SALUTE: BERE VINO ROSSO AIUTA A BRUCIARE GRASSI

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16 febbraio 2015 – Gli alcolici sono spesso i primi a sparire dalla tavola di chi si mette a dieta. Ma ora da un nuovo studio condotto negli Usa arriva una buona notizia per gli amanti del vino rosso. Questa bevanda, come anche il succo d’uva rossa, aiuta a bruciare i grassi. La ricerca, condotta da scienziati di tre atenei americani, fra cui Neil Shay dell’University of Oregon, hanno scoperto che bere quantità moderate di vino rosso o di succo d’uva rossa aiuta le persone obese a gestire il loro peso.

Il team – si legge sul ‘Journal of Nutritional Biochemistry’ – ha esposto cellule di fegato umano coltivate in laboratorio e cellule di grasso agli estratti di quattro sostanze chimiche naturali trovate nell’uva della Vitis Rotundifolia, una varietà comune dai chicchi rosso scuro. Ebbene, la crescita delle cellule di grasso è “significativamente rallentata”, mentre anche il tasso di formazione delle nuove cellule grasse ha subito una brusca frenata. Soprattutto, il metabolismo degli acidi grassi nelle cellule del fegato è accelerato.

Questi risultati sono stati attribuiti in particolare all’acido ellagico, prezioso antitumorale e antiossidante naturale presente in alcuni tipi di frutta. Attenzione, però, perché la ricerca non deve spingere a eccedere con l’alcol nella speranza di dimagrire.

“Non abbiamo scoperto che questo composto migliora o accelera la perdita di peso – precisa Shay al ‘Telegraph’ – Ma che, potenziando il metabolismo dei grassi, specialmente nel fegato, può migliorarne il funzionamento nelle persone in sovrappeso. Se potessimo sviluppare una strategia alimentare per ridurre il pericoloso accumulo di grasso nel fegato usando alimenti come i grappoli d’uva, questa potrebbe essere una buona notizia”.

La scoperta, oltretutto, è coerente con i risultati di un altro studio del team di Shay sugli effetti dei grappoli di Pinot nero sui topi in sovrappeso. Gli animali che avevano mangiato estratti di questa uva, infatti, avevano meno grasso nel fegato e livelli più bassi di zucchero nel sangue rispetto ai compagni. (AdnKronos)

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