MAFIA E APPALTI, ALTRI 20 SOSPETTATI A L’AQUILA

CONDIVIDI

(di Giampiero Giancarli) – L’inchiesta sul tentativo di infiltrazioni nella ricostruzione della malavita calabrese è a una svolta importante dopo i quattro arresti del novembre 2011.

Infatti ci sono le richieste di rinvio a giudizio per i principali sospettati ma nei mesi scorsi la polizia (squadra mobile e Sco), che ha condotto le indagini di pari passo con la finanza, ha individuato e segnalato alla procura della Repubblica dell’Aquila una ventina di soggetti che avrebbero avuto il ruolo di fiancheggiatori tra i quali, a quanto sembra, ci sarebbero anche degli aquilani. In tal molto il fascicolo, che fino a qualche mese fa conteneva pochi nominativi, si è arricchito in maniera considerevole.

[…] La presunta attività malavitosa è stata scoperta grazie a una montagna di intercettazioni che quasi otto mesi fa hanno portato agli arresti il giovane imprenditore aquilano Stefano Biasini finito nei guai insieme a tre persone vicine, secondo l’accusa, alla cosca calabrese Caridi-Zindato-Borghetto ovvero i fratelli Massimo Maria Valenti e Antonino Vincenzo Valenti e Francesco Ielo.

Biasini, secondo l’accusa, avrebbe fornito basi logistiche ai calabresi e attività di supporto allo scopo di acquisire in modo diretto o indiretto il controllo e la gestione di varie attività economiche favorendo la penetrazione in città e in Abruzzo degli interessi economici criminali delle famiglie affiliate.

continua a leggere su ilCentro