L’avvio ufficiale della Perdonanza 2011 e’ alle porte, e il sito web dedicato, http://www.perdonanza-celestiniana.it/, ancora non e’ stato aggiornato nella sezione riguardante la citta’ dell’Aquila. Chiaramente un errore, una dimenticanza che pero’ ha fatto indignare non poco il popolo della rete. Non appena si e’ sparsa la notizia sul social network Facebook in molti hanno iniziato ad inviare e-mail agli indirizzi di posta elettronica del comitato Perdonanza 2011.
Ed e’ facile comprendere lo sdegno di tanti aquilani. Gia’ si parla poco dell’edizione attuale della Perdonanza, ed immaginate cosa si puo’ provare leggendo che fra gli itinerari da visitare il sito web ufficiale consiglia, ad esempio, S. Maria Paganica, che “si trova sul punto più elevato della citta’, e’ la più grande chiesa capo-quarto costruita dagli abitanti di Paganica con la vicina duecentesca chiesa di S. Giustino abbattuta nel 1934”. Oppure S.Pietro di Coppito, di cui possiamo leggere che “la chiesa e’ stata ripristinata nelle sue forme originarie nel 1969-71. Era stata costruita dagli abitanti di Poppleto nella seconda meta’ del ‘200 diventando centro di aggregazione per un popoloso quartiere particolarmente attivo nei primi decenni di vita della citta’ con famiglie importanti come i Gaglioffi, i Camponeschi e i Pretatti.”.
Pagine ben scritte, si intenda, potremmo proseguire “dalla piazza S. Pietro, imboccando via S. Teresa, dopo aver ammirato il settecentesco mascherone sul palazzo d’angolo, raggiungiamo via Barete avendo di fronte l’abside dell’imponente chiesa di S.Domenico.”
Una bella visita, che si snoda attraverso vie e monumenti della citta’ dell’Aquila, putroppo quella antecedente il 6 aprile 2009. Una pagina del sito indica: “Per concludere al meglio l’itinerario si consiglia di visitare l’antico quarto di S. Giorgio alle spalle della chiesa capo-quarto addentrandosi tra gli antichi e ripidi sdruccioli”. E che dire di Costa Masciarelli che “collega l’esterno dell’antica citta’, cioe’ dell’attuale centro storico, circondato tuttora da mura medievali in buone condizioni, alla piazza del mercato, Piazza Duomo, dove ogni mattina, tranne la domenica, si svolge il tradizionale mercato dove i venditori conservano le stesse postazioni dei loro predecessori.”
Potremmo continuare, con immagini (rigorosamente ante 6 aprile 2009) e descrizioni turistiche su piazzetta Chiarino, palazzo Antinori, via S.Martino, via Bafile, palazzo Quinzi. “Poi ancora da visitare la Basilica di S. Bernardino, massimo esempio del barocco a L’Aquila, il Castello, maestosa fortezza fatta costruire nel cinquecento dagli spagnoli per punire la cittadinanza aquilana, Piazza Palazzo, con una delle torri con l’orologio più antiche d’Italia e l’unico altro palazzo Madama in Italia oltre quello di Roma sede del Senato.” E così via, con descrizioni minuziose e vari accenni alle opere che hanno avuto anche danni dal terremoto. Si, ma si tratta di quello distruttivo del 1703.
Ma da qualche parte si accenna anche all’ultimo terremoto. Tra le “Info utili e recettivita’” possiamo scoprire che “a seguito del sisma dell’aprile 2009 molte delle strutture ricettive non hanno più una sede o hanno cambiato la propria sede.” Buono a sapersi per qualche turista, che potrebbe pensarci bene e magari venire in camper o dotarsi di tenda da piazzare in qualche area, magari quelle super-attrezzate (solo teoricamente) da utilizzare in caso di emergenza.
Siamo certi che in brevissimo tempo, forse anche prima dell’uscita di questo articolo, sara’ posto un rapido rimedio a questo strafalcione nella comunicazione istituzionale riguardante la Perdonanza e la citta’ dell’Aquila in generale.
Quello che pero’ sara’ difficile da cancellare, e’ il pugno che ti arriva dritto allo stomaco, guardando e leggendo il sito ufficiale della manifestazione, due giorni prima dell’inizio del relativo programma 2011.
di Patrizio Trapasso























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