CIALENTE: “NUOVI CANONI PER CASE E MAP, PIÙ CONTROLLI E PESANTI SANZIONI”

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Massimo CialenteIl sindaco dell’Aquila Massimo Cialente ha diffuso un comunicato per diffondere i nuovi criteri con cui verranno calcolati i canoni per le abitazioni nel progetto C.A.S.E., nei M.A.P. e le altre forme di assistenza. Ecco il comunicato:


Scrivo anche a nome dell’Assessore Fabio Pelini.
Premessa:

Art. 53.
Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

Nello spirito di questo articolo, ed in considerazione delle difficoltà sociali attuali, abbiamo pensato di proporre, anzitutto in una assemblea pubblica, poi in giunta ed infine in consiglio comunale quanto segue.

Come è noto nell’ambito dell’assistenza alla popolazione, vi sono coloro che erano in affitto al momento del sisma, oppure erano inquilini delle case popolari. Questi nuclei sono oggi nei progetti CASE o MAP, in fitto concordato o case del fondo, o ricevono il CAS.

Già ora si paga un canone, ma la platea dei nuclei familiari affittuari si va ampliando, ed è necessaria una revisione che sia giusta e trasparente.

Abbiamo pensato che la cosa più corretta ed equa sia quella di creare una differenziazione nel pagamento dell’alloggio in base al valore ISEE. Il valore ISEE è il calcolo del reddito di una famiglia corretto con i beni immobili, ma soprattutto il numero dei membri (coniuge, 1, 2, 3 figli).

Solo alcuni esempi: un cassintegrato che prende 751,00 euro al mese, se ha un figlio, ha un ISEE di appena 5312,75 euro. Un pensionato al minimo con 495, 43 euro al mese , solo, ha un ISEE di 6440 euro. Con 1500 euro di reddito al mese, moglie e marito hanno un ISEE di 16.019,11 euro. E così via. Chi vuole avere un quadro completo, può andare, come ho fatto io, ad un Sindacato e farsi dare lo schema.

Alla luce di questo abbiamo pensato di applicare, per gli affitti, i patti territoriali del 2004, aggiornati con ISTAT. I patti territoriali sono l’accordo tra sindacato degli inquilini e proprietari. Sono calcolati sulle diverse aree della città, sulla qualità dell’alloggio, sui metri quadri.
Sono cifre anche importanti, che regoleranno comunque il mercato su dati oggettivi e concordati.
Vi sono però famiglie che non possono farcela. E’ giusto che paghino ciò che possono.
Allora gli scaglioni sono:
ISEE inferiore a 7.000 euro 25 euro al mese di affitto;
ISEE fra 7000 e 9000 50 euro di affitto al mese
ISEE fra 9000 e 12000 euro 100 euro d’affitto
ISEE tra 11000 e 13000 euro 200 euro di affitto
ISEE superiore a 13000 euro affitto secondo i patti territoriali.
Ci sembra un discorso equo e democratico.


Per gli affittuari che godono del CAS si applicherà lo stesso criterio.
Adesso partirà il censimento per coloro che sono nel piano CASE, MAP, FONDO, AFFITTI CONCORDATI. Dobbiamo fare il punto anche per capire come riuscire a far quadrare i conti della manutenzione degli alloggi, ma soprattutto capire i tempi di rientro nelle abitazioni.
E’ chiaro che , considerando i costi degli affitti, nessuno potrà più accettare morosità, visto che abbiamo calcolato gli stessi in modo che chiunque potrà pagare secondo le proprie risorse (25 euro sono pari a due ricariche telefoniche o 5 pacchetti di sigarette o 5 gratta e vinci!!).
In ultimo, un ultimo appello.
Molti alloggi non sono occupati, o lo sono saltuariamente.
Sinora abbiamo controllato solo con i Vigili Urbani. Da adesso chiederemo anche l’intervento della guardia di finanza. CHI NON HA BISOGNO DELL’APPARTAMENTO LO RESTITUISCA. ANCHE PERCHE’ ORA, PARTENDO I CONTROLLI, ANDRANNO INCONTRO A PESANTI SANZIONI.
La situazione è difficile, ciascuno deve essere corretto e fare il proprio dovere, sapendo che noi stiamo cercando di creare regole democratiche e solidali.

Massimo Cialente


[A questo comunicato, il sindaco Cialente ha fatto seguire una nota, in data 17 settembre 2013. La riportiamo qui di seguito.]

Leggo commenti, anche molto violenti, sul problema della gestione del progetto CASE e MAP, e sulla necessità di gestire il tutto con riferimento a giustizia sociale come unico faro.

Progetto CASE e Map sono 5800 alloggi, una vera e propria cittadina, ben superiore a Comuni come Celano , con una potenzialità di 16-18 mila abitanti.

Questo enorme patrimonio deve essere gestito: pulizia, energia elettrica, ascensori, verde, manutenzione ordinaria e manutenzione straordinaria. Ad oggi il governo ha assicurato solo la manutenzione delle parti comuni ed interni, con un contratto con Manutencoop. Ma serve ormai anche la manutenzione straordinaria (es. passare il mordente sulle parti in legno, ma questo è l’intervento più semplice, oppure riparare tetti ecc.). Quella manutenzione che ciascun proprietario, annualmente, oggi per una cosa, domani per l’altra, deve fare ogni anno. Vi sono , è VERO, molti danni riconducibili a difetti costruttivi. Stiamo procedendo secondo legge a chiamare le ditte costruttrici alle loro responsabilità, anche per vie legali, ma comunque stiamo intervenendo, perchè gli alloggi servono, ed i cittadini soffrono disagi. Ormai abbiamo visto che i danni emergono solo in alcune piastre, proprio perchè i lavori e la stessa progettazione è fatta male.

Quindi quando sento dire che non si è fatta la manutenzione, vorrei che si distinguesse a quale tipo di manutenzione si fa riferimento. Chiamare manutencoop, come spesso è successo per cambiare le pile del termostato, o piantare un cinema per un piatto doccia scalfito, o farsi cambiare la serratura, o perchè una porta striscia sul pavimento o goccia un lavandino, è quello che ha fatto Manutencoop, che aveva questo tipo di appalto (a mio avviso demagogico, ma questa è una mia opinione…è stato fatto con lo stesso criterio dello champagne e dei fiori, mentre oggi non abbismo i soldi per ricostruire) Riparare un danno strutturale, es infiltrazioni d’acqua, sinora non era coperto dall’appalto del governo. Da due mesi il Comune ha avviato questa delicata operazione, con un primo investimento di 500 mila euro.


Ho sempre chiesto al governo di aiutarmi nella gestione complessiva del progetto case, il cui costo complessivo, immaginatelo come un unico condominio, per differenziando i costi MAP e CASE , è complessivamente pari a circa 9 milioni l’anno. Dentro c’è tutto, tutto quello ce vi può essere in un condominio di 24 appartamenti, moltiplicato per 200, o se preferite un condominio di 12 appartamenti moltiplicato per 400. Prima del sisma, ciascuna famiglia, pagava il condominio? I proprietari venivano chiamati a sostenere spese di manutenzione straordinaria? Adeguare impianto elettrico, adeguare ascensore, rifare il tetto o il terrazzo ecc. ecc. Mantenere una casa, singola o in condominio ha dei costi. Su questo credo che tutti concordino. D’altra parte gli sfollati con case E che sono ricoverati nelle case del fondo o in fitti concordati, pagano regolarmente, sin dal primo giorno di ingresso, il condominio, anche con costi notevoli. I genitori di mia moglie, sino a che è vissuto mio suocero, erano in un mini appartamento a Pettino, e pagavano oltre 60 euro al mese (mia suocera non si rassegnava, perchè nella sua casa a Valle Pretara non aveva mia avuto da pagare il condominio, ma capiva che vivendo in un palazzo, doveva pagarlo). Addirittura molti sfollati, a parte , pagano il garage, a prezzi alti.

Detto questo proviamo a ragionare.

Altri soldi il governo non credo che, a quattro anni dal sisma, li dia, anche perchè non credo di poter continuare a far ricadere tutte le spese sulle finanze pubbliche. Non è aria. Ci proverò ancora, ma che si riesca a avere tutta la cifra è impensabile, anche perchè il MEF fa il seguente ragionamento.

Caro Sindaco, hai ragione a dire che i proprietari di case che oggi ospitiamo non devono pagare nessun affitto. Ma il condominio lo puoi e devi cominciarlo a far pagare, perchè lo pagavano anche prima del sisma nei loro edifici. Un minimo di compartecipazione alle enormi spese di manutenzione straordinaria la possono pagare, perchè da 4 anni non la pagano, ma nei loro edifici sicuramente qualcosa, ogni anno, la pagavano. E’ vero che pagano un mutuo, molti di questi nuclei familiari, ma lo pagavano anche prima, insieme a condominio e manutenzione straordinaria, e comunque la loro casa la stiamo riparando (molto lentamente dico io), e sicuramente, essendo addirittura nuova o comunque molto più sicura perchè ricostruita con criteri antisismici maggiori, avrà molto più valore.Se una casa valeva 200.000 euro, oggi ne varrà almeno 250.000.
Per gli affittuari, è giusto che tu ti preoccupi degli aspetti sociali, ma sono anni che rispetto ad un affitto che pagavano ogni mese prima del sisma, dapprima non hanno pagato nulla, poi hanno cominciato a pagare cifre minime. Adesso va bene se tu vuoi applicare criteri stringenti di giustizia sociale, ma per gli affittuari devi tornare alla norma, anche perchè chi era affittuario , al momento del sisma, in una casa A o B, è tornato subito a pagare, o ha sempre pagato. Chi era in una casa E per almeno due anni non ha pagato più nulla, e forse questa differenza fra cittadini non è giusta.
Hai ragione a dirmi che comunque lo sfollato soffre fuori casa, ha gravi disagi, ma purtroppo avete avuto un sisma drammatico nei suoi effetti, e si possono solo attuare tentativi di mitigarne gli effetti. L’importante è che nel tempo tutti possano tornare in una casa più sicura e più bella, nuova in molti casa. Anche quelle che avevano 50 anni, magari anche in classe energetica migliore, che comporterà maggiori risparmi. Tra l’altro caro Sindaco Cialente, se costoro non dovessero pagare, devi cacciare i soldi tu come comune, con le tasse, ed allora gli affittuari delle A e B, od i proprietari delle E rientrati, dovrebbero pagare, oltre quello che pagano per loro, anche per quelli del piano CASE e MAP . Caro Cialente, secondo te, è giusto? Ed è giusto che ci chiedi 9 milioni per le CASE e MAP, soldi con i quali potresti ricostruire case e monumenti? Lo sai che i soldi sono pochi e contati?

Questo è , vi assicuro, il ragionamento che fa il governo. Io posso provare a chiedere qualche soldo, per tirare avanti ancora un pò, ma in effetti io credo che questa posizione non è tanto sbagliata. Tra l’altro noi dobbiamo chiedere ancora tanti soldi per ricostruire le nostre città , case, tessuto economico. Se in Italia dovesse passare l’immagine che chiediamo anche quello che prima pagavamo, non ne usciamo bene, credo che condividiate.

La cosa da fare, è quindi metter tutti sullo stesso piano: CASE, MAP, case del Fondo, affittuari del Comune, CAS, applicando un criterio di giustizia sociale: chi ha meno paga meno, chi ha un reddito “normale” paga il giusto. Questo è il modo con il quale una comunità , con solidarietà nel suo interno, dimostra come si affronta una tragedia e le sue conseguenze.

ALLORA RIBADISCO UNA VOLTA PER TUTTE: I PROPRIETARI NON PAGHERANNO ALCUN AFFITTO, MA IL CONDOMINIO ED UNA PARTECIPAZIONE ALLE SPESE DI MANUTENZIONE, VALE A DIRE LE SPESE CHE AFFRONTAVANO PRIMA DEL SISMA.