Accanto ai negozianti ed agli esercenti del centro storico che sono stati costretti a delocalizzare, ve ne sono altri che hanno i locali agibili ed in grado di funzionare. Con notevole coraggio questi commercianti hanno deciso di continuare a scommettere sul “cuore” della città. Alcuni di loro, addirittura, hanno aperto nuove attività dopo il sisma.
L’elenco si arricchisce di giorno in giorno. Ad oggi sono ben 71 le attività aperte (ma salgono ad oltre 80 se si considerano anche le sedi temporanee poste sul viale di Circonvallazione, come l’area de “Le Terrazze”).
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A 6 mesi dal sisma l’Assessore comunale all’Economia Roberto Ganzerli fa il punto sul commercio: «La nostra priorità – spiega l’Assessore – è stata da subito quella di “trattenere” le attività commerciali esistenti a Mirandola affinché la nostra città potesse rimanere il polo commerciale più grande dell’intera Area Nord. Per questo, chi è stato costretto a delocalizzare la propria attività, ha avuto la possibilità (senza burocrazia) di occupare da subito dopo il sisma, terreni privati o pubblici (in questo caso senza alcun costo per l’occupazione per tre anni). Inoltre, chi aveva la possibilità di trasferirsi temporaneamente in edifici agibili ha potuto farlo in deroga, e, sempre a costo zero, alla destinazione d’uso e al numero dei parcheggi richiesti dall’attuale normativa. In più, sempre per i delocalizzati (che, ricordiamo, potranno rimanere nella loro sede provvisoria fino al 31 maggio 2015) verrà versato un contributo per le spese di trasferimento che coprirà fino all’80% per un massimo di 15 mila euro». |
«Per il prossimo futuro – annuncia Ganzerli – continueremo con le opere provvisionali per la messa in sicurezza degli edifici, al fine di “liberare” più aree possibili nel più breve tempo possibile. E’ chiaro che in alcuni casi circoscritti, servirà molto tempo per recuperare specifici edifici come il caso del Municipio o delle chiese. Per il Natale, in centro, avremo una serie di eventi in collaborazione con la città di Torino, che ci ha “adottati”. Determinante sarà il lavoro del prossimo Piano Strutturale (nuovo Prg), che rivedrà in maniera sostanziale l’urbanizzazione del centro storico e delle grandi direttrici che lo collegano con il resto della città». (leggi l’articolo completo su Bologna2000.com)
























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