Soldi incassati quale premio assicurativo del San Salvatore dopo gli eventi calamitosi del 2009 dirottati invece per ripianare i debiti della sanità regionale. È su questo aspetto che nei giorni scorsi la Procura della Repubblica dell’Aquila ha deciso di aprire un’inchiesta per fare chiarezza sull’utilizzo dei 47 milioni di euro (quale premio assicurativo) per i danni causati dal terremoto del 6 aprile del 2009 e che determinarono l’evacuazione di tutta la struttura, ancora non completamente funzionante.
Gli investigatori nei giorni scorsi hanno fatto visita negli uffici della Asl dell’Aquila per acquisire la documentazione inerente la stipula dell’assicurazione con il gruppo Rsa Group, che aveva appunto assicurato l’ospedale per i danni causati da eventi sismici. Gli inquirenti hanno anche acquisito articoli di giornali in cui Lucia Pandolfi (Idv), consigliere di minoranza della Provincia dell’Aquila e già sindaco di Montereale, lamentava pubblicamente la presunta distrazione dell’ingente somma di denaro per altre finalità.
«Subito dopo il sisma – affermava la Pandolfi in un comunicato stampa – la Asl ha avuto 48 milioni di euro di indennizzi. Di questa ragguardevole somma nulla è rimasto all’Aquila: i soldi sono stati incamerati dalla Regione, che ha lasciato la Asl a risolvere i gravi problemi senza supporto alcuno».
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Secondo la stessa Pandolfi, «le procedure messe in atto dalla Regione e dallo Stato sono rimaste le medesime per la concessione degli stessi finanziamenti in assenza di emergenze. C’è da aggiungere che le procedure di affidamento dei lavori sono tornate quelle di sempre, con il rispetto di tutte le pastoie e adempimenti burocratici non eludibili». Riferendosi a Chiodi, la Pandolfi evidenzia che «oltre ad aver incamerato gli indennizzi destinati alla Asl dell’Aquila, non ha mai pensato che le strutture sanitarie interessate dal sisma dovevano avere procedure accelerate per la loro riparazione». L’intesa per la consegna dell’assegno era stata perfezionata dall’ex assessore regionale alla sanità, Lanfranco Venturoni, e dall’allora direttore generale della Asl Roberto Marzetti. |
E lo stesso Venturoni aveva rassicurato la cittadinanza affermando che «la possibilità di avere con celerità la liquidazione permetterà di gestirla da subito. La stessa verrà tutta devoluta alla ricostruzione e organizzazione dell’ospedale».
testo: Il Messaggero / video: RETE8























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