di tipo stromboliano e successivamente da fontane di lava e una colata lungo la Valle del Bove, con emissione di cenere in atmosfera.
Sulla base delle osservazioni visive e strumentali dei fenomeni vulcanici e dei comunicati dei Centri di Competenza del Dipartimento, il Centro Funzionale Centrale per il Rischio Vulcanico ha emesso un avviso di criticità elevata per l’area sommitale del vulcano.
Secondo quanto disposto dall’ordinanza del Prefetto di Catania permane fino al 28 febbraio l’assoluto divieto di accedere al vulcano sul versante Sud oltre quota 2920 m (in prossimità della Torre del Filosofo) e sul versante nord oltre la quota di 2990 m (in prossimità di Punta Lucia).
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Dopo l’episodio di fontana di lava (parossismo) nel mattino del 19 febbraio 2013, il Nuovo Cratere di Sud-Est dell’Etna ha prodotto altri due parossismi, uno nelle prime ore del 20 febbraio e un altro nel primo pomeriggio dello stesso giorno. Il primo di questi eventi, che ha avuto la sua fase di maggiore intensità fra le ore 00:50 e 01:35 GMT (=ore locali -1), ha emesso una nube di cenere diretta verso est-sudest, colate di lava dalla fenditura che taglia l’orlo craterico sud-orientale, e da una nuova frattura eruttiva, che si è aperta sul basso fianco sud-occidentale del cono, e piccoli lahars. Alla conclusione dell’attività di fontana di lava, è continuata una modesta attività di spattering ed emissione di lava da due piccole fessure eruttive poste alla base sud-orientale del cono. |
Nella tarda mattinata, l’attività ha cominciato nuovamente a crescere, e poco dopo le ore 13:15 GMT, è cominciato il secondo parossismo del giorno, la cui fase culminante è durata fino alle 13:50 GMT circa. Anche questo evento ha prodotto una nube di cenere diretta verso il settore orientale del vulcano, e nuove colate laviche si sono espanse sulle tracce di quelle emesse durante gli episodi precedenti. Al momento (20 febbraio 2013, ore 17:15 GMT), è tuttora in corso una lenta emissione di lava dalle fessure alla base sud-orientale del cono del Nuovo Cratere di Sud-Est.
La rapida successione di tre episodi eruttivi parossistici nell’arco di meno di 36 ore è notevole; l’unico precedente conosciuto nella storia recente dell’Etna con una frequenza simile di tali episodi è stata la serie di parossismi dell’anno 2000. Allora, in particolare nelle prime settimane della serie, a febbraio 2000, gli episodi parossistici avvenivano ad una frequenza di due-tre eventi al giorno.
Ecco una serie di foto dell’eruzione del 19 febbraio.

Frames estratti da video registrato dalla telecamera di sorveglianza visiva dell’INGV-Osservatorio Etneo (Catania) sulla Montagnola (EMOV) durante le prime fasi del parossismo del 19 febbraio 2013. Si nota come in un intervallo di poco più di 15 minuti, l’attività eruttiva del Nuovo Cratere di Sud-Est è passata da intensa attività stromboliana ad una sola bocca eruttiva a fontane di lava da 3 o 4 bocche eruttive lungo una frattura orientata più o meno ovest-est.
Sviluppo di un piccolo flusso piroclastico (con nube incandescente) durante la fase di massima intensità del parossismo al Nuovo Cratere di Sud-Est, 19 febbraio 2013, documentato in questi frames che sono stati estratti da video ripreso da Klaus Dorschfeldt (la pubblicazione qui è grazie al gentile permesso dell’autore). Gli orari sono stati assegnati sulla base delle riprese delle telecamere di sorveglianza dell’INGV-Osservatorio Etneo.
Frames estratti da video registrato dalla telecamera di sorveglianza visiva dell’INGV-Osservatorio Etneo a Monte Cagliato (EMCT) che mostrano la messa in posto del flusso piroclastico delle ore 04:19 GMT (a); e la successiva formazione di lahars generati dallo scioglimento della coltre nevosa al contatto con le colate laviche in discesa sulla ripida parete occidendale della Valle del Bove
Colate di lava in discesa sulla ripida parete occidentale della Valle del Bove, seguendo gli stessi percorsi dei lahars (i flussi ramificati scuri) prodotti precedentemente dall’interazione delle stesse colate con la neve. La colata più lunga e larga, al centro, è stata messa in posto prima, seguita da quella più a destra (nord) e infine quella a sinistra (sud). Il Nuovo Cratere di Sud-Est, fonte di queste colate laviche, è fuori dall’immagine in alto. Foto ripresa da Giarre, sul basso fianco orientale dell’Etna, da Turi Caggegi























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