L’AQUILA, RESIDENTI C.A.S.E: «PRESADIRETTA NON HA DETTO TUTTO»

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Alcuni residenti degli alloggi post terremoto a L’Aquila sostengono, in una nota, che la trasmissione PresaDiretta del 3 febbraio 2014 abbia tagliato alcuni loro interventi, dando un taglio non imparziale all’inchiesta. Ecco la nota:


In riferimento alla trasmissione su L’Aquila, con rammarico dobbiamo constatare la mancanza di imparzialità nel racconto di Rai3, nonostante da parte nostra siano state dette cose poi tagliate nel video. Si è infatti badato a rilevare come le ormai famose ‘case di Berlusconi’ sono state costruite in modo non adeguato, ma non è stato citato, per esempio, che le ditte costruttrici avevano rilasciato, oltre alla fidejussione decennale postuma, anche un deposito cauzionale che sembra essere di circa 200 mila euro, pari al 10 per cento del costo di ogni piastra costruita e che scadeva a un anno di distanza dal fine lavori.

La Protezione civile, prima di restituire il deposito, scrisse al competente ufficio del Comune dell’Aquila, per sapere se ci fossero danni già evidenti, danni che la trasmissione Presa Diretta ha in effetti rilevato, ma la stessa Protezione civile, non avendo avuto nessuna risposta, in virtù di una sorta di silenzio-assenso, ha restituito i depositi alle varie ditte costruttrici, le quali, se avessero avuto contestazione, sicuramente si sarebbero attivate per sistemare le incongruenze che ora si sono incancrenite. Perché la trasmissione non ha citato che i pannelli solari per la produzione dell’acqua calda sanitaria non funzionano? Questo ha creato un danno enorme ai cittadini dello Stato italiano che li hanno pagati, ma un danno altrettanto enorme alle tasche ‘molto povere’ dei cittadini che abitano nel Progetto C.a.s.e. i quali, per avere l’acqua calda per uso sanitario ,devono utilizzare l’energia prendendola dalla rete del gas.

Lo sanno i tecnici del Comune che l’acqua calda incide sulla bolletta del gas almeno del 40 per cento dei metri cubi di gas consumato? Perché i cittadini che hanno la fortuna-sventura di dover abitare per ancora chissà quanto tempo queste case devono sobbarcarsi cifra enorme che altrimenti risparmierebbero se tutto funzionasse? Lo sanno quelli di Presa Diretta che gli uffici competenti del Comune e anche il sindaco Massimo Cialente, erano a conoscenza di questo già dal tempo in cui i responsabili erano l’assessore Ermanno Lisi e il dirigente Corridore e che poi, successivamente, anche l’assessore Alfredo Moroni e il suo staff ‘dilettantistico’?

Può ora il vice sindaco, Nicola Trifuoggi, far luce su queste cose in modo da capire perché i cittadini non pagano le bollette? Questo a torto perché consumi ci sono stati e le bollette, per quanto errate, vanno in gran parte pagate. E, a proposito di bollette, perché nel conteggio il Sed non ha calcolato il consumo dell’acqua calda visto che è rilevabile, considerando che detto consumo è come detto prima pari al 40 per cento e non viene indicata una quota fissa sui consumi così come si fa in tutte le utenze domestiche? Per le casse del Comune il saldo resta invariato, ma per gli utenti più parsimoniosi o per le famiglie numerose il saldo varierebbe e anche di molto.

Ad esempio: può una famiglia di due persone consumare la stessa acqua calda di un’altra di 4 o più persone?

Infine. Perché ‘Presa diretta’ quando ha citato che per la manutenzione delle New Town occorrono 9 milioni di euro non ha chiesto ai tecnici del Comune il perché di un costo così alto? sarebbe ora che costoro (i tecnici) e l’assessore Moroni spieghino a voce come si arriva a questa cifra e non dicono perché non viene affidata la manutenzione all’Asm, visto che loro hanno fatto uno studio che invece di 9 milioni di euro ne bastano quattro? Già, non possono, perché tra poco ci sono le elezioni regionali.

Cittadini del progetto case, lo sapete che se passa la delibera dei 9 milioni di euro il costo medio che graverà su ogni appartamento del progetto C.a.s.e. sarà compreso del costo della luce condominiale di circa 2.300 euro ciascuno l’anno? Ma dove siamo? A Milano 2?


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