Gironzolando e scattando foto fra i monti del Parco Nazionale d’Abruzzo e della Majella, ecco fare capolino, arrampicato su pareti rocciose, l’acrobata più bello del mondo: il camoscio d’Abruzzo.
Spericolato, agile, e forte, scorrazza lungo le rocce con balzi e scatti che ricordano le saette. Prima era molto difficile avvistare i camosci, ma con la cessazione della caccia, il camoscio ha meno paura dell’uomo e con un po’ di fortuna, attraverso escursioni guidate, ridotte per salvaguardare questo magnifico esemplare, quasi sicuramente potremo godere della sua bellezza.
Il camoscio d’Abruzzo è un mammifero ungulato che appartiene al genere Rupicapra della specie Pyrenaica Ornata, con un manto estivo di colore marrone chiaro piuttosto uniforme, mentre in inverno assume una tipica e vistosa colorazione composta da fasce bianche, nere e brune a contrasto, quasi rossicce. Lo straordinario disegno del suo mantello, le sue belle corna, l’agilità e l’eleganza dei suoi movimenti, hanno portato a definire il camoscio d’Abruzzo, il camoscio più bello del mondo.
Ecco il video prodotto da Paesaggi D’Abruzzo
La conformazione del territorio abruzzese, la sua natura così aspra e per certi aspetti ancora primitiva, ha scoraggiato lo sfruttamento intensivo dell’uomo favorendo così la sopravvivenza di specie animali come quella dei camosci.
Grazie all’istituzione del Parco Nazionale d’Abruzzo nel 1922, questo raro ungulato è stato salvato dall’estinzione. Si è riprodotto largamente grazie alla severa protezione e salvaguardia dell’Ente Parco. Vive in ambienti di alta quota, su pareti rocciose e scoscese dei monti della Camosciara, nel cuore del parco nazionale d’Abruzzo, sul monte Amaro della Majella e sulle montagne che circondano la Val Canneto.
Durante la stagione estiva, vive in montagna, mentre d’inverno scende più a valle, nel bosco, dove c’è meno neve e più possibilità di trovare cibo. Le femmine e i giovani maschi, vivono in branco, mentre i maschi adulti sessualmente riproduttivi si riuniscono al branco a novembre nella stagione degli amori. E’ questo il momento degli scontri anche violenti, dove i maschi si contendono il diritto di accoppiarsi con le femmine del branco. Una volta acquisito questo diritto, il maschio difenderà il suo harem dalle incursioni degli altri maschi adulti. A maggio le femmine partoriscono un solo camoscio. Le femmine rimangono nel branco, mentre i maschi dopo due anni si allontanano per vivere in solitudine, fino all’età riproduttiva.
E’ un erbivoro e si ciba di festuco trifolietum thalii, una pianta leguminosa ricca di sostanze proteiche. La particolarità di questo animale è che quando è in pericolo emette un fischio di allarme per avvisare l’intruso di non avanzare e in caso contrario, fugge mettendosi a riparo su pareti rocciose molto ripide, dove non può essere raggiunto.
I suoi predatori naturali sono il lupo e la lince, ma la vera minaccia è l’uomo e le sue attività.
Fonte: www.stradadeiparchi.it






















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