
I Carabinieri della Compagnia di L’Aquila hanno tratto in arresto, per violenza sessuale aggravata ai danni di una 30enne del luogo, un cittadino extracomunitario originario dell’Eritrea, A. K., classe ’91, da tempo dimorante nel capoluogo aquilano ma di fatto senza fissa dimora.
La ragazza aveva trascorso la serata in compagnia di alcune amiche nel centro storico cittadino, festeggiando il compleanno di una di loro.
Durante la serata la vittima aveva avuto modo di notare una delle amiche colloquiare con un ragazzo straniero che indossava una giacca a vento di colore rosso. Poche le battute scambiate con il giovane durante la serata, che non aveva mai visto prima di allora.
Erano ormai le 5 del mattino quando, al termine della serata, la giovane, rimasta sola dopo aver salutato le amiche, decideva di fare rientro a casa a piedi, incamminandosi in direzione della Fontana Luminosa per poi percorrere il tratto di strada adiacente l’area verde, e raggiungere viale Ovidio.
Ormai giunta nei pressi della piscina comunale si accorgeva di essere seguita da un giovane, da subito riconosciuto nel ragazzo visto durante la serata, il quale, accelerando il passo, la raggiungeva. Dopo un primo approccio verbale, presa coscienza della resistenza della vittima, la bloccava con violenza, tentando da subito di spogliarla e di avere con lei un rapporto sessuale.
Ne nasceva una vera e propria colluttazione tra i due, che procurava la caduta a terra di entrambi. La donna riusciva a divincolarsi, tra le urla e le grida di aiuto, ed a guadagnare la fuga, raggiungendo l’abitazione di un’amica sita nei pressi.
A questo punto scattava la richiesta d’intervento alla locale Centrale Operativa del Comando Provinciale dei Carabinieri, tramite il numero di Pronto Intervento 112. Una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile raggiunta subito la ragazza provvedeva a prestare i primi soccorsi ed a far intervenire un’ambulanza del 118, che la trasportava presso il pronto soccorso dell’ospedale San Salvatore.
La vittima, così come la sua amica, conoscevano il ragazzo solo superficialmente, con il solo nome. Ciononostante, sulla base delle indicazioni fornite, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di L’Aquila, unitamente a quelli della locale Stazione, che giungevano immediatamente a dare manforte, davano luogo ad un’articolata quanto approfondita attività d’indagine, grazie alla quale, a distanza di brevissimo tempo, i militari giungevano alla compiuta identificazione dell’autore del reato e al suo rintraccio.
Le investigazioni hanno tenuto conto di un particolare riferito dall’amica della vittima, la quale aveva notato il giovane frequentare un’associazione di volontariato per l’assistenza ai disabili di L’Aquila. A seguito di ciò veniva avviata un’alacre attività informativa che permetteva di giungere ad identificare compiutamente l’aggressore.
Le immediate ricerche presso alcuni domicili aquilani forniti in precedenza dal giovane permettevano, a distanza di qualche ora dall’evento, di rintracciare il giovane nella periferia cittadina.
Nella sua disponibilità veniva rinvenuta la giacca a vento di colore rosso indossata durante la serata, che anche per la presenza di loghi e scritte particolari, veniva riconosciuta sia dalla vittima che dalla sua amica.
I successivi accertamenti eseguiti dai militari hanno poi cristallizzato gli elementi di reità a carico del cittadino eritreo, riconosciuto con certezza mediante individuazione fotografica tanto dalla vittima quanto dall’amica.
La donna, a seguito del tentativo di violenza, riportava ecchimosi sul volto, escoriazioni alle gambe e graffi sulle braccia e sui fianchi, e dimessa con una prognosi di 25 giorni.






















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