Lolli e Pezzopane a Chiodi: legga il decreto millebeffe, e venga con Berlusconi a Piazza Duomo

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“Signor Presidente, ci spiace iniziare il nuovo anno con una polemica,tuttavia la Sua nervosa conclusione del 2010 con l’ennesima conferenza stampa confusionaria e propagandistica ci costringe a fare chiarezza nell’interesse degli abruzzesi e delle popolazioni colpite dal terremoto.

Si rivolge a noi chiamandoci “capipopolo”, termine per noi non offensivo, coltiviamo infatti una concezione della politica in cui il popolo, i cittadini, la gente sono il primo riferimento. La politica si fa per la gente e non contro di essa. Difendiamo dei diritti sì, e continueremo a farlo con tutta l’energia e la speranza che l’anno nuovo ci consegna.

Le facciamo notare però che il suo collega Presidente della Regione Veneto Zaia, proprio assumendo il ruolo di capopopolo ha raggiunto risultati importanti per la sua gente. Potrebbe anche lei fare come Zaia.
Innanzitutto facciamo chiarezza sul “milleproroghe/millebeffe”. Lo vogliamo fare anche riportando il testo che Lei evedentemente o non ha letto o non ha capito. Dalla lettura testuale del milleproroghe, verificabile collegandosi con il sito internet degli atti del governo, si nota in tutta chiarezza la differenza clamorosa tra il trattamento riservato tra gli alluvionati del Veneto e noi aquilani.
All’art 2 comma 2 , relativo al Veneto si legge “il termine per il versamento dei tributi, contributi, ecc. e’ differito al 30 giugno 2011. Alle minori entrate derivanti pari a 93 milioni di euro per l’anno 2010 si provvede ai sensi dell’art 3”. Nell’ art.3 sono indicate le coperture finanziarie. Il comma 3, che riguarda L’Aquila, riporta testualmente “E’ sospesa la riscossone delle rate in scadenza tra gennaio 2011 e giugno 2011. La ripresa della riscossione e’ disciplinata con DPCM in modo da non determiare effetti peggiorativi sui saldi di finanza pubblica”.
Le differenze sono evidenti, nel nostro caso si specifica esplicitamente che non ci possono essere variazioni nel bilancio dello Stato del 2011. Ovvero le casse dello Stato devono raccogliere dai redditi degli aquilani tutto quanto gia’ previsto in entrata. Quindi se per i primi sei mesi non pagheremo ancuna rata, nel secondo semestre del 2011 l’importo delle rate sara’ raddoppiato. A meno che il Presidente del consiglio non trovi altre soluzioni con atti successivi.

Insomma la partita delle tasse e’ ancora tutta irrisolta. Il milleproroghe tratta gli aquilani come “Precari”. Presidente, purtroppo da aquilani, ci tocca constatare che il suo atteggiamento da venti mesi e’ quello di rassicurare, tranquillizzare, omettere, nascondere la verita’ e così sta avvilendo la citta’ dell’Aquila e la dignita’ di un popolo orgoglioso. E’ necessario un confronto pubblico, per iniziare nella chiarezza il nuovo anno. La invitiamo a L’Aquila, assieme al Presidente del Consiglio, in Piazza Duomo in una Assemblea vera e non nel chiuso di Palazzo Chigi o della Scuola della Guardia di Finanza, a dire le cose che con tanta sicurezza dice nei luoghi a Lei comodi davanti ai rappresentanti delle Istituzioni locali, delle categorie, dei Sindacati, dei cittadini. Noi siamo pronti a confrontarci a testa alta,con lei e con il Presidente del Consiglio guardando negli occhi gli aquilani.

Non le sara’ sfuggito che le roboanti promesse sue e del Presidente del Consiglio regolarmente disattese hanno stancato, che il suo continuo scarica barile sugli enti locali sulle categorie sui professionisti mostra una distanza dalle cose reali che fa venire i brividi. Venga in Piazza Duomo a parlare con la gente reale, ci dica cosa intende fare, se manterrete l’impegno solennemente assunto da lei e dal Presidente del Consiglio sul trattamento fiscale come Umbria e Marche e con quali atti formali e con quali risorse. Ci venga a dire perché si ostina a non volere una legge per la ricostruzione dell’Aquila che dia certezze e diritti.
Temiamo che questa sua resistenza ad una legge sia legata ad una concezione della politica che preferisce tenere i cittadini in soggezione continuamente costretti a chiedere trasformando i diritti in elargizioni del feudatario di turno verso i sudditi. Questa concezione non e’ la nostra.

Perciò venga accompagnato dal Presidente Berlusconi ad un confronto pubblico con noi per la Ricostruzione dell’Aquila”.