8 Aprile 2013 – Si iniziera’ a pagare a maggio in tre rate (maggio, settembre e dicembre), secondo quanto stabilito dal Governo e pesera’ piu’ dell’Imu sulla prima casa: si tratta della Tares, che in media costera’ ai contribuenti 305 euro a fronte dei 225 euro medi dell’Imu sulla prima casa.
E’ quanto emerge dall’Osservatorio sulla fiscalità locale a cura della Uil Servizio Politiche Territoriali. Nel 2013 Tares e Imu peseranno per 33,1 miliardi di euro (916 euro medi pro capite).
Per le famiglie la nuova tassa sui rifiuti, nel 2013, portera’ aumenti medi di circa 80 euro rispetto ai 225 euro medi pagati nel 2012, con la vecchia Tarsu o Tia (portando la somma complessiva a 305 euro). L’aumento si aggiunge a quello gia’ verificatosi rispetto al 2011 (+ 2,4%) e agli ultimi 5 anni (+ 14,3%). Se per le famiglie l’aumento medio della Tares sara’ del 37,5%, il gettito complessivo dell’incasso dei Comuni e dello Stato crescera’ del 23,8%, passando da 7,6 miliardi del 2012, all’incasso di 9,4 miliardi di quest’anno.
Il posticipo a dicembre in un’unica soluzione della maggiorazione per la parte dei servizi indivisibili dei Comuni – illuminazione pubblica, anagrafe, polizia locale – (30 centesimi al mq per tutti che possono diventare 40 centesimi), non risolve quello che e’ stato definito l’ingorgo fiscale estivo: il peso della tassazione e’ concentrato, infatti, tutto in questo mese quando ci sara’ da versare anche il saldo dell’Imu.
Per questo, spiega Guglielmo Loy, segretario Confederale Uil, e’ fondamentale ripensare l’intera politica economica e fiscale del Paese, “che metta al centro la questione di una diversa ripartizione del carico fiscale, permettendo alle famiglie, con un reddito fisso, di ‘riavere’ parte di cio’ che gli e’ stato prelevato rimettendo in moto quei consumi che sono una parte importante della nostra economia”.
























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