IL VULCANO MARSILI È ANCORA ATTIVO? NUOVA RICERCA SUI RISCHI

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Il vulcano sottomarino più grande d’Europa si trova al largo delle coste tirreniche. Una nuova ricerca getta luce sulla sua natura potenzialmente esplosiva.

Lungo 70 chilometri, largo oltre 30 e alto circa 3.000 metri, il vulcano sottomarino Marsili è il più grande d’Europa, ed è considerato una potenziale minaccia per le nostre coste fin dalla sua scoperta negli anni Venti dello scorso secolo. Ma questo mostro sopito che si trova ad appena 150 chilometri dalle coste calabresi rappresenta realmente un pericolo per gli italiani?

vulcano_marsili_CNR

Secondo gli esperti, un’eruzione esplosiva del Marsili potrebbe causare una serie di tsunami devastanti, non solo per le coste calabresi ma anche per quelle del nord della Sicilia e, forse, anche per la Campania. Ma quante possibilità esistono che ciò accada davvero?

Una ricerca terminata da poco realizzata da un gruppo di ricerca internazionale che comprende l’Istituto per l’ambiente marino costiero del CNR di Napoli e l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Roma (Ingv) ha gettato nuova luce sulla natura del vulcano, di cui è nota da tempo l’attività sismica e idrotermale. “L’ipotesi più accreditata dagli studiosi era quella che considerava cessata, all’incirca 100.000 anni fa, l’attività eruttiva del vulcano”, dice Mattia Vallefuoco dell’Iamc-Cnr. “Nel corso della missione, finalizzata ad acquisire nuovi dati sui prodotti emessi dal Marsili e sulla loro età, è stata prelevata ad una profondità di 839 metri una colonna di sedimento che ha evidenziato due livelli di ceneri vulcaniche dello spessore di 15 e 60 centimetri, la cui composizione chimica risulta coerente con quella delle lave del vulcano”.

Le analisi al radiocarbonio eseguite sui gusci di organismi fossili contenuti nei sedimenti hanno fornito rispettivamente età di 3000 e 5000 anni, spiega il ricercatore INGV Guido Ventura. “Datazioni che testimoniano una natura almeno parzialmente esplosiva del Marsili in tempi storici”. A questo punto, continua il ricercatore, sono necessarie nuove ricerche per implementare un sistema di monitoraggio che possa valutare l’effettiva pericolosità connessa a una possibile eruzione sottomarina. E non è da escludere che il Marsili venga inserito nella lista dei vulcani italiani attivi assieme al Vesuvio, ai Campi Flegrei, allo Stromboli, l’Etna, Vulcano e Lipari.

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fonte: National Geographic
http://www.nationalgeographic.it/scienza/2014/01/14/news/il_marsili_ancora_attivo_-1963078/

immagine: CNR