BERLUSCONI DA VESPA: “A L’AQUILA ABBIAMO RISOLTO TUTTO SPLENDIDAMENTE”

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[in fondo all’articolo c’è il video della trasmissione]

di A.L. da PrimaDaNoi.it – Ieri sera Silvio Berlusconi ha partecipato alla trasmissione televisiva Porta a Porta e ha rivendicato quanto fatto a L’Aquila nella fase del post terremoto. La campagna elettorale è aperta e la città terremotata rischia di essere tirata nuovamente ‘dentro’ mentre attende ancora di essere ricostruita.

«In meno di 5 mesi abbiamo costruito case stupende, pronte su tutto, per quasi 30 mila abruzzesi», ha rivendicato con orgoglio Berlusconi parlando delle abitazioni del progetto C.a.s.e. che ormai da mesi, gli aquilani lo sanno bene, stanno dando non pochi problemi. La loro gestione è passata al Comune che deve occuparsi anche dei ‘rattoppi’ per le infiltrazioni d’acqua, umidità ma anche semplice consunzione dei materiali che sono “leggeri” come cartone pressato, legno, compensato.

«Ma presidente…a L’Aquila ci sono ancora le macerie…», gli hanno fatto notare criticamente i giornalisti presenti in studio (nel silenzio dell’aquilano Vespa).

«Guardate cosa succede in Giappone, in Cina o in America (dopo un terremoto, ndr)… sono ancora nelle baracche», ha replicato. Ma il centro storico è ancora distrutto, gli hanno fatto notare. «Deve restare così», ha replicato l’ex premier: «ora è un problema della Regione della città. Il Governo doveva risolvere con urgenza e lo ha fatto splendidamente. I cittadini sono rimasti nelle tende con aria condizionata e ogni servizio per pochissimi giorni, li abbiamo tutti allocati in alberghi e gli abbiamo consegnato le case, dato soldi per 12 mila ristrutturazioni».


«Sul centro storico», ha detto ancora, «hanno fatto vedere cittadini che volevano rimuovere le macerie… con il genio civile avevamo cominciato a rimuoverle poi il Consiglio comunale ci ha chiesto che la rimozione venisse affidata ad aziende abruzzesi come sostegno alla ripresa economica».

Berlusconi ha ribadito che il cuore dell’Aquila non ricomincerà a battere «prima di 10 anni» perché «a L’Aquila città, ogni edificio deve essere oggetto di indagini per dire se si più ristrutturare, o abbattere. Dovranno pensarci Comune de Regione, il Governo ha messo a disposizione i soldi, non deve fare di più». (continua a leggere su primadanoi.it)