Il decreto sviluppo è l’ultima occasione buona per affrontare il tema delle tasse dei terremotati aquilani, visto che sta per succedere a L’Aquila una cosa inaudita: i cittadini dovranno restituire in una sola occasione ben 12 rate di tasse non pagate. Sarebbe un colpo insopportabile per l’economia cittadina.
Tra l’altro insistenti voci che si rincorrono in questi giorni parlano di ben 12 diversi condoni fiscali previsti nel decreto.
Se nel testo non si affrontasse il caso della restituzione delle tasse per i terremotati aquilani ci troveremmo di fronte al paradosso per il quale chi ha evaso e non rispettato le leggi con una piccola percentuale di quanto non pagato potrebbe mettersi in regola con il Fisco, mentre i terremotati, che non hanno pagato le tasse sulla base di una legge dello Stato e che devono combattere ogni giorno per cercare di riavviare una città e una economia messe in ginocchio dal terremoto, dovrebbero restituire il 100 % di quanto gli era stato sospeso.
In altre regioni dove si sono verificate calamità naturali come le Marche, L’Umbria e il Molise i cittadini hanno restituito quanto sospeso dopo molti anni e nella misura del 40%.
Perché i cittadini aquilani devono essere trattati diversamente da altri cittadini del nostro paese ? e soprattutto perché, se quanto scritto sui giornali corrisponde al vero, gli evasori hanno più diritti e più opportunità dei terremotati ?
Chiedo al Governo di inserire nel decreto per lo sviluppo un interevento che posticipi l’avvio della restituzione delle tasse sospese e individui una percentuale (come fu fatto per le altre regioni) di quanto deve essere restituito. Nel caso in cui questi punti non venissero inseriti dal Governo nel decreto faccio appello a tutti i parlamentari abruzzesi di maggioranza e di opposizione affinchè si presenti unitariamente un emendamento per difendere i cittadini aquilani colpiti da una ingiustizia oramai insopportabile
Giovanni Lolli





















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