ANNA SU FACEBOOK: CARO SINDACO, PERCORRIAMO STRADE DIVERSE…

CONDIVIDI

L’Aquila, 19 febbraio 2012 – La risposta di Anna Colasacco alla lettera diffusa tramite Facebook dall’attuale sindaco dell’Aquila Massimo Cialente.

IL PIANO DI RICOSTRUZIONE
Supponi male ritenendo che non abbia letto il piano di ricostruzione. Se si trova sul sito del Comune è perché i cittadini, io fra loro, rilevando l’abisso di informazione e trasparenza del Comune dell’Aquila, scrissero, più di due anni fa, un regolamento sull’informazione e sulla trasparenza, che il Comune ha approvato a luglio del 2010 e applicato solo recentemente, come al solito tardivamente e solo in parte, rendendo il sito del Comune, prima vergognosamente inconsultabile, ora appena più accettabile.

L’ho letto, quindi, ma , non essendo un tecnico, e riconoscendo i miei limiti, ne affido la discussione ad un’assemblea che veda coinvolti i soggetti adatti a discuterne con cognizione di causa che superi l’interpretazione di buon senso che può essere la mia e la stessa dei cittadini comuni. Opera ciclopica, dici. E voglio dartene atto. Forse, se avessi riconosciuto che era indispensabile, come hai infine dovuto fare, pur stilandolo “in casa” , avresti potuto investire nel lavoro di più persone, per portarlo a termine in tempi più accettabili. La polemica è sorta, e tu ti ci sei ficcato dentro senza escludere colpi di sorta, e sfiancando i cittadini .Alla fine hai capitolato. Battaglia persa, quindi.

Voglio porre l’accento sul discorso che mi sta a cuore: la partecipazione. Sostieni che il piano è stato partecipato al massimo con i presidenti dei consorzi. Curioso che, ad esempio, i presidenti dei consorzi delle due proprietà che ho in centro, e che sicuramente mi leggono in questa nota, mai siano stati chiamati a partecipare ad alcunché. Stessa sorte per il presidente del consorzio di casa di mia madre, di mia suocera, di mia cognata, di mio fratello. Tutti con proprietà in centro. Come hai scelto chi doveva partecipare a questi tavoli operativi? A campione? Per estrazione? Per conoscenza? Per simpatia?

Non posso tacere, inoltre, sul gravissimo errore che commetti sostenendo che l’Assemblea cittadina abbia appoggiato Chiodi e Fontana. Tutto ciò nasce dalla profonda ignoranza circa il lavoro che noi svolgiamo con grande sacrificio e dedizione ed è l’osservazione che potrebbe fare l’uomo di strada che passa e parla di cose che non sa. Non è accettabile da parte di un Sindaco che dice di porre ascolto ai cittadini.

L’Assemblea con Chiodi e Fontana ha visto un mese di preparazione durante il quale si sono tenuti molti incontri per stilare le domande. Ricorderai che facemmo un incontro anche in Comune, con te e Stefania Pezzopane, proprio per farvi capire quali erano le nostre intenzioni. E chi ora continua a ripetere, a mo’ di disco rotto, che quell’incontro fu fatto per sostenere i soggetti di cui sopra, si guardò bene dal partecipare agli incontri preparatori. I soliti inutili Soloni di cui la nostra città, purtroppo, è piena. L’Assemblea ha aperto persino un forum di discussione sulle risposte fornite da Chiodi. I Soloni non sono mai intervenuti, tu ed il tuo staff neanche. Volevate l’arena ,nel tendone, nella quale continuare a sbranarvi? Ebbene, non l’avete trovata. A tal proposito farò un’ulteriore nota con la mia introduzione a quell’Assemblea che spiega bene quale fu lo spirito dell’incontro che sarebbe dovuto essere costruttivo e non polemico, come sempre, invece, è stato.

L’Assemblea, caro Sindaco, non prende le parti di alcuno e, per poter giungere a questo punto, ha dovuto fare un percorso impervio e doloroso. E ci è riuscita. L’Assemblea informa, tentando di sopperire alle lacune delle Istituzioni, dà voce ai cittadini ed alle stesse istituzioni, non trae le conclusioni, perché presume che i cittadini siano capaci di formare una propria idea, di trarre le proprie conclusioni. Di essere attori, appunto. Non burattini da indottrinare.

PARTECIPAZIONE
Dici che gli spazi di confronto non sono scontati. Ciò non fa che confermare quanto ho esposto nel mio precedente intervento. In una città da ricostruire, nella quale i cittadini devono programmare il loro futuro, gli spazi di confronto non solo dovrebbero essere scontati, ma già posti in essere dal giorno successivo al terremoto. Sarebbe dovuto essere il primo impegno di un Comune e di un Sindaco che con i cittadini, insieme con loro, vuole agire.

Sei orgoglioso del regolamento della partecipazione approvato in Consiglio comunale. Noi siamo orgogliosi di aver iniziato a parlare di partecipazione dal 7 aprile 2009. Noi siamo orgogliosi di aver lavorato alacremente per favorire e porre in atto la partecipazione. Dal 7 aprile 2009, ripeto. Non siamo orgogliosi di vederla regolamentata solo oggi, quando troppe decisioni sono state prese senza i cittadini.

Guardo con materna bonomia l’assessore Pelini, che ringrazio per il suo impegno. Se non ci fosse stato lui, il regolamento, seppur snaturato rispetto a come noi lo avevamo pensato, giacerebbe ancora dimenticato in qualche cassetto comunale.

Ricordo la prima volta che Fabio Pelini arrivò in un confronto pubblico in Assemblea, era stato nominato da poco. Cercava di spiegarci quali fossero i tipi di assistenza alla popolazione, elencandoli per ordine, a noi che li vivevamo sulla nostra pelle. Ignorava il lavoro che i cittadini avevano condotto sino ad allora. Non sapeva che in assemblea si leggevano e si studiavano le ordinanze e ad esse si facevano le pulci. Non sapeva quanto noi sapevamo. Continuava a ripetere di essere stato da poco nominato . A te non è venuto in mente di affiancargli qualcuno di noi (non parlo di incarichi remunerati, ché noi lavoriamo gratis, solo per la città) che sul territorio ci stava radicato, lo ripeterò sino alla nausea, dal 7 aprile 2009. Sì, Sindaco, c’è chi “sul pezzo”, come dici tu, ci sta da tre anni, spinto solo dall’amore per questa terra. Il regolamento approvato dal Comune dite essere figlio del regolamento nato in Assemblea ,anche quello, sofferto e realmente partecipato. Peccato che, quando è stato stilato l’altro, il figlio, la madre nulla sapeva. Ma queste sono questioni di forma. Passiamo oltre.

PIANO C.A.S.E.
Sbagli, Sindaco, sbagli di grosso, quando affermi che i cittadini attivi non c’erano, nell’immediato post terremoto. Non pensare che la cittadinanza attiva e organizzata si sia formata solo quando quelli che ora scopro essere i tuoi supporter arrivarono nel centro storico da noi aperto con le carriole.

Loro allora si svegliarono, insieme ad altri. Ma noi lavoravamo da quasi un anno. Ed eravamo tanti, coesi e molti più di adesso. Non dirmi che non ricordi il fiorire di comitati, associazioni, gruppi che si riunivano all’aperto, al parco Unicef. Una forza viva, sana, vigile fatta di persone di tutte le età che immediatamente capirono quello che si voleva consumare sulle loro teste. Capirono che il piano c.a.s.e. sarebbe stato un’atroce speculazione, che quella speculazione non sarebbe stata sufficiente per dare alloggio a tutti i senza tetto, che altre possibilità potevano essere poste sul piatto. Non saresti stato solo se tu, invece di ignorarli, da lì fossi partito per metterti alla testa di tutti gli Aquilani.

Ché lì erano rappresentate le migliori menti. Cosa facevi, dove eri, quando a quei cittadini, me compresa, si impediva di fare assemblee con i loro concittadini nei campi tenda? Non ricordo neanche un parola da parte tua, a tal proposito. Puoi dire, in tutta sincerità, di aver favorito la partecipazione dei tuoi cittadini? Se tu lo avessi fatto, avresti trovato i tuoi concittadini pronti a darsi fuoco insieme con te e saremmo stati in tanti e tu avresti trovato forza in noi e noi in te. Questa l’iperbole per dire che non sei stato capace di guidarci e non hai neanche accettato che noi ti guidassimo. Vieni a ricordare a me quando il movimento è nato? Non lo posso accettare e non lo accetto. Io posso essere la memoria storica del movimento aquilano dal 7 aprile 2009 ad oggi, ché mai dalla mia terra e da esso mi sono allontanata. E sempre ho partecipato.

L’ultima nota che mi fa quasi sorridere, se non fosse tragica. Dici che non avresti mai accettato che gli abitanti delle frazioni fossero allontanati dai loro luoghi per abitare nella new town. Bene: hai accettato che gli Aquilani fossero deportati in massa nelle frazioni.

Un esempio personale, su tutti: la mia famiglia e quella di mio marito abitava tutta su Costa Masciarelli, in abitazioni diverse. Le assegnazioni del piano c.a.s.e (che in parte abbiamo rifiutato): mia madre Roio, mia suocera Camarda, mio fratello Tempera, io non so, forse, se avessi scelto in quel senso, starei a Collebrincioni. Neanche il concetto di territorialità sei riuscito ad imporre. Hai permesso che la tua gente fosse deportata, in preda ad una diaspora vergognosa. E noi parlavamo di queste cose dal 7 aprile del 2009. Non mi stancherò mai di ripeterlo. Io le urlavo, disperata, nel mio blog. L’unica cosa che il terremoto non mi aveva tolto.

Taccio sulle alternative che avevamo proposto al piano c.a.s.e. Sono scritte.

Mi fermo qui, anche se ci sarebbero fiumi di inchiostro da spendere ancora.

Sai, mi arrivano messaggi privati, persino sms, telefonate, che mi accusano di essere la tua spalla. Di averti offerto l’input per iniziare la tua campagna elettorale telematica. Altri mi accusano di stare, invece, preparando la mia candidatura con la destra. Sono, invece, come ben sai, unicamente una voce ed una persona libera che dice quello che pensa. Ma le persone equivocano, proprio come hai fatto tu, quando hai detto che in Assemblea abbiamo tenuto bordone a Chiodi.

Pensiamo alla sostanza e andiamo avanti. Io nella mia strada di impegno civico e basta, alle elezioni sarò solo un elettore, tu nella tua campagna elettorale.

Ti auguro il meglio. Auguro a tutti noi il meglio.