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L’AQUILA, SPAZI COMUNI PER RICOMINCIARE A VIVERE (VIDEO)

 

Una chiacchierata con Viviamolaq, associazione di giovani ingegneri che sta progettando l’introduzione di piazze e parchi giochi nei moduli MAP. E che ha risposto all’appello di Wired Italia per riempire il capoluogo il 15 aprile per #occupylaquila.

(di Martina Pennisi – da Wired.it) - Il 71% degli aquilani ritiene che la comunità sia morta assieme al terremoto e il 73% denuncia una totale mancanza di zone di aggregazione. Le percentuali dello studio condotto a fine 2010 dall’Università di Firenze, delle Marche e dell’Aquila hanno incoraggiato l’intervento di un gruppo di una trentina di ex studenti di ingegneria dell’ateneo del capoluogo abruzzese.

VIVIAMOLAq, così si chiama l’associazione che ha aderito alla campagna #occupylaquila, ha interrogato in merito 125 famiglie aquilane residenti nei MAP, i moduli abitativi in cui sono state mandati i cittadini che non avevano stretta necessità – lavorativa o familiare – di rimanere vicino al centro. L’alternativa, più vicina alla città, è quella del progetto C.A.S.E. La scelta dei MAP, racconta a Wired.it Daniel Caramanico, uno dei ragazzi dell’associazione, si deve al fatto che sono dei ” semplici dormitori. Chi ci vive, per lo più anziani, ringrazia di avere un tetto sopra la testa, ma si sente in carcere“.

Il problema della mancanza di spazi comuni, sollevato anche dagli studenti del Politecnico di Milano e dalla redazione di Facenews, non è l’unico: “Ci siamo resi conto che le persone rifiutano di vivere una situazione che rischia di essere, ancora una volta, temporanea. Hanno paura di affezionarsi a un altro posto e di doverlo abbandonare nuovamente“. La duplice missione di VIVIAMOLAq si è rivelata quindi quella di progettare l’introduzione di piazze, parchi giochi e panchine e di farla accettare dai destinatari del progetto stesso.

L’idea, spiega Caramanico, ” è quella di far diventare ogni MAP un polo d’attrazione (in uno la piazza, nell’altro il parco, ecc) così da stimolare l’interazione fra diversi quartieri“. L’accettazione viene stimolata attraverso un continuo confronto con gli abitanti delle zone in questione: ” Siamo aperti a critiche e modifiche e ci faremo aiutare in fase di realizzazione“. Più difficile far accettare la temporaneità della situazione, interventi compresi, e incoraggiare queste persone a uscire di nuovo di casa e ricominciare a vivere, ma i giovani ingegneri aquilani sono intenzionati a riuscirci. La ricerca di fondi per iniziare i lavori è affidata alla partecipazione di bandi regionali ed europei e l’intenzione è quella di fare ricorso a materiale riciclato.

Per conoscere nel dettaglio i progetti di VIVIAMOlaq venite sotto il tendone di piazza Duomo domenica 15 aprile, alle 11. I giovani ingegneri, insieme a tante altre realtà locali e non, hanno infatti raccolto l’appello di Wired e saranno in piazza insieme a noi per #occupylaquila.

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