CHIODI: DA CIALENTE PAROLE E COSE CONFUSE, NESSUNA IDEA PER LA CITTA’

“Qui all’Aquila c’é stata sempre una polemica, un timore, che certe cose fossero espropriate. Che la comunità aquilana, il Consiglio comunale, non fosse messo in condizione di operare. Invece è messo in condizione, solo che non vediamo niente”. E’ il duro rilievo fatto dal commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, presidente della Regione Abruzzo, contro il Comune dell’Aquila accusato di non presentare il piano di ricostruzione e quindi di bloccare la rinascita del capoluogo.

L’intervento di Chiodi che giunge a margine della cerimonia di consegna degli attestati di pubblica benemerenza ai 150 partecipanti al campus dello sport ha un tono più polemico di altre uscite con le quali era stata sottolineata la positività dell’azione del governo ma la necessità di velocizzare quella degli enti locali, sempre con particolare riferimento al Comune dell’Aquila, che segna il passo.

A proposito di piano di ricostruzione, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha annunciato la consegna di una bozza al sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri, l’abruzzese Gianni Letta, e la presentazione tra settembre e ottobre.
Non vedo i piani di ricostruzione, non vedo trasparenza – ha tuonato Chiodi -, non vedo visione. Vedo cose confuse, parole stereotipate: turismo, cultura, parole che diciamo sempre. Se c’é la comunità aquilana e una qualità che si possa esprimere in un atto di programmazione del territorio, allora che bussi: è il momento di farlo”.

Secondo il commissario, “se non lo si vuole fare, dopo però non se la prendano con il governo, perché il governo non ha questo compito”. “Qui c’é un gioco delle lamentazioni – ha aggiunto – si nascondono le realtà: chi è che deve fare è la comunità aquilana, il governo deve sostenere. Però deve uscire uno straccio di idea di questa città. Se ne parla, se ne parla, se ne parla, ma non si vede un documento in questo senso“.

In relazione alla sua ipotesi di terminare il mandato nel mese di dicembre, Chiodi ha spiegato che “si deve capire che il commissario non è plenipotenziario, se lo fosse avrebbe agito in modo completamente diverso. Avrebbe impostato come prima cosa la programmazione, la pianificazione, lo scenario, lo sviluppo sociale. Su quello avremmo inserito i finanziamenti”. E questo é una altro riferimento al Comune dell’Aquila. Comunque, sul suo mandato il commissario ha sottolineato che “non è questione di ruolo del commissario o meno, le questioni sono complicate e si faranno valutazioni”.

Infine, quanto all’azione della Struttura tecnica di missione, che con il suo coordinatore, Gaetano Fontana, ieri ha sottolineato la necessità di un strategia complessiva di sviluppo del territorio”, Chiodi ha ricordato che “come Stm stiamo coadiuvando tutti quelli che hanno voluto essere coadiuvati, va bene non essere coadiuvati ma l’importante è che si faccia qualcosa di concreto”.