TERREMOTO: COME UNA START-UP ITALIANA PORTA LA BANDA LARGA A MIRANDOLA

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Difficile immaginare una situazione più emergenziale di un terremoto: le cronache di questi giorni dall’Emilia ci hanno ricordato quelle altrettanto drammatiche dall’Abruzzo nel 2009. In questi frangenti, c’è bisogno di tutto per portare conforto morale e materiale a chi è colpito dal sisma: generi di prima necessità, ma non solo, per chi si ritrova dall’oggi al domani a non avere più nulla.

Anche l’impossibilità di comunicare è descritta come una delle angosce più frequenti tra le persone che si trovano a fronteggiare quest’emergenza. […]

Da qui parte la storia che vi vogliamo raccontare oggi. Una storia di passione e talento, 100% Italiano. La storia di una start-up vicentina, Athonet, che ha portato a Mirandola la banda larga in in quattro e quattr’otto in uno dei campi allestiti dalla Protezione Civile del Friuli.

Come? Con un sistema proprietario (PriMo, acronimo di Private Mobile), che sembra essere disegnato apposta, ma non solo, per evenienze di questo tipo. Un sistema nato per portare la banda larga e fornire comunicazione wireless ad uso professionale in zone remote, rapidamente e senza grandi infrastrutture: anzi, coninfrastrutture mobili di dimensioni davvero ridotte, dato che l’infrastruttura in questione è una scatola poco più grossa di una valigetta, grazie alla quale Athonet riesce a mettere in piedi una rete di ultima generazione (LTE, il 4G mobile) in appena un paio d’ore.

Così è stato anche a Mirandola all’indomani del sisma che ha scosso l’Emilia Romagna. Athonet, che è partner della Protezione Civile del Friuli si era offerta per portare internet alla direzione del campo qui allestito dalla PC: un’attività che ha permesso di collegare i vari campi tra di loro, abilitare il VoIP tramite PriMo, in modo che ci fosse un numero fisso con cui contattare il campo, abilitare lo streaming da telecamere mobili (precedentemente impresa impossibile) come deterrente per lo sciacallaggio e i furti e – last but not least – allestire delle isole WiFi con cui i ragazzi sfollati potessero collegarsi ad internet ed interagire col resto del mondo, fungendo al tempo stesso da punto di ritrovo e socializzazione. Ed è proprio il sorriso dei ragazzi sfollati a Mirandola che si sono ritrovati connessi alla rete con un sistema più potente dell’UMTS l’esperienza più toccante che ci ricorda Gianluca Verin, uno dei due fondatori di Athonet.

Si tratta del primo caso nel mondo dove è stato usato 4G per situazioni emergenziali ed è anche un bel segnale nel campo della tecnologia mobile italiana, dove da anni non si assisteva ad innovazioni made in Italy nel campo dell’infrastruttura cellulare.

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