Password: “adozione a distanza”

Di Patrizia Tocci

Adotta una casa, una via, un vicolo, una strada dell’Aquila.
Ai Torinesi bisognerebbe affidare almeno tre strade e i relativi palazzi: Viale Duca degli Abruzzi, viale Regina Margherita e Corso Vittorio Emanuele: ai Siciliani i palazzi che insistono sulla Via dello “Stupor mundi” Federico II.

Inevitabilmente ai Fiorentini dovremmo assegnare sia Via dei Guelfi che Via dei Ghibellini; ai Romani il gravoso compito di restaurare le case che si affacciano su Via Roma, una delle arterie principali della citta’; ai Milanesi via ed Arco dei Lombardi, alla disponibilita’ dei Napoletani il restauro dell’arco di Porta Napoli; dall’arco non si vede il mare ma una distesa verde di montagne e colline che in certe stagioni gli somiglia.

Più difficile assegnare a qualcuno via dei Gaglioffi; con un po’ di fantasia il restauro della prefettura (palazzo del Governo) potremmo affidarlo all’intero Parlamento; allo Stato del Vaticano l’intero quartiere di San Pietro.

Potreste seguire direttamente l’inizio dei lavori fino al momento della bandiera italiana sul tetto; controllare che vengano usati i giusti materiali, rispettate le norme antisismiche.

Metteremmo una targa più piccola sotto quella che indica la strada, con il nome e cognome di chi ha sostenuto l’affido o l’adozione a distanza; sareste invitati a tagliare il nastro nel vostro vicolo, dove troverete vasi di fiori , finestre aperte sui sorrisi e virgole di gatti in un raggio di sole; vedrete qualche indumento appeso ad asciugare, sentirete le voci e i rumori consueti di una citta’.

Ma che citta’ morta, ma che citta’ fantasma … la nostra citta’ vi aspetta.

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