BORGHI “SMART”, PICCOLI COMUNI RINASCONO

CONDIVIDI

santo stefano sessanio borgoCombattere lo spopolamento e far rinascere piccoli centri trasformandoli in borghi ‘smart’: e’ il progetto Smart city Verd’Aventino, dal nome dei fiumi Verde e Aventino che bagnano Civitella Messer Raimondo e Fara S.Martino (Chieti), distanti fra loro solo un chilometro in un’area nota per la produzione di pasta. Albergo diffuso, mobilita’ alternativa, recupero del patrimonio archeologico, social housing faranno rivivere i due paesi grazie a uno studio dell’associazione Borghi autentici d’Italia.

Il progetto, ideato dal ricercatore Marco Santarelli, fellow del Polo di Analisi delle Reti dell’Università D’Annunzio di Chieti-Pescara, e’ stato condiviso dai sindaci di Civitella e Fara, Paolo Di Guglielmo e Giuseppe Di Rocco. Cinque gli ambiti di intervento: creazione di un unico albergo diffuso nei due centri storici, distanti circa un chilometro l’uno dall’altro; mobilità alternativa e intelligente per mettere a sistema il territorio, con bici e automobili elettriche da ricaricare grazie a impianti fotovoltaici e con minibus ibridi; creazione di una zona residenziale cerniera tra i due comuni, abbinando alla sostenibilità ambientale quella sociale, in una logica di social housing; creazione di infrastrutture per lo sport e il tempo libero; valorizzazione dei fiumi che bagnano i due paesi, con un parco archeologico fluviale che ripercorra la storia millenaria di Fara e attività come il rafting, già diffusa a Civitella.

”L’idea è creare una piccola rete intelligente che abbia al centro il concetto di qualità della vita, nel rispetto del territorio – spiega Santarelli -. Anche i borghi devono essere al passo con i tempi, attraverso funzioni innovative, e per farlo è necessario mettere a rete i diversi sistemi”.

”Il progetto è definitivo – spiegano i due sindaci – siamo nella fase reperimento fondi. Molti privati hanno già dato all’assessorato competente la disponibilità a cedere in comodato d’uso gratuito le proprie abitazioni che ricadono nei centri storici. L’importante è partire, anche con poche risorse – concludono Di Guglielmo e Di Rocco – per procedere a step”.

(ANSA, 9.9.2013)