Alla corte del commissario. I compensi della governance

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Le persone scontrose e antipatiche guadagnano più dei loro colleghi tendenzialmente gentili. È quanto dimostra una ricerca pubblicata di recente dal quotidiano francese Libération, e chissà se tale ricerca sia estendibile anche alla struttura commissariale in essere dopo il sisma del 2009.

Fatto sta, che a guidare la classifica è il vice commissario alla ricostruzione, Antonio Cicchetti, che di certo non si può dire sia il più amato dagli aquilani.

Dai dati pubblicati sul sito del commissario, a giugno 2011 è di circa 183mila euro lordi il compenso totale ricevuto, con gli ultimi pagamenti trimestrali, di circa 58mila euro, che ne attestano il compenso annuo sulla cifra di 232mila euro. L’ordinanza n.3898 del 17.09.2010, in cui è confermata la nomina di Cicchetti per tutta la durata dell’emergenza (il termine attuale è il 31 dicembre 2011) ne fissava il compenso uguale a quello del coordinatore della Struttura Tecnica di Missione, l’architetto Gaetano Fontana, le cui entrate risultano tuttavia, dai dati pubblicati, nettamente inferiori.

Pagamenti mensili nel caso di Fontana, di circa 8mila euro, e un compenso annuo che si dovrebbe attestare, considerando 12 mensilità, di poco al di sotto dei 100mila. La differenza su quanto previsto nell’ordinanza potrebbe dipendere dalla carica di dirigente di prima fascia del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e dall’art. 4 comma 4 dell’ordinanza n.3833 che fissa per il coordinatore della STM il mantenimento del trattamento economico già in godimento con la maggiorazione del 50% della retribuzione di posizione.

Meglio delineati gli impegni di altre figure che lavorano alla corte delle commissario delegato.

Il compenso per i componenti della Commissione Tecnico Scientifica, in essere con il decreto n.7 del 12 aprile 2010, è fissato in 60mila euro l’anno per ciascun componente. Coordinatore della commissione è il dott. Giovanni Paolo Gaspari, nipote dello scomparso Remo Gaspari. Vi rientrano anche l’avv. Federico Tedeschini, l’ing. Antonio Gambardella e il dott. Gaetano Caputi, quest’ultimo nominato con il decreto 19 del 23.10.2010. Il decreto n.7 individua anche la figura del consigliere giuridico, ricoperta dal dott. Carlo Alberto Indellicati, con identico compenso dei precedenti, e di un collaboratore,il dott. Roberto Petullà (attuale responsabile SGE) che per tale incarico ottiene un compenso annuo aggiuntivo di 30mila euro. Altri 30mila euro l’anno per il capo segreteria della Commissione Tecnico Scientifica, incarico ricoperto da Giuliani Eleonora.

La Commissione, si legge nel decreto, «affianca il commissario con il compito di prestare alta consulenza nella risoluzione dei problemi amministrativi, finanziari, contabili e di garanzia della trasparenza e della legalità, che sorgono nel corso delle attività poste in essere dalla Struttura tecnica di missione».

Di recente nomina, con il decreto n.72 di luglio, l’esperto informatico indicato nell’ordinanza 3923. Scelta ricaduta sull’ing.  Eugenio Berardi, anch’egli con compenso annuo, manco a dirlo, di 60mila euro.

Riguardo i 4 saggi della ricostruzione, presentati in pompa magna il 26 luglio 2010 per poi scomparire nel nulla più profondo, almeno tre di loro hanno ricevuto un primo pagamento: 18.100 euro per l’economista Paolo Leon e il sociologo Aldo Bonomi, 15.600 euro per l’urbanista Vittorio Magnago Lampugnani.

Cifre, queste ultime, che comunque si possono considerare nella norma osservando altri compensi relativi ad attività consulenziali, di cui ha usufruito nel tempo la struttura commissariale.

Visto quanto prodotto a oggi, c’è veramente da domandarsi quanto tali cifre siano giustificabili. Nella speranza che ci sia un consenso unanime, a parte i diretti interessati, affinché il 31 dicembre 2011 termini lo stato di emergenza, e con esso l’egemonia delle strutture commissariali sulla città.

Non si risolveranno tutti i problemi, ma si toglieranno anche tanti alibi a chi, oggi in città, è pronto a sfruttarne l’antagonismo perenne per coprire le proprie colpe e responsabilità. E con la speranza di avviare quella fase di rinascita, nell’ordinaria amministrazione, di cui si sente tanto il bisogno.

La palla, ancora una volta, torna nelle mani del commissario alla ricostruzione, che dovrebbe essere il primo a farla cadere mentre si avvia fuori del campo di “gioco”. Per rientrarvi, come dovrebbe essere naturale, con il cappello che meglio gli compete, quello di Presidente della Regione Abruzzo.

di Patrizio Trapasso

(ilCapoluogo.it)