
24 ottobre 2016 – E’ Teramo la provincia piu’ virtuosa dell’Abruzzo con il 58,59% di rifiuti urbani avviati a riciclo nel 2015, seguita da Chieti (38,57), L’Aquila (33,18) e Pescara (23,63).
Lo evidenzia il VI Rapporto Banca Dati Anci-Conai su raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti, presentato oggi a Roma nelle sede di Anci, dal quale emerge che l’Abruzzo raggiunge il 41,32% di avvio al riciclo (in aumento rispetto al 40,8% dell’anno precedente), un dato non lontano dall’obbiettivo Ue del 50% entro il 2020.
“Il Rapporto conferma l’immagine di un Paese a due velocita’ – ha spiegato Filippo Bernocchi, delegato Anci a Energia e Rifiuti – con un Nord dotato di impianti piu’ adeguati e di una maggiore sensibilita’ rispetto alla tematica.
Se le regioni del Centro-Nord raggiungono in media quasi il 50% di effettivo riciclo la gran parte del Mezzogiorno, in assenza di provvedimenti straordinari, difficilmente riuscira’ a centrare l’obiettivo entro il 2020. I rifiuti rappresentano l’elemento essenziale nel passaggio dall’economia lineare a quella circolare, una sfida nella quale i Comuni stanno giocando un ruolo di primissimo piano, avendo sviluppato al loro interno un’industria del riciclo efficiente che ha trasformato i rifiuti in una reale opportunita’ di sviluppo per i territori”.
A livello nazionale, sale da otto a nove il numero di Regioni italiane che hanno raggiunto, con ben 5 anni di anticipo, l’obiettivo Ue del 50% di avvio a riciclo fissato per il 2020: Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche, Sardegna e la “new entry” Valle D’Aosta.
I Comuni che hanno gia’ superato l’obiettivo della Direttiva Europea sono 3.549, un dato in aumento del 13% rispetto al 2014 e del 58,29% rispetto al 2013.
Lo studio evidenzia un lieve aumento (+0,78%) della produzione dei rifiuti urbani nel 2015, che si attesta a 512 kg per abitante, mentre la percentuale di raccolta differenziata (+3,32%) cresce piu’ velocemente rispetto a quella di avvio al riciclo (+1,77%), una forbice dovuta in larga parte alla qualita’ dei materiali raccolti. Grazie all’incremento delle quantita’ di rifiuti avviati al riciclo, si sono evitate emissioni di CO2 equivalenti pari a 1.792.064 tonnellate, un dato in aumento del 32,75%.
























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