SCRIVIAMO LE NORME SULLE CATASTROFI PRIMA DELLE CATASTROFI

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In occasione degli eventi sismici che ci hanno colpito negli ultimi anni, gli operatori della previdenza complementare si sono sempre prontamente offerti di fare la propria parte.

L’idea di base era che la possibilità di chiedere anticipazioni per acquisto o ristrutturazione della prima casa ben si combinava con le esigenze delle persone colpite da eventi sismici. Il problema principale, però, è che l’anticipazione per acquisto o ristrutturazione della prima casa richiedono una pregressa partecipazione al fondo pensione di almeno 8 anni, requisito che potrebbe mancare in capo a chi, colpito dall’evento, ha avuto l’abitazione distrutta o danneggiata. Per superare questo vincolo è necessario un intervento legislativo sulla norma.

La richiesta degli operatori della previdenza complementare di poter intervenire è da ascrivere all’idea, apparentemente un po’ naif ma molto interessante soprattutto in prospettiva, che il fondo pensione possa divenire un punto di riferimento per un po’ tutte le situazioni di bisogno dei propri aderenti, riscoprendo altre funzioni di assistenza e tutela (prestazioni accessorie, long term care, temporanea caso morte, perdita impiego, ecc.) che potrebbero andare ad aggiungersi a quella base – tuttora essenziale – di integrazione della pensione. Tutele in più che oggi assumerebbero un pregio particolare, soprattutto nell’ultimo periodo della vita lavorativa (dopo 60 anni!).

Qual è stata la risposta del legislatore a queste richieste degli operatori della previdenza complementare?

Limitandoci a l’Aquila e all’Emilia, nel primo caso vi è stata una sospensione delle imposte trattenute dai sostituti di imposta, dunque anche sulle prestazioni erogate dal fondo, su richiesta dell’aderente (stessa soluzione adottata per l’emergenza immigrazione a Lampedusa), mentre nel secondo caso, dopo un primo decreto legge che non aveva implicazioni per la previdenza complementare (salvo una generica norma sulla sospensione dei termini per i pagamenti, di dubbia applicabilità agli obblighi contributivi verso i fondi pensione), si è introdotta la possibilità di chiedere anticipazioni a tutti i residenti in determinate provincie, anche prima degli 8 anni, con benefici fiscali. (continua a leggere su Crusoe.it)