”Odiosa, ridicola, grottesca la contrapposizione cittadini terremotati-studenti. Non chiedero’ mai ai miei ragazzi, ne’ loro si sognerebbero mai di farlo, di occupare la caserma Campomizzi cacciando coloro, per lo piu’ anziani, che li’ hanno trovato ospitalita’ dopo il sisma”. Il rettore dell’Universita’ dell’Aquila, Ferdinando Di Orio, e’ andato giu’ duro. In conferenza stampa, stamane, ha voluto subito chiarire che l’idea di usufruire dei posti letto della caserma, ”togliendogli” agli anziani, non e’ dell’ateneo. ”E’ una proposta che ci e’ stata fatta dalla Protezione civile – ha spiegato Di Orio – Mai pensavamo che cio’ significasse una nuova deportazione sulla costa degli aquilani”. Di Orio ha ribadito che l’Universita’, preoccupandosi di trovare una sistemazione per i suoi 8 mila studenti pendolari, sta di fatto supplendo alle carenze della Regione Abruzzo. Il Rettore ha aggiunto che al ”al di la’ delle belle parole di tutti sulla vocazione universitaria della citta’, gli unici posti letto disponibili per la residenzialita’ studentesca sono solo i 200 della Reiss Romoli”.
”Diro’ ai miei studenti di aspettare ancora – ha stigmatizzato Di Orio – Loro sono giovani ed in grado di affrontare i disagi del pendolarismo. Le persone anziane che da qualche tempo vivono alla caserma Campomizzi e’ giusto che restino li’ e che non subiscano trasferimenti coatti”. ”E’ giusto pero’ ricordare agli aquilani che hanno affisso lo striscione ‘Di Orio ospitaci tu’ – ha puntualizzato ancora il Rettore – che hanno sbagliato bersaglio. Avrebbero dovuto rivolgersi al Commissario Chiodi o al vice Cialente”. E poi: ”Gli studenti sono con la citta’, non contro. Personalmente vivo tuttora da sfollato e mai farei un atto contro chicchessia abbia gia’ subito un trauma enorme come quello del terremoto”.
SI TRAMA DEPOTENZIARE ATENEO L’AQUILA
”C’e’ un deprecabile disegno per depotenziare l’Universita’ dell’Aquila. Aver raggiunto quota 20.000 iscritti evidentemente ha dato fastidio a qualcuno ed ecco allora che si negano posti letto, ed ecco allora che si costruisce una Casa dello studente a Teramo e non qui, dove i problemi sono ovviamente maggiori”. Il Rettore dell’Universita’ dell’Aquila, Ferdinando di Orio, intravede sottili ”giochi” nella politica di non fare nulla per sostenere le necessita’ e le legittime richieste dell’ateneo locale. Nella conferenza stampa di stamattina, Di Orio ha sparato a zero contro un sistema ”sordo”. Il Rettore ha ricordato la prima segnalazione del 16 aprile al capo Dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, sull’impellenza di posti letto per gli studenti; a seguire la sollecitazione al ministro Mariastella Gelmini per la riedificazione della Casa dello studente; e poi ancora la lettera di denuncia al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (20 novembre); e infine i solleciti a Regione Abruzzo e Comune dell’Aquila, tutti inascoltati. ”La verita’ – ha ammonito Di Orio – e’ che il Piano CASE e’ totalmente fallito ed ora si sta alimentando una guerra tra studenti e terremotati che ha nessuna ragione di esistere. I ragazzi in tutto questo non c’entrano niente. Sono solo vittime di assurde strumentalizzazioni”‘. Per il Rettore, il mondo universitario, compatto, e’ deciso a lasciare gli alloggi della Campomizzi a chi ne ha veramente bisogno: ”la colpa di tutto cio’ e’ di chi ha venduto con troppa leggerezza qualcosa che non aveva”
SILENZIO SU 16 MLN PER CASA STUDENTE
”Dove sono finiti i 16 milioni di euro promessi dal ministro Gelmini per la costruzione di una Casa dello studente all’Aquila’?” Il Rettore ha minacciato di ripetere la stessa domanda in ogni incontro pubblico a venire. ”Non vorrei – ha chiosato – che in questa situazione melmosa siano spariti anche i ‘nostri’ 16 milioni”. Di Orio ha esortato la Regione Abruzzo, ed il suo assessore per il Diritto allo Studio, ad attivarsi per il pubblico interesse. Infine, il Rettore ha ricordato che anche il Comune ha disatteso la promessa di dare agli studenti universitari 500 posti nei Mar.






















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