L’inchiesta giornalistica ‘A prova di sisma’ trasmessa da Rainesws e’ stata acquisita oggi dagli agenti Sezione di polizia Giudiziaria della Procura della repubblica dell’Aquila che sta indagando sugli isolatori antisismici installati a protezione delle nuove abitazioni post terremoto. Lo si apprende da fonti della procura della Repubblica che sta conducendo le indagini su uno dei tanti filoni di inchiesta legati al terremoto. Gli investigatori hanno gia’ acquisito documenti nella sede del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici che riguardano l’appalto da 13,5 milioni di euro per la fornitura di 7300 dispositivi antisimici.
Si tratta di sistemi di protezione cosiddetti ‘a pendolo scorrevole’ applicati ad ogni di singolo pilastro che consentono l’assorbimento delle scosse sismiche. Le prove di laboratorio effettuate per la verifica di affidabilita’ di questi isolatori potrebbero essere incomplete.
A sostenerlo, nell’inchiesta giornalistica di Ezio Cerasi e Claudio Borelli, sono alcuni esperti internazionali di questo dispositivo brevettato negli Stati Uniti. Le societa’ aggiudicatarie dell’appalto avrebbero presentato una certificazione rilasciata dai laboratori dell’Eucentre di Pavia che, secondo la direzione del laboratorio dell’Universita’ di San Diego della California, non disporrebbe della tecnologia necessaria per effettuale delle prove di qualificazione adeguate al particolare dispositivo ‘a pendolo scorrevole’.
L’inchiesta di Rainews evidenzia anche un’altra anomalia: Gian Michele Calvi, direttore dei lavori e coordinatore generale del ‘Progetto Case’, e’ anche il presidente dei laboratori di Eucentre. E’ la seconda inchiesta di Rainews ad essere acquisita dalla procura dell’Aquila: la prima dal titolo ‘Terremoti all’italiana, riguardava un altro filone di indagine sulla riunione del 31 marzo 2009 della Commissione Grandi Rischi.
Secondo i magistrati la Commissione non avrebbe evidenziato l’elevato rischio di un sisma distruttivo nell’aquilano come poi accaduto il 6 aprile.























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