Un anno dopo il terremoto: i numeri dell’emergenza

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da Ansa.it
Oltre 67mila persone assistite e più di 17mila uomini e donne impegnati nei soccorsi nel momento massimo dell’emergenza; più di un miliardo di euro speso per la ricostruzione; oltre 73.500 edifici pubblici e privati controllati da 5mila tecnici; 17.500 studenti – tutti quelli dei comuni del cratere – rientrati nelle scuole a settembre. Sono i numeri del terremoto che alle 3.32 del 6 aprile di un anno fa devastò L’Aquila e la provincia, provocando oltre 300 morti.

Il dettaglio di quanto e’ stato fatto immediatamente dopo la scossa e nei mesi successivi e’ stato reso noto dal Dipartimento della Protezione Civile: la fotografia che viene fuori dai numeri e’ uno sforzo imponente dello Stato, in termini di uomini e risorse.

Ecco tutti gli interventi e i numeri nel dettaglio:
L’EMERGENZA – Meno di un’ora dopo la scossa, si riunisce l’Unita’ di crisi della Protezione Civile: la macchina dei soccorsi messa in campo consente di avere in Abruzzo a 48 ore dal sisma oltre diecimila soccorritori tra vigili del fuoco, forze armate, forze dell’ordine, personale della Croce Rossa e volontari in grado di assistere 27.772 sfollati, di cui oltre 17mila nelle tende e 10mila negli alberghi e nelle case private. Pochi giorni dopo, al picco dell’emergenza, i soccorritori sono 17.618 e le persone assistite 67.459 (35.690 in tenda e 31.769 in hotel o case private). Complessivamente vengono realizzate 171 tendopoli con 5.957 tende. Gli intervento svolti dai vigili del fuoco sono 202 mila (un quarto del totale nazionale) e e oltre un milione e 300 mila i pasti distribuiti. Il costo complessivo della prima fase dell’emergenza e’ di 456,3 milioni.

I SOPRALLUOGHI DI AGIBILITA’ – Contestualmente all’assistenza alla popolazione partono le verifiche sugli edifici. Sono 80mila i sopralluoghi effettuati da cinquemila tecnici, per un totale di 73.521 verifiche su edifici pubblici e privati. Le strutture totalmente inagibili (E) o inagibili per rischio esterno (F) sono il 32,1% di quelle private, il 21,2% di quelle pubbliche e ben il 53,7% di quelle che rientrano nel patrimonio culturale. Più della meta’ degli edifici privati e pubblici (52% e 53,6%) sono risultati invece agibili. Sono, infine, il 15,9% del totale le case che dichiarate parzialmente inagibili (B e C).

LA RICOSTRUZIONE – A tre settimane dal terremoto il consiglio dei ministri riunito all’Aquila annuncia il piano C.a.s.e.: i lavori degli edifici antisismici partono l’8 giugno 2009 e il 19 febbraio vengono consegnati al comune dell’Aquila gli ultimi edifici. Complessivamente vengono realizzati 185 edifici nel comune aquilano, per un totale di 4.449 appartamenti che ad oggi ospitano circa 15mila persone. Il costo complessivo dell’intero progetto e’ di 792 milioni. Contestualmente si procede alla realizzazione dei Map, i Moduli abitativi provvisori nei comuni del cratere. Le villette sono 3.535, per un totale di circa 8.500 persone. Il costo complessivo dei Map e’ di 230,6 milioni. 412 persone stanno invece usufruendo degli affitti del fondo immobiliare all’Aquila mentre 1.945 godono di affitti concordati con il Dipartimento della Protezione Civile. Negli alberghi sulla costa restano infine 1.850 persone (mille che stanno riparando le loro abitazioni e gli altri che hanno deciso di optare per il contributo di autonoma sistemazione), mentre a L’Aquila ci sono ancora 2.455 persone negli alberghi, 622 negli appartamenti realizzati per il G8 nella caserma della Gdf a Coppito e 146 nella caserma Campomizzi.

SCUOLE, UNIVERSITA’ E CHIESE –
A settembre tutti i 17.567 studenti delle scuole del cratere hanno ripreso l’attivita’ nelle 32 scuole realizzate (Musp, moduli uso scolastico provvisorio). Il costo delle nuove scuole e’ di 81 milioni ai quali si aggiungono i 30,6 milioni spesi per gli interventi su quelle gia’ esistenti e danneggiate (59 in totale). Anche l’universita’ ha riattivato i corsi in strutture temporanee con il numero degli iscritti che e’ passato dai 23.200 di prima del terremoto ai 21.600 dell’anno accademico 2009-2010. Interventi sono stati effettuati anche nelle chiese: 73 sono state ripristinate mentre altre 3 sono state costruite ex novo, per un costo di 736mila euro.

APPALTI – Per realizzare tutte le opere sono state espletate 446 procedure di gara e sottoscritti 540 contratti con 219 imprese appaltatrici e 1.559 subappaltatrici per un importo complessivo di un miliardo e 107 milioni. 343 milioni sono invece gli importi relativi ai subappalti, ai noli e delle forniture autorizzate. In questi mesi, afferma il Dipartimento, nessun rilievo e’ stato formulato dalla Corte dei Conti.

DONAZIONI –
La solidarieta’ ha consentito di accumulare oltre 67 milioni, in parte gia’ spesi e in parte ancora da spendere. E proprio per decidere come utilizzare i fondi ancora a disposizione, il prossimo 7 aprile si riunira’ il Comitato dei Garanti, presieduto dall’ex presidente del Senato Franco Marini.