WEB: IN ARRIVO I NUOVI DOMINI .apple .google .sex MA ANCHE .fiat E ALTRE CENTINAIA

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Sono state 884 le domande da parte di enti o società, per un totale di 1.900 nuovi domini. Tra gli italiani spicca .fiat, ma ci sono anche .apple e .sex

(da wired.it) – Cercare un’auto su Internet digitando panda.fiat? Oppure documentarsi sulla capitale dell’Olanda con turism.amsterdam? O ancora rivedere i più spettacolari canestri realizzati dai migliori giocatori.basketball? Il mondo del Web ha oggi incominciato il percorso che attraverso la liberalizzazione dei domini cambierà il volto – o meglio le parole – delle nostre ricerche sulla Rete.

Attraverso una conferenza stampa internazionale, l’ Icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), l’ente no profit intergovernativo che si occupa assegnare gli indirizzi Ip e di definire le parole che costituiscono un dominio, ha reso finalmente noti i nomi delle aziende e delle istituzioni che hanno partecipato al bando di assegnazione dei nuovi gTDs, ovvero i generic Top Levels Domains. Per interderci, si tratta quelle parole o sigle che di solito seguono il nome proprietario del sito Web o indicano l’appartenenza del sito a un ambito nazionale: .com.it.net, .org e così via. Finora i gTDs erano soltanto 22.

Le richieste giunte all’ Icann dal 12 gennaio al 30 maggio, periodo utile per presentare la propria candidatura, sono state 884, per un totale di oltre 1.900 domini. Un’azienda aveva infatti la facoltà di richiedere più di un dominio particolare. Operazione costosa: per acquistare un nuovo dominio bisogna sborsare almeno 147mila euro e per mantenerlo attivo 20mila euro all’anno. Per la prima volta nella storia del Web, inoltre, sono stati resi disponibili domini con caratteri che non appartengono all’alfabeto latino, i cosiddetti International Domain Names ( Idns).

nomi dei nuovi domini coprono praticamente ogni aspetto delle differenti anime del commercio e moltissimi sono i marchi registrati delle grandi aziende come .apple.windows.microsoft.nike,.canon.google. Altri rappresentano le sigle di importanti enti internazionali e nazionali, compresi nomi di città e di luoghi turistici famosi (.barcelona.amsterdam.berlin per fare qualche esempio).

Qualche altro esempio? Per la ristorazione e il food sono stati richiesti .beer, .pizza, .recipes, .restaurant, .soy, .cafe. Per lo sport .basketball, .baseball, .soccer, .tennis. Per il mondo dell’informazione: .read, .radio, .press, .blog; per la cultura e l’intrattenimento .art, .theatre, .tickets, .video. L’universo a luci rosse (dopo aver già ottenuto il .xxx) avrà i suoi domini personali come .sex o .sexy. E c’è spazio anche per alcuni nomi particolari come .unicorn.walter.smile.wtf (acronimo di uno scurrile modo di dire inglese), .like (che è stato depositato da Google) e .lol.

Presenti anche alcune realtà italiane: .cloud (di Aruba), .gucci.lamborghini, .praxi.bnl e .ferrero.Fra tutte, però, svetta la Fiat con la richiesta di ben nove i domini: .abarth, .alfaromeo, .case, .caseih, .fiat, .iveco, .lancia, .maserati, .newholland.

Come annunciato già lo scorso anno
, l’ Icann non è affatto tenuto ad assegnare un dominio generico di primo livello a tutte le richieste, che sono state sottoposte ad attenta verifica. Sebbene la fantasia in questo campo non avesse limiti e lo stesso ente internazionale abbia promosso la creatività – più richieste significano più soldi -, tutte le sigle, le denominazioni ufficiali o i nomi protetti da copyrightsono di fatto stati scartati. La richiesta doveva essere comprensiva dei dettagli finanziari e tecnici facenti riferimento all’organizzazione o la compagnia partecipante. Non era possibile cioè registrare un dominio .facebook o .apple a meno di non essere Mark Zuckerberg o Tim Cook in persona. Un altro fattore di immediata esclusione erano le parole offensive.

Ma cosa accade se due o più richiedenti si contendono lo stesso nome? In questo caso l’assegnazione viene ritardata e si procede a un patteggiamento fra concorrenti.


Oppure, si procede a un’asta fra le parti in gara, cosa che è possibile accada per quei sostantivi di facile memorizzazione e di uso generico come, per esempio, . web. I tempi per risolvere le questioni burocratiche e vedere operativi i nuovi domini non saranno brevi. Ora tutti i domini passeranno ad una ulteriore verifica per evitare sovrapposizioni e verificare i copyright, cosa che richiederà tutto l’anno. Solo a dicembre o a gennaio del prossimo anno avremo i primi risultati certi, che saranno pubblicati nella pagina Application Results dell’Icann.

Potete trovare tutte le richieste dei nuovi domini inotrate all’ Icannqui 

di Gabriele Pieroni, da wired.it