SALUTE: MAL DI PANCIA? POTREBBE ESSERE COLPA DELLO SPREAD

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24 luglio 2012 – Lo spread? Roba da far venire il mal di pancia. E non solo in senso figurato: l’aumento di stress conseguente alla crisi economica finisce infatti per ripercuotersi negativamente anche sull’apparato digerente degli italiani.

E’ quanto emerge da un’indagine condotta da AstraRicerche: “Dalle 1.022 interviste online su un campione rappresentativo di circa 46,4 milioni di connazionali tra 14 e i 74 anni – afferma Enrico Finzi, sociologo e presidente di AstraRicerche – è emerso che il 75% della popolazione (con una decisa predominanza femminile) si sente assai preoccupata e in ansia per la congiuntura economica negativa. E se questa non è una notizia sorprendente in sè, lo è invece il fatto che il 24% degli abitanti del nostro Paese denuncia un aumento dei disturbi alla pancia proprio a causa della crisi economica“.

Con la percentuale che sale tra le donne e tra i minori di 45 anni, così come tra i residenti del Lazio e tra gli abitanti del Sud in generale. “E sempre in relazione alle preoccupazioni legate al portafoglio – aggiunge Finzi – viene anche denunciato dal nostro campione un altro comportamento sociale: in tempi di crisi la gente si lamenta di più per i propri guai di salute, inclusi quelli allo stomaco e all’intestino”.

Il problema più diffuso è un fastidioso senso di gonfiore, con il 78,4% del campione (pari a 9,9 milioni di italiani, con prevalenza tra le donne e i 25-34enni) che dichiara di provarlo da “qualche volta” a “sempre/spesso”, seguito a ruota dai disturbi legati alla presenza di gas e flatulenza (76%) e da un generale senso di pesantezza (69,4%). Completano poi la ‘top 10’ dei malanni di pancia: un disagio più o meno marcato (54,4%), disturbi intestinali di varia natura (52,4%), intestino pigro (50,7%), stipsi (42,1%), diarrea (35%), irritazione e bruciori (35%), fitte e dolori addominali (32,3%).

“Limitandoci poi solo a chi afferma di accusare sempre o spesso un disturbo legato all’apparato digerente – spiega Finzi – abbiamo numeri di grande rilevanza: il senso di gonfiore è infatti denunciato da poco più del 21% del campione, pari a 9,9 milioni di italiani (in particolare donne e 25-34enni), mentre altri 9,6 milioni (specie nella fascia 45-54 anni) vivono una situazione di imbarazzo, non solo dal punto di vista della salute, per problemi di gas e flatulenza. E a costoro vanno sommati 7,3 milioni di connazionali alle prese con un generale disagio addominale e 7,2 milioni tormentati da un intestino pigro. Numeri destinati ad aumentare con il proseguire della crisi finanziaria”.
(Adnkronos)